Pisapia sceglie Alfano ma i pisapiani non gradiscono. Invitano Fava e Micari al dialogo per una piattaforma unitaria “non inquinata da ambiguità”. Il leader di Campo progressista minaccia rotture con Articolo1 poi incontra Speranza e ci ripensa. Ma il cammino di “Insieme” è sempre più difficile

Pisapia sceglie Alfano ma i pisapiani non gradiscono. Invitano Fava e Micari al dialogo per una piattaforma unitaria “non inquinata da ambiguità”. Il leader di Campo progressista minaccia rotture con Articolo1 poi incontra Speranza e ci ripensa. Ma il cammino di “Insieme” è sempre più difficile

Giuliano Pisapia ex sindaco di Milano, leader di Campo progressista, indicato come futuro capo di “Insieme”, la compagine costituita con Articolo1-Mdp, torna dalle vacanze, riunisce i suoi  e decide che invece di proseguire il cammino guardando a sinistra, in Sicilia volge lo sguardo a destra, di fatto ad Angelino Alfano facendo propria la candidatura a presidente della Regione Sicilia del Rettore dell’Università di Palermo, Micari sostenuto dal Pd, da Alfano, i civici di Leoluca Orlando, il sindaco di Palermo cui si deve la mediazione. Patto Pd-Alfano da ripetere nelle elezioni politiche con garanzie da parte del partito di Renzi di assicurare al ministro degli esteri un pacchetto di deputati e senatori. Pisapia ha preso cappello, come si dice, ed ha annunciato, ritornato dalle ferie, che “Mdp in Sicilia ha fatto scelte che non condividiamo”. Si riferisce alla candidatura di Claudio Fava che vede insieme, appunto Mdp, Sinistra Italiana, altre compagini di sinistra. Da ricordare che Mdp aveva accettato la candidatura di Micari ma non il patto con Alfano.  Ora l’ex sindaco di Milano addirittura ha  avuto la faccia tosta di affermare: “C’è da chiarire  se rivive il progetto originario di una coalizione di centrosinistra che sfidi il Pd ma che sia di centrosinistra”. Non risulta da nessuna parte che il “progetto originario di una coalizione di centro sinistra comprendesse Alfano”. Ora che farà Pisapia? Non solo, che faranno i pisapiani siculi che non avevano gradito il patto Pd-Alfano? Da una prima risposta  sembrerebbero non  gradire neppure le mosse del Pisapia, non vedono Fava come il nemico da abbattere minacciando, come fa Pisapia di far saltare la costruzione di “Insieme”. Anzi, invitano i due candidati “Micari e Fava ad aprire un dialogo per costruire una piattaforma  programmatica unitaria non inquinata da ambiguità” e che risponda alle esigenze dei cittadini della Sicilia e non a schematismi nazionali. Campo progressista continuerà a lavorare a questa ricomposizione perché non ci rassegniamo all’autolesionismo delle forze del centrosinistra e della sinistra”. Una sconfessione di Pisapia? Una cosa sembra certa, quando si parla a proposito della piattaforma programmatica unitaria “non inquinata da ambiguità” il riferimento chiaro è al patto  con Alfano, di fatto accettato dal Pisapia.

Comunicato congiunto Pisapia-Speranza. Discontinuità con le politiche del Pd

Dopo la sparata contro Mdp l’ex sindaco di Milano ha incontrato Roberto Speranza che ne è il coordinatore firmando con lui una nota congiunta che così recita: “A differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, le attuali diverse valutazioni sulle elezioni in Sicilia non incidono sulla prosecuzione del percorso unitario nazionale per la costruzione di un nuovo centrosinistra in discontinuità con le attuali politiche del Pd. Continuerà ancora l’impegno comune non solo a livello nazionale, ma anche in tutte le altre regioni che andranno al voto nel 2018. A tal fine Pisapia e Speranza hanno fissato per l’inizio della prossima settimana una riunione dei rispettivi gruppi dirigenti”. Gli organi di stampa nell’occasione hanno solo dato informazioni. Le minacce di  Pisapia, l’attacco a Mdp, non se le sono inventate.  Resta da sapere, comunque se il Movimento di Pisapia appoggerà alle regionali siciliane il candidato del  Pd, di Alfano e del sindaco di Palermo Leoluca Orlando – il rettore Fabrizio Micari – o se presenterà una propria candidatura. Da registrare il silenzio di Angelino Alfano. I soliti bene informati fanno sapere che Renzi Matteo non gradisce quanto sta avvenendo in Sicilia. Il patto con Alfano, dall’Isola fino a Palazzo Chigi, fa sapere, non deve essere toccato.  Non aveva accolto bene le dichiarazioni a proposito di Alfano rilasciate da Pisapia che di seguito riportiamo  che ci fanno capire quanto sia volubile il “pensiero politico” dell’ex sindaco di Milano e quanto non esaltante l’esperienza politica di “Insieme, in attesa del nome definitivo”, che rischia la crisi, ancora prima di nascere. Comunque non è esaltante.

Quando l’ex sindaco di Milano poneva “paletti” nei confronti di Alfano. La destra faccia la destra

9 marzo, cinque mesi fa. Giuliano Pisapia intervistato dalla Tv di La Repubblica, il quotidiano che lo ha lanciato e sostenuto per la costruzione di un nuovo centro sinistra, promotore di Campo progressista, il movimento che  con Articolo 1-Mdp sta costruendo “Insieme”, così risponde alla domanda che gli rivolge Massimo Giannini sui “paletti” che pone per la nuova formazione politica cui sta lavorando puntando a diventarne il leader: “I paletti di Campo progressista – così li  sintetizza  il quotidiano di Largo Fochetti -riguardano certamente Alfano, che ha una sua storia e idee diverse dalle mie. La destra faccia la destra, con lui credo che ci divideremmo il giorno dopo”.  L’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia definisce l’area delle possibili intese del suo Campo progressista al videoforum di Repubblica Tv condotto da Massimo Giannini e Laura Pertici. E aggiunge: “A sinistra invece l’unico paletto è il realismo, l’assunzione di responsabilità e governo”. Gli chiede Giannini, Alfano non va bene, forse Verdini. Pisapia non lascia terminare la domanda, sorride “non va proprio bene, non andiamo bene…”.

1 Luglio, Piazza Santi Apostoli, nasce “Insieme”, manifestazione di lancio del nuovo soggetto, alcune migliaia di persone, conduce Gad Lerner, Bersani e Pisapia sono i due big che nei loro interventi delineano obiettivi e percorso. Leggiamo sempre da La Repubblica. “Non sarà una fusione a freddo – ha detto Pisapia – ma una fusione a caldo” con un “percorso graduale” che porterà “a settembre” a gruppi unitari. Un progetto che nasce “in discontinuità” con le politiche renziane e che si offre a quegli elettori di centrosinistra “delusi e sfiduciati”. “Noi – ha detto Bersani dal palco – vogliamo rivolgerci a tutto quel popolo di centrosinistra che se ne sta a casa, deluso e sfiduciato, e che magari oggi ha sentito passare in tv il comizio di Renzi e gli passa sulla testa come acqua sul marmo”. A questi elettori, l’obiettivo è quella di dare una nuova “casa comune”. Spiega Pisapia: “Da oggi parte una casa comune per un progressismo moderno e rivoluzionario. Uniti e radicalmente innovativi. Se noi non riusciamo a dare una casa comune radicalmente innovativa rispetto al passato, noi non riusciremo a raggiungere l’obiettivo”. Un Pisapia molto battagliero, continua la cronaca di Repubblica: “Non basta dire cose di sinistra, bisogna fare cose di sinistra”, afferma Pisapia  invocando la necessità di una “discontinuità netta”. Ma spiega che la sua battaglia non è animata da “ripicche e personalismi, non per antipatia per uno o più leader ma perché vediamo le difficoltà del paese. La politica non è avere tanti like, politica non è io è noi”.

Operazione Sicilia: Campo progressista in puro stile Gattopardo

5 settembre, Centro Congressi, Stazione Termini. Si riunisce la segreteria, o qualcosa di simile di Campo  Progressista. Con Pisapia ci sono alcuni dirigenti fra i quali Marco Furfaro, Ciccio Ferrara parlamentare di Articolo 1-Mdp, non si capisce a quale titolo. Non c’è, almeno non viene indicato fra i partecipanti, Gad Lerner che aveva condotto la manifestazione ai Santi Apostoli, uomo di fiducia del Pisapia, che partecipava alle riunioni  con  gli esponenti di Articolo 1-Mdp per la stesura del manifesto programmatico di Insieme. Lerner da qualche settimana ha lasciato il Pd. Si è così venuti a sapere che a gestire la manifestazione ai Santi Apostoli e a lavorare alla stesura di un programma in discontinuità con Renzi era stato addirittura un iscritto al Pd. Stranezze della politica. Evidentemente  le “stranezze” sono quelle che piacciono a Pisapia e agli esponenti di Campo progressista, raccolti nelle “Officine” che sarebbero ben trecento, luoghi di aggregazione degli aderenti al Campo che nessuno conosce dove si trovino. I pisapiani  infatti non si sono riuniti in una della “officine” ma in una saletta del Centro  Congressi della stazione Termini.  La televisione di Repubblica era stata informata ed è arrivata così la dichiarazione del Pisapia di cui all’inizio del nostro articolo che chiude un va e vieni che durava da qualche mese, un ritorno alle origini di Pisapia il quale, ribadiscono coloro che non hanno mai visto di buon occhio l’operato dell’ex sindaco di Milano, per ricostruire un centrosinistra con Renzi Matteo, il “suo” Pd e “Insieme” riportando nell’alveo renziano coloro che avevano abbandonato il partito, certo usando la parola “discontinuità”, ma come si sa la lingua italiana è bella perché si  presta a diverse interpretazioni. Ci viene a mente Tomasi di Lampedusa con il suo “Gattopardo” quando scrive, andiamo a memoria “ cambiare tutto per non cambiare niente”.  Non è stato un caso, un gesto di amicizia l’abbraccio con la Boschi e non è un caso  che l’ex sindaco di Milano sarà ospite della Festa nazionale del Pd a Imola, in programma dal 9 al 24 settembre. Bersani non vi parteciperà. Poi magari farà una dichiarazione che corregge quella precedente. Come sta avvenendo ora in vista delle elezioni in Sicilia e di quelle nazionali. E non è un belvedere.

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