Papa Francesco arruolato da Repubblica e Huffington Post nell’esercito di Gentiloni e Minniti sui migranti. Ma sbagliano. Da sempre sostiene che il destino del pianeta dipende “dalle vite di scarto” e dall’Africa “nostra amica”

Papa Francesco arruolato da Repubblica e Huffington Post nell’esercito di Gentiloni e Minniti sui migranti. Ma sbagliano. Da sempre sostiene che il destino del pianeta dipende “dalle vite di scarto” e dall’Africa “nostra amica”

Come d’abitudine ormai consolidata, al rientro da viaggi apostolici internazionali particolarmente importanti, papa Francesco incontra sull’aereo i giornalisti per una conferenza stampa. Lo ha fatto anche nel pomeriggio di lunedì, rientrando dal difficile e delicato viaggio in Colombia, dove ha avuto inizio un processo di pacificazione nazionale dopo più di mezzo secolo di guerra civile. L’affetto e l’interesse di papa Francesco verso l’America latina è noto, e non solo perché argentino, ma soprattutto per il convincimento che una parte delle trasformazioni positive del pianeta possa pervenire da un incessante lavoro, diplomatico, politico, religioso verso quelle popolazioni. Non a caso, uno dei passaggi più interessanti della conferenza stampa di papa Francesco ha avuto come centro il rapporto tra estrema ricchezza ed estrema povertà. “Oggi a Cartagena io ho cominciato visitando una parte povera della città. Dall’altra c’è la parte la parte turistica, il lusso, e un lusso senza misure morali. Ma quelli che stanno di là non si accorgono di questo? Gli analisti sociopolitici non se ne rendono conto?”, ha detto papa Francesco ai giornalisti, mettendo il dito di una delle piaghe più vistose del mondo. Anzi, il papa ha insistito molto sul “modello latinoamericano” di dare soluzione ai conflitti, politici e bellici. Ne è la prova il suo protagonismo nell’avvicinamento diplomatico tra gli Usa di Obama e Cuba di Raoul Castro, che diede luogo a un accordo che sicuramente sarà ricordato sui libri di storia. Sull’aereo dalla Colombia, il papa ha riepilogato il suo modello di politica estera: “Coinvolgere altre persone: non è la prima volta che accade, lo si è fatto in tanti conflitti. È un modo sapienziale di andare avanti, è la saggezza di chiedere aiuto. Gli accordi politici aiutano e richiedono talvolta l’intervento dell’ONU per uscire da una crisi, ma un processo di pace andrà avanti soltanto se lo prende in mano il popolo”. Le parole sono pietre, parafrasando un noto libro di Carlo Levi di impressioni sulla Sicilia. E non solo.

Papa Francesco è anche tornato sui temi che aveva già esplorato nell’enciclica Laudato si’, ovvero il destino del pianeta e la necessità di dare un senso di umanizzazione allo sviluppo, senza del quale si va verso la catastrofe del cambiamento climatico, della desertificazione, e della povertà estrema di miliardi di esseri umani. E anche in questo caso, le parole del papa sono state efficaci: “L’altro giorno è uscita la notizia di quella nave russa che è andata dalla Norvegia al Giappone e ha attraversato il Polo Nord senza trovare ghiaccio. Da un’università hanno detto che abbiamo soltanto tre anni per tornare indietro, al contrario ci saranno conseguenze terribili. Io non so se i tre anni sono veri o no, ma se non torniamo indietro, cadiamo giù! Il cambiamento climatico si vede nei suoi effetti, e tutti noi abbiamo una responsabilità morale nel prendere decisioni. Credo sia una cosa molto seria. Ciascuno ha la sua responsabilità morale e i politici hanno la loro. Che uno chieda agli scienziati e poi decida. La storia giudicherà sulle sue decisioni”. Insomma, papa Francesco non ha tradito le aspettative e si è concentrato sulle grandi ed epocali questioni dell’umanità. Allora, se è così e così è, davvero siamo rimasti basiti nel leggere i titoli e i lanci interpretativi che da Repubblica e dall’Huffington Post sono stati dati ai loro lettori. Repubblica online ha sostenuto, in un primo tempo, che il papa avrebbe fatto un endorsement al governo Gentiloni, poi si è corretto ed è passato ad una versione più sobria e autentica. L’Huffington Post ha invece mantenuto il titolo: “il papa benedice Minniti”, che è davvero una liberissima interpretazione delle parole di papa Francesco sui migranti. Ecco cos’ha detto il papa, secondo il sito Vatican Insider.

Dopo aver smentito che l’incontro col premier Gentiloni avesse all’ordine del giorno la questione migratoria, papa Francesco ha detto: “Sento comunque il dovere di esprimere gratitudine per l’Italia e la Grecia perché hanno aperto il cuore ai migranti. Accoglierli è un comandamento di Dio… Ma un governo deve gestire questo problema con la virtù propria della prudenza. E dunque, primo: quanti posti hai. Secondo: non solo accoglierli, ma anche integrarli. Ho visto esempi in Italia di integrazione bellissima. Quando sono andato all’università Roma Tre, l’ultima dei quattro studenti che mi hanno fatto domande mi sembrava di conoscerne la faccia. È una di quelli che sono venuti da Lesbo con me nell’aereo. Ha imparato la lingua, ha fatto l’equiparazione degli studi. Questo si chiama integrare. Tre: c’è un problema umanitario. L’umanità prende coscienza di questi lager, delle condizioni in cui questi migranti vivono nel deserto, ho visto delle foto. Ho l’impressione che il governo italiano stia facendo di tutto in campo umanitario, per risolvere anche problemi che non si potrebbe assumere. Allora: cuore sempre aperto, prudenza, integrazione e vicinanza umanitaria. Poi però c’è il nostro inconscio collettivo che pensa: l’Africa va sfruttata. Bisogna capovolgere questo: l’Africa è amica e va aiutata”. Cosa ci sia in questo ragionamento, in questa argomentazione che possa essere sfruttato a vantaggio di una posizione politica del nostro governo stentiamo a capirlo. Anzi, quando parla della giovane migrante che egli ha portato a Roma da Lesbo dice qualcosa nega il senso stesso dello slogan “aiutiamoli a casa loro”, così come lo nega quando rivela che occorre passare dallo sfruttamento dell’Africa, alla considerazione di un continente amico. Avrebbe dovuto aggiungere come aiutarla? In realtà, papa Francesco l’ha già fatto, nell’enciclica Laudato si’, nei diversi viaggi, e soprattutto quando ha rivolto una condanna precisa contro uomini e paesi ricchi. Nessun endorsement a nessun governo, men che meno a quello italiano, e men che meno al ministro Minniti, sulla questione dei migranti. Ha solo detto che occorre considerare l’Africa un continente amico. Gentiloni e Minniti lo fanno? Abbiamo molti dubbi.

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