Mdp apre la festa nazionale a Napoli. Giornata segnata da tensioni. Retroscena del Messaggero: Pisapia abbandona il progetto. Smentita. In serata l’attacco dei pisapiani a D’Alema

Mdp apre la festa nazionale a Napoli. Giornata segnata da tensioni. Retroscena del Messaggero: Pisapia abbandona il progetto. Smentita. In serata l’attacco dei pisapiani a D’Alema

Alle 16 di mercoledì 27 settembre, a Napoli presso il Chiostro di Santa Chiara, si è aperta la prima festa nazionale di Articolo1-MDP, legata al tema del lavoro. In programma il dibattito su ‘Le quattro giornate di Napoli, difesa della Costituzione e antifascismo’, in cui sono intervenuti Carlo Smuraglia. Luigi De Magistris. Di seguito, Nicola Fratoianni, Guglielmo Epifani, Ciccio Ferrara si sono confrontati su ‘Sinistra e Mezzogiorno’, mentre Vincenzo De Luca ed Enrico Rossi su ‘Regionalismo: autonomia e responsabilità”. È stata però una giornata segnata da due articoli comparsi su due quotidiani, che hanno in qualche modo movimentato il rapporto tra Mdp e Campo progressista. Sul Corriere della sera, Massimo D’Alema, conversando con Aldo Cazzullo, è tornato sulla crisi del centrosinistra. “Indipendentemente dalla sua storia”, ha detto D’Alema, “Pisapia porta uno stile unitario, una cultura di governo, una naturale ritrosia rispetto alle asprezze dello scontro politico, che in un panorama dominato da leadership chiassose ne fa una figura positiva. Dovrebbe essere un leader più coraggioso”. Ovvero, “esporsi di più, prendere in mano il processo unitario. Spingersi in avanti. Non possiamo permetterci di avere alla sinistra del Pd due liste in conflitto tra loro sull’orlo della soglia di sbarramento. Sarebbe un suicidio”. D’Alema non ha escluso un suo eventuale ritorno all’impegno politico: “Sono uno dei pochi che dal Parlamento è uscito di propria iniziativa. Non potrei però non prendere in considerazione una richiesta se venisse dai cittadini di dare una mano a una campagna elettorale attraverso la mia candidatura”. Inoltre D’Alema ha annunciato la data del 19 novembre per l’assemblea nazionale di fondazione del soggetto politico di sinistra, con la scelta del nome e del simbolo, con cui si presenterà alle elezioni.

Sul Messaggero, invece, è stato pubblicato un retroscena, con frasi virgolettate attribuite a Giuliano Pisapia. Il passaggio chiave è il seguente: “non ci sono le condizioni per proseguire con Mdp. A questo punto chi ci sta ci sta, ma alle nostre condizioni. Non mi metto a fare listini di minoranza, non farò né la stampella di Renzi, né la foglia di fico del dalemismo”. Insomma, una rottura totale col progetto di Articolo1-Mdp. Solo nel pomeriggio è giunta alle agenzie la smentita ufficiale da parte dell’ufficio stampa di Campo progressista:  “In merito ai retroscena pubblicati su alcuni organi di stampa a proposito di una ipotetica battuta d’arresto nel percorso unitario di Campo Progressista e Art.1 – Mdp, puntualizziamo che in tali ricostruzioni, del tutto prive di fondamento, sono state riportate dichiarazioni virgolettate attribuite a Giuliano Pisapia che il leader di Campo Progressista non ha mai pronunciato”. Lo stesso Pisapia è atteso alla festa di Articolo1-Mdp domenica sera, alla chiusura, insieme con Roberto Speranza, coordinatore del movimento, a testimonianza del riconoscimento di una leadership, come da tradizione delle feste di partito.

Poco dopo la smentita, le agenzie davano conto invece di quello che hanno definito “lo sfogo dei pisapiani nei confronti dell’intervista di Massimo D’Alema”. “Eleggere il 19 novembre i delegati all’assemblea nazionale? Chi l’ha deciso, quali sarebbero le modalità? Se vogliono fare il congresso con le tessere se lo fanno da soli, perché Campo progressista è un’altra cosa”. Lo sfogo, appunto, è di Bruno Tabacci, uno dei collaboratori più vicini a Giuliano Pisapia, in Transatlantico alla Camera, parlando con i giornalisti dell’intervista di Massimo D’Alema sul percorso costituente del nuovo soggetto della sinistra. “Ma chi me lo fa fare. Io non devo consumare vendette né prendermi rivincite”, sottolinea. Il tema sono i confini e le ambizioni del nuovo soggetto: “Mi sembra che si rincorra Fratoianni e il Brancaccio per fare meno della Linke. Dobbiamo fare Melenchon? Io sono più a sinistra di loro ma non mi interessa”. Il leader di Centro democratico lamenta una diversità di vedute sul percorso unitario rispetto a Mdp, che tiene “un atteggiamento – osserva – che rischia di finire per stancare anche chi come Pisapia si è messo a disposizione con generosità. Non si può dire un giorno che è leader e il giorno dopo che deve avere più coraggio”, afferma, con riferimento a un altro passaggio dell’intervista di D’Alema.  “Pisapia – ribadisce Bruno Tabacci – propone di fare un campo di centrosinistra competitivo. Ma per farlo non si può prescindere dal Pd. Il che non vuol dire riconoscere la leadership di Renzi, ma sfidarlo alle primarie”. Così, dice ancora il deputato, si “gioca a perdere” e si lascia “campo libero a Berlusconi”. Lo sta facendo anche il Pd, sostiene Tabacci, promuovendo una legge elettorale come il Rosatellum, che con le coalizioni rischia di favorire il centrodestra: “Berlusconi sa aggregare e invece Renzi zero”. Con Tabacci in transatlantico alla Camera fanno emergere il loro dissenso altri deputati. Michele Ragosta, ex di Sel che oggi siede nel gruppo Mdp, è tranchant: “Come si fa a fare un’assemblea comune? Non ci sono le condizioni. Se si va sulla linea di D’Alema se la fanno in pochi. Non ci sta neanche una parte di Mdp: noi siamo ospiti nel gruppo, che doveva essere un passaggio, mentre loro hanno accelerato sul partito. Ma la farsa è finita, non partecipiamo a un percorso per essere annessi nel partito di D’Alema”. E ancora, Roberto Capelli, deputato di Centro democratico: “L’intervista di D’Alema ha causato un moto di rigetto”.

Da Napoli, nel pieno svolgimento della festa di Mdp, Arturo Scotto ci racconta invece di una partecipazione notevole di popolo, di militanti. Il suo commento su tutta la vicenda è lapidario: “vogliamo costruire un partito, che veda la partecipazione di iscritti, militanti e simpatizzanti. Proprio come il popolo che riempie la nostra festa a Napoli”.

Share