M5S. Attacco di Luigi Di Maio ai sindacati, dall’acre sapore fascista e antidemocratico. Si rilegga l’art. 39 della Costituzione. Camusso: “Di Maio dimostra ignoranza e arroganza”. Duri commenti di Fratoianni e Scotto

M5S. Attacco di Luigi Di Maio ai sindacati, dall’acre sapore fascista e antidemocratico. Si rilegga l’art. 39 della Costituzione. Camusso: “Di Maio dimostra ignoranza e arroganza”. Duri commenti di Fratoianni e Scotto

Pensavamo che Luigi Di Maio, nonostante la giovane età, conoscesse la Costituzione e la storia del movimento operaio. Pensavamo che Luigi Di Maio avesse assunto finalmente un assetto culturale più vicino e rispettoso della sua funzione istituzionale. Pensavamo che Luigi Di Maio, acclamato leader dei 5Stelle, con 30mila voti, avesse capito cosa significa la democrazia moderna, e la legittimazione dei corpi intermedi. Invece ci ritroviamo un Luigi Di Maio che non solo non conosce la Costituzione, ma si caratterizza per proclami che sembrano usciti da un altro secolo e da un’altra cultura, quella fascista. Cos’ha detto Di Maio e perché si scontra con la Costituzione repubblicana e democratica?

Ecco la proposizione temeraria, lanciata in un contesto particolare, il Festival dei consulenti del lavoro a Torino: “Con noi al governo o i sindacati si autoriformano o dovremo fare noi la riforma”. Progetto che proprio in virtù della tutela costituzionale nessun partito al governo si è mai sognato di portare a termine. Ma non basta. Ecco l’aggiunta: “Serve un cambiamento radicale delle organizzazioni sindacali – ha detto il vicepresidente della Camera – ci deve essere più possibilità delle organizzazioni giovanili di contare ai tavoli della contrattazione”. E poi, una frase che forse meriterebbe qualcosa di più di una denuncia solo politica, perché se ha prove, lui che è vicepresidente della Camera e leader dei 5Stelle, deve correre in Procura: “un sindacalista che prende la pensione d’oro e prende finanziamenti da tutte le parti – ha aggiunto – ha poca credibilità per rappresentare un trentenne”.

Ed ora, per rammentare allo smemorato Di Maio cosa sono i sindacati, riscriviamo qui l’articolo 39 della Costituzione: “L’organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce”. Ora, come possa una legge divergere da questo assunto costituzionale, dovrebbe spiegarcelo Di Maio, che si dice abbia studiato perfino Legge. Nessuna legge può “obbligare” i sindacati ad essere ciò che un esecutivo decide che siano. Non siamo in Cile, quello degli anni Settanta, ovviamente, caro presidente Di Maio.

Camusso: “Di Maio dimostra ignoranza e arroganza”

Il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio dimostra “ignoranza e arroganza”. Così la leader della CGIL, Susanna Camusso, commenta le parole di oggi sui sindacati da parte del vicepresidente della Camera. Ai microfoni di Radio Articolo1 a margine della manifestazione contro la violenza sulle donne, la sindacalista parla di “linguaggio autoritario e insopportabile”. Nel merito Camusso osserva che “non è il primo che lo dice, ce n’è stato un altro che poi ha fatto il Jobs Act”. Di Maio, prosegue la sindacalista, “dimostra analfabetismo della Costituzione, dice cose che non sa, non sa che il sindacato è un’associazione libera che cambia in continuazione perché radicata nei luoghi di lavoro”.

Franco Martini: “pesca nel tipico vocabolario della destra”

Scrive Franco Martini, segretario confederale Cgil, “pescando nel tipico vocabolario della destra, l’On Di Maio, evidentemente già certo della vittoria elettorale, non trova di meglio che attaccare il sindacato, reo di conservatorismo. La minaccia di un intervento del Governo sul sindacato, per la verità non è argomento originale, ma non si è mai andati oltre la pura propaganda. Se un governo a futura guida Di Maio volesse occuparsi di sindacato, possiamo suggerire di mettere, innanzitutto, ordine nella giungla delle sigle, spesso nate per rappresentare interessi corporativi. Le parti sociali hanno già raggiunto numerose intese per certificare la rappresentatività dei soggetti negoziali. Servirebbe una legge di sostegno che recepisse queste intese, per renderle cogenti, anche per le imprese. Al resto è bene ci pensino gli stessi sindacati, a partire dalla riforma del modello contrattuale, sulla quale sono già state raggiunte intese con quasi tutte le associazioni datoriali. Più che l’istinto conservatore dei sindacati, è l’assenza di politiche per la crescita economica, per lo sviluppo e l’innovazione a creare sfiducia e disincanto, soprattutto nei giovani, ai quali non mancano sindacati di riferimento, ma politiche finalizzate e risultati concreti. Meglio che l’On Di Maio dimostri maggiore capacità su questo terreno”.

Fratoianni: “Di Maio diversamente renziano”

Duri i commenti di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra, e di Arturo Scotto, parlamentare di Articolo1-Mdp. Per Nicola Fratoianni, “una minaccia ai sindacati, una spolverata di ‘nuove tecnologie’ e poi il solito ‘taglio del costo del lavoro’, già sperimentato più volte, anche da Renzi. Luigi Di Maio è diversamente renziano, come Renzi è stato ed è diversamente berlusconiano”. Nicola Fratoianni aggiunge: “sono le solite vecchie ricette economiche fallimentari che l’unico grande partito del neoliberismo (di centro-destra e di centro-sinistra) propone all’Italia e all’Europa da 30 anni, con risultati che conosciamo molto bene. Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di più da una forza che si proponeva la ‘rivoluzione’, e invece si è già adeguata alle cavolate mainstream della politica politicante”. Infine, “il coraggio di dire – insiste Fratoianni- che sono 30 anni che la politica consente ad alcuni di arricchirsi sulla pelle della maggioranza delle persone e che lì bisogna agire, mi pare proprio che ce lo abbiamo solo noi”. “Servono più investimenti pubblici per aumentare il lavoro, progressività fiscale vera, lotta alle mafie, alla corruzione e all’evasione. Per questo – conclude Fratoianni – l’unica vera alternativa in questo Paese è la Sinistra”.

Scotto: “parole da ventennio, quello in cui i sindacati erano fuori legge”

Dal canto suo, Arturo Scotto stigmatizza il carattere antidemocratico della dichiarazione di Di Maio: “leggo Di Maio e mi sembra di aver preso la macchina del tempo. Chissà perché ho pensato di vivere in un altro ventennio, quello in cui i sindacati erano fuori legge e ce n’era uno solo, al servizio del governo”. Così Arturo Scotto replica alle dichiarazioni di Luigi Di Maio sui sindacati. “D’altra parte – aggiunge – per un leader che confonde Berlinguer con Almirante non c’è da aspettarsi molto altro”.

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