Libia. L’Onu sta con Medici senza frontiere e condanna, disgustata, Italia ed Europa per il loro cinismo dinanzi alle violenze sui migranti nei lager

Libia. L’Onu sta con Medici senza frontiere e condanna, disgustata, Italia ed Europa per il loro cinismo dinanzi alle violenze sui migranti nei lager

L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Raad al Hussein, si dice disgustato dal cinismo a suo parere mostrato dall’accordo raggiunto da leader Ue e africani per rimandare i migranti indietro in Libia per bloccare i flussi in arrivo. L’Alto commissario esprime la sua opinione all’indomani della presa di posizione della presidente di Medici senza frontiere (Msf), Joanne Liu, che in una lettera aperta ha descritto le condizioni orrende che lei e il suo staff hanno osservato nei centri di detenzione in Libia e ha denunciato quella che ha definito una “cinica complicità” da parte di coloro che sostengono il rientro dei migranti in Libia chiudendo un occhio su quanto avviene lì. “Appoggio in modo totale la sua analisi e condivido il suo disgusto per questa situazione”, afferma Zeid Raad al Hussein.

Il commissario Onu poi precisa: “Non vorrei sminuire l’accordo di Parigi, che contiene l’importante riconoscimento che è necessaria una risposta onnicomprensiva per questa situazione complessa. Ma (l’accordo ndr.) è molto debole sulla protezione dei diritti umani dei migranti all’interno della Libia e sulle barche, e tace sull’urgente necessità di alternative alla detenzione arbitraria di persone vulnerabili”. L’accordo è stato raggiunto a Parigi lo scorso 28 agosto da Francia, Germania, Italia, Spagna, Libia, Ciad e Niger.

Intanto dal palco della festa dell’Unità di Torino il ministro Minniti non vuole replicare né ai Medici senza frontiere, né all’Onu, né soprattutto a Gino Strada, che ne hanno criticato e stigmatizzato le politiche verso i migranti. Anzi, Minniti ha perfino rilanciato, informandoci che il Viminale incontrerà tutte le Ong italiane. “La prossima settimana insieme alla Farnesina incontreremo le ong italiane e con loro ragioneremo se possiamo coordinare l’attività accanto alle operazioni di salvataggio in mare, che naturalmente continuano, e lavorare su un’iniziativa con le organizzazioni non governative direttamente in Libia per affrontare il tema dei diritti umani e delle condizioni di vita”. Marco Minniti ha poi aggiunto: “sarebbe molto bello se ogni ong italiana potesse impegnarsi su questo, e già lo stanno facendo, e adottare una ong libica. Il mio impegno è costruire una rete di giovani libici impegnati in ong per far rispettare i diritti umani”, ha concluso.

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