Legge elettorale. Si conferma il patto tra Pd e la destra, mentre la centralità politica passa a Berlusconi. Per Mdp il Rosatellum è un imbrogliellum

Legge elettorale. Si conferma il patto tra Pd e la destra, mentre la centralità politica passa a Berlusconi. Per Mdp il Rosatellum è un imbrogliellum

“Il testo che ho presentato va incontro alle critiche che erano state sollevate nei mesi scorsi alle precedenti proposte”, afferma in un’intervista al quotidiano Il Mattino di Napoli Emanuele Fiano, relatore della legge elettorale. “Il testo – dice – rafforza il potere di scelta dei cittadini attraverso i collegi uninominali e quelli plurinominali per la quota proporzionale. La scheda unica incentiva la riconoscibilità dei candidati, rafforzando il rapporto tra eletti e territori. Infine, il testo incentiva le coalizioni”. Quanto al rischio di franchi tiratori, osserva: “se qualcuno cerca l’incidente se ne assumerà la responsabilità”. Appena letta l’intervista, da Forza Italia si leva un grido di gioia. Francesco Paolo Sisto, giurista e parlamentare, che cura l’iter della legge elettorale per Berlusconi annuncia il via libera: “una volta chiariti alcuni punti rispetto al nuovo testo presentato dal Pd, Forza Italia sarà leale e manterrà in Aula l’atteggiamento responsabile che sempre l’ha caratterizzata nei passaggi più importanti, quelli destinati a rispondere a quesiti decisivi per la democrazia ed il Paese”. Ed ecco la stoccata: “vogliamo che la nuova legge elettorale venga scritta dal Parlamento, non dalle sentenze. Per questo ci siamo impegnati ad un lavoro rigoroso e ad un confronto in Commissione serio e, ci auguriamo tutti, utile sul nuovo sistema di voto”, conclude Sisto. Un sostanziale via libera, a prescindere, arriva dal leader della Lega Matteo Salvini: “la legge elettorale più maggioritaria è e meglio è. Chiediamo una legge chiara, trasparente, veloce e concreta. Se Renzi, Gentiloni e compagni vari portano in aula la legge domani, gliela votiamo domani. I grillini? Non gli va mai bene niente. Non è la legge elettorale che decide chi vince. I cittadini ti scelgono a prescindere dalla legge elettorale. Dico ai grillini di darci una mano ad approvare una legge elettorale il prima possibile, così andiamo a votare e sceglieranno gli italiani tra Di Maio e Salvini”. Insomma, attorno alla proposta del cosiddetto Rosatellum 2.0 (un Mattarellum rovesciato perché attribuisce una quota del 36% ai collegi uninominale e del 64% alla quota proporzionale, con liste bloccate e voto unico, mentre il sistema escogitato dall’attuale Capo dello Stato prevedeva il 75% dei collegi e il recupero proporzionale, con lo scorporo, del 25%) sta coagulandosi una “inedita” maggioranza costituita dal Pd, da Forza Italia, dai leghisti e dai centristi. In ogni caso, giuristi e costituzionalisti di chiarissima fama, che già avevano avvertito dei pericoli del Rosatellum 1 e dell incostituzionalità di alcune sue norme, hanno gà di nuovo stigmatizzato gli elementi di palese incostituzionalità anche nel Rosatellum seconda versione. Giudizi che sono stati espressi vigorosamente da Sinistra Italiana, Mdp e Movimento 5Stelle, che hanno annunciato il voto contrario. Lo stesso D’Alema nel confronto con Mussi nel corso della festa di Reggio Emilia aveva avvertito che si trattava di un sistema elettorale costruito contro Mdp e la sinistra.

I due errori politici nella strategia del Pd: la centralità torna nelle mani di Silvio Berlusconi e la palese ricattabilità dei gruppi dirigenti

Facciamo finta di essere un parlamentare peones del Partito democratico, eletto magari al Senato e alla ricerca di una conferma. Come credete che si comporterà dinanzi ad un accordo politico del suo partito con le destre in materia di legge elettorale? Noi crediamo che farà pesare grandemente il suo voto favorevole al Senato (non a caso il Consiglio d’Europa e altre istituzioni internazionali consigliano di evitare il voto su leggi elettorali a fine legislatura), chiedendo la sua riconferma in Parlamento, con la scelta del collegio migliore o del posto migliore nel listino bloccato. Tale ricattabilità ovviamente coglie segreterie e gruppi dirigenti di tutti i partiti convinti a votare per una legge che l’ineffabile, e talvolta autentico, governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha definito “pippellum”, una masturbazione mentale. D’altro canto, che la centralità delle decisioni e del dibattito politico sia passata a Silvio Berlusconi è ormai palese. Centralità che fin da domenica scorsa a Fiuggi ha riaffermato, e che il Pd renziano gli ha offerto sul piatto d’argento del patto elettorale (come titolava oggi il Corriere della sera). Il suo luogotenente Sisto ha annunciato, non a caso, che Forza Italia sarà leale, perché in fondo si tratta di una legge conveniente, tanto al Pd quanto a Forza Italia. Conveniente, non costituzionale o corretta. Conveniente, non perché garantisca rappresentanza e governabilità, ma perché determina gli eletti, anzi i nominati. Conveniente, perché apre lo spiraglio che sembrava chiuso di una larga coalizione tra il Pd renziano e Forza Italia di Berlusconi. Il Rosatellum 2.0 andrà così in porto? Sì, se la ricattabilità avrà successo, e sì se Berlusconi manterrà un atteggiamento leale. No se all’interno del Pd i malumori e le delusioni dovessero essere più forti delle riconferme.

A sinistra, incontro tra Roberto Speranza e il ministro Andrea Orlando. Il giudizio sul Rosatellum: è un imbrogliellum

Intanto qualcosa si muove a Sinistra. Roberto Speranza, coordinatore di Mdp, ha incontrato in mattinata di venerdì il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, leader della minoranza del Pd. “Con Andrea Orlando c’è una convergenza significativa sulla legge di Bilancio, ma divergenze significative sulla materia elettorale. Il dialogo resta aperto, in queste ore stiamo cercando di interloquire con le tante anime del mondo del centrosinistra ed è naturale anche un dialogo con la minoranza del Pd”, ha detto Roberto Speranza al termine dell’incontro nella sede del partito con il ministro della Giustizia. “Abbiamo definito la legge elettorale proposta in commissione dal Pd ‘imbrogliellum’ perché ci sono coalizioni farlocche e perché ancora una volta si vieta ai cittadini di scegliere i propri eletti. Avremo il record del parlamento dei nominati. Siamo contrari e la nostra proposta resta in campo. Abbiamo già proposto il Mattarellum o in alternativa il sistema tedesco”, ha aggiunto. A chi gli chiedeva del rapporto con il Pd ha poi risposto: “Ho sempre detto che con la comunità del Pd e con alcuni esponenti è utile mantenere un rapporto perché il Partito democratico non sarà mai il nostro nemico. Ma abbiamo un’agenda alternativa sulle politiche del lavoro, su quelle ambientali e fiscali”. Anche per Andrea Orlando “è stato un incontro utile e amichevole” ma sulla legge elettorale “permangono delle differenze significative di visione rispetto al tema della costruzione della coalizione”. Insomma, ha detto, Andrea Orlando lasciando la sede di Mdp, “è stata una interlocuzione utile ma sicuramente non risolutiva. Abbiamo ancora molto da parlare e da confrontarci e mi auguro che lo si possa fare nelle prossime settimane. Mi auguro anche che le posizioni si possano avvicinare”. Ai cronisti che gli chiedevano se i distinguo sulla legge elettorale possano portare delle ripercussioni sulla tenuta della maggioranza ha risposto: “Mi auguro di no e spero si possa tenere separata la discussione”. Un modo diplomatico che l’accordo con la destra è cosa fatta.

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