Le elezioni bloccano il Paese. Di nuovo alla Consulta la legge elettorale? Landini (Cgil): noi in campo. Buttati 40 miliardi senza risultati per il lavoro. Legge di stabilità, politiche di sviluppo, pensioni, ammortizzatori sociali molte cose da cambiare

Le elezioni bloccano il Paese. Di nuovo alla Consulta la legge elettorale? Landini (Cgil): noi in campo. Buttati 40 miliardi senza risultati per il lavoro. Legge di stabilità, politiche di sviluppo, pensioni, ammortizzatori sociali molte cose da cambiare

Legge di stabilità, legge elettorale, jus soli bloccato, tanto per citare alcuni dei problemi che le forze politiche, il Parlamento, sono chiamati ad affrontare prima di andare al voto. Nel frattempo un passaggio molto importante le elezioni in Sicilia, il patto Renzi-Alfano che dall’isola guarda al panorama nazionale. Addirittura pende un ricorso alla Consulta, lo sta preparando l’avvocato Besostri, uno “specialista” molto impegnato nelle battaglie a difesa della Costituzione, battaglie vinte per quanto riguarda l’Italicum e il Porcellum. Il ricorso alla Corte riguarda il problema della disarmonia fra il voto previsto per la Camera e quello per il Senato. Al Senato intanto la capogruppo di Sinistra italiana-Possibile, Loredana De Petris, sta lavorando perché la Commissione Affari Costituzionali presenti al governo una risoluzione sulla armonizzazione fra le due leggi, Italicum e Consultellum.

In un panorama così frastagliato, con le forze politiche che sembrano guardare solo alle elezioni, anzi già è iniziata, e da tempo, la campagna elettorale, legge di stabilità, problemi del lavoro, contratti rischiano di rimanere invischiati, non solo emarginati, ma merce di scambio elettorale fra le forze politiche. La Cgil rompe questo clima, questa cappa di piombo con la “tre giorni” che avrà luogo a Lecce, di cui parliamo in altro, articolo preparata con iniziative nei territori. Maurizio Landini, da poco segretario confederale dopo aver diretto la Fiom per due mandati, intervenendo a Palermo al direttivo della Cgil Sicilia, ha  affrontato in primo luogo, il problema della legge di stabilità di cui sono state date ampie notizie dai media. Tutte indiscrezioni, proposte, progetti, interventi, un chiacchiericcio che ha coinvolto in particolare Renzi, Gentiloni, i ministri.

Si rischia di cogliere male e con ritardo i segnali di sviluppo in Europa

Landini, come riporta Rassegna sindacale, riferendosi proprio alla legge di stabilità, che andrà presto in discussione, ha affermato che “devono cambiare tante cose per quanto riguarda le politiche industriali e di sviluppo, le pensioni, gli ammortizzatori sociali. Rischiamo altrimenti che il nostro paese colga male e con ritardo i segnali di ripresa che si stanno manifestando in Europa. Interventi come il Jobs act e i finanziamenti a pioggia alle imprese senza il vincolo di reinvestire nel territorio hanno dimostrato la loro inefficacia. In circa 4 anni – ha proseguito – sono stati distribuiti con sistemi di decontribuzione 40 miliardi, con risultati insoddisfacenti sotto il profilo dello sviluppo e dell’incremento dell’occupazione. Ecco perché oggi contestiamo anche l’ipotesi di decontribuzione alle aziende che assumono giovani, perché non servirà a migliorare il quadro occupazionale generale e neanche quello giovanile”.

La ripresa di cui parla Istat non riguarda il Sud, i giovani, la fascia fra i 35 e i 50 anni

Landini ha poi preso in esame il “carattere” della ripresa di cui ha parlato proprio ieri l’Istat ed ha rilevato “quanto questa non riguardi il Mezzogiorno, i giovani e neanche la fascia tra i 35 e i 50 anni, contraddizione  indicativa dell’inefficacia delle politiche nazionali dell’occupazione”. Il segretario confederale della Cgil ha sottolineato l’esigenza di un “cambio di rotta mettendo in campo una visione di sistema e piani straordinari di investimenti pubblici e privati per la qualità e la sostenibilità ambientale dei sistemi di produzione in direzione di filiere prioritarie quali ad esempio la mobilità, l’energia, l’agroalimentare, i servizi pubblici, ma anche per le manutenzioni del territorio, quanto mai indispensabili come dimostrano i fatti drammatici di questi giorni”.  “Senza un cambio di rotta nelle politiche economiche e sociali si rischiano l’aumento della precarietà, nuovi licenziamenti in un quadro incerto per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali che rischiano di finire, mentre con il jobs act i licenziamenti oggi costano meno della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà, cosa che va cambiata”.

Impedire l’innalzamento ulteriore dell’età pensionistica

Per quanto riguarda “le scelte compiute in materia di industria 4.0” Landini parla di  una novità positiva. “Esse vanno ora  finalizzate – ha sottolineato – e accompagnate con un piano straordinario di formazione permanente rivolto a tutte le persone che lavorano”. In tema di pensioni,  il segretario Cgil ha affermato che “è necessaria una modifica della riforma Fornero, impedendo l’innalzamento ulteriore dell’età pensionistica, riconoscendo il lavoro di cura e la gravosità dei lavori, rendendo flessibile l’uscita, garantendo una pensione pubblica dignitosa per le giovani generazioni”.

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