Il ministro Orlando presenta Dems, corrente del Pd. Pisapia e Calenda marcano visita e mandano messaggi. Poi esplode la polemica con Mdp e l’ex sindaco

Il ministro Orlando presenta Dems, corrente del Pd. Pisapia e Calenda marcano visita e mandano messaggi. Poi esplode la polemica con Mdp e l’ex sindaco

L’incontro tanto atteso del nuovo centrosinistra non ha avuto luogo. Invitati alla presentazione di Dems a Roma con Andrea Orlando, ministro della Giustizia, Giuliano Pisapia e Carlo Calenda hanno preferito inviare soltanto dei messaggi. “Capisco l’imbarazzo di Giuliano…”, dice Nicola Zingaretti dal palco. Per l’ex-sindaco di Milano, comunque, il dialogo col Pd non va interrotto. Parla di “centrosinistra di governo” nel suo messaggio a Orlando. Dice al Guardasigilli che “le porte sono spalancate” e che “il nostro compito è procedere insieme”. Ma i bersaniani di Mdp stanno su tutt’altra linea. Per questo Orlando pressa Pisapia e lo invita ad avere “più coraggio” nel mollare chi un ‘centrosinistra di governo’ non lo vuole. Come Massimo D’Alema in versione “gruppettaro” che dice “che è meglio prendere il 2 per cento, che rompere coi valori della propria tradizione”, ricorda Orlando. E se Pisapia ‘spalanca le porte’ di Campo Progressista a Dems, Orlando puntualizza che non se ne andrà dal Pd e lancia un appello all’ex-sindaco: “Basta recriminazioni e rancori. A Pisapia dico: più coraggio, più coraggio per costruire la coalizione di centrosinistra e per dividere quelli che vogliono il centrosinistra, da quelli che non lo vogliono. Sia nel Pd che dentro la sinistra radicale”, sottolinea il ministro.

Insomma, il nuovo centrosinistra diventa l’oggetto misterioso, senza il quale, però, dice Zingaretti senza giri di parole, il rischio è che si continui a perdere. “Tutti sappiamo che lo schema che si sta costruendo non va bene e non va bene perché ci fa perdere, come abbiamo già visto al referendum di dicembre e in troppi appuntamenti elettorali, come le amministrative. E, se non promuoviamo una grande discontinuità, rischia di farci perdere anche le prossime politiche e le prossime amministrative”. Ed ancora Gianni Cuperlo: “Solo un’alleanza larga ampia, progressista, di sinistra oggi è in grado di fermare l’avanzata di una destra che non abbiamo mai conosciuto, una destra che potrebbe cambiare il corso della storia di questo paese”.

Ma la polemica, a distanza, scatta dopo le conclusioni del ministro Orlando. “Dico a Giuliano Pisapia che ci vuole più coraggio: adesso è il momento di costruire una prospettiva politica. Adesso è il momento di dividere il campo tra chi vuole il centrosinistra e quelli che non lo vogliono, nel Pd e dentro la sinistra radicale. Dividere il campo, per poi unirlo”. Il leader della minoranza Pd, nell’intervento conclusivo dell’evento ha ribadito che “la nostra battaglia va fatta dentro e fuori il Pd”, sottolineando che non ha intenzione di andare via dal partito: “Noi non dobbiamo essere la minoranza come in passato. Non deve esserci l’idea che la sinistra risolve i suoi problemi se toglie di mezzo Renzi. Perché se poi Renzi vince le primarie, l’unica via è andarsene via e io non voglio andare via dal Pd che è comunque l’unico argine ai populismi e alle destre”. A stretto giro di minuti, la replica di Pisapia: “Forse non ha avuto il coraggio di fare le scelte giuste nel momento opportuno, però ha capito che il Pd deve guardare a sinistra e non a destra”.  Inoltre, ha proseguito Pisapia, “a sinistra del Pd, che a sua volta è un partito molto frastagliato, ci sono tante forze con tante differenze. Per noi – ha aggiunto – l’obiettivo è un centrosinistra di governo che sia capace di sconfiggere le destre e il populismo. Invito al Pd, se è di sinistra, di guardare a noi e non dall’altra parte. Il Pd però deve fare una scelta e non la sta facendo. Noi sfideremo il Pd e faremo ritrovare entusiasmo a quelli di sinistra che non vanno più a votare, affinché ci sia una maggioranza di governo che porti avanti queste istanze”.

Tuttavia, una replica più dura ad Orlando arriva da Miguel Gotor: “Il ministro Andrea Orlando sostiene di volere unire il centrosinistra, ma nel suo intervento ha pronunciato una raffica di accuse ad Articolo 1-Mdp che per la loro legnosità parevano tratte pari pari da un manuale di dottrina comunista degli anni Cinquanta”. E “piuttosto, i messaggi di ‘tanti cari saluti’ che gli hanno inviato Carlo Calenda e Giuliano Pisapia rivelano come il suo tentativo pseudo unitario stia provando a tenere insieme due cose oggi inconciliabili se si vuole dare vita per davvero a un nuovo centrosinistra: la legittima rivendicazione di continuità da parte del ministro delle Attività produttive con la stagione di governo renziana che lo stesso Orlando ha pienamente condiviso in posti di rilevante responsabilità e la giusta richiesta di discontinuità e di autonomia da quelle politiche più volte ribadita da Pisapia in questa e altre occasioni”. Infine, “alla sinistra italiana di oggi servono come non mai chiarezza di intenti e prove di generosità e quindi – conclude Gotor – attendiamo il ministro Orlando con immutata fiducia e disponibilità al confronto a nuove prove”.

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