Il ministro Calenda ‘impallina’ la Raggi: “Aspetto da tre giorni la sua telefonata. Senza contatti, lunedì sconvoco il tavolo”. Azzola, Cgil: “se salta il tavolo, pronti a manifestare”. L’Iss: Roma unica capitale Ue che peggiora gli indicatori di salute

Il ministro Calenda ‘impallina’ la Raggi: “Aspetto da tre giorni la sua telefonata. Senza contatti, lunedì sconvoco il tavolo”. Azzola, Cgil: “se salta il tavolo, pronti a manifestare”. L’Iss: Roma unica capitale Ue che peggiora gli indicatori di salute
La Raggi, ormai, non riesce più ad uscire dall’angolo, dopo la bocciatura da parte dell’Oref del Bilancio targato 5 Stelle, due nuove devastanti tegole cadono sulla testa del primo cittadino, la prima la colpisce in pieno e si tratta dell’appunto del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda che tre giorni fa ha detto di aver chiamato la Raggi per discutere dei piani ed anche dei soldi necessari per finanziarli, destinati alla capitale, piani e proposte che il Campidoglio non avrebbe mai fornito al governo. Calenda è stato chiarissimo: “Ho chiamato tre giorni fa il sindaco, non mi ha risposto e ancora aspetto di essere richiamato. Capisco che è piuttosto impegnata su altre cose, ma delle due l’una: se entro lunedì non ho ancora una conferma della data per l’incontro, io sconvoco il tavolo. Parlare di Roma senza il sindaco mi pare naif. Che devo fare mandare un telegramma?”.
La sindaca cerca di saltare l’ostacolo ma il ministro puntualizza e rincara la dose
Ma la sindaca si smarca e non risponde nel merito della telefonata alla quale non ha risposto, probabilmente aveva altro da fare, e rigira la frittata. “Se sconvocasse il tavolo – dice – farebbe un dispetto non a me, ma a Roma. Spero che il ministro non intenda prestarsi a polemiche politiche. Non è necessario un telegramma, basta semplicemente sentirsi e si fissa una data”. Poi ha tenuto a sottolineare come “il governo sia rimasto in silenzio per un anno, malgrado le nostre sollecitazioni e la colpevole assenza dell’esecutivo all’incontro dello scorso 24 giugno”. Ma il ministro, forse la Raggi non aveva letto totalmente la sua dichiarazione, l’aveva già anticipata: “È chiaro che un tavolo non basta per risolvere i problemi della città. Abbiamo girato il nostro materiale al sindaco e alla Regione e ora aspettiamo. Non è un lavoro per dire se lavora bene o male, i problemi di Roma non vengono da cinque minuti fa, e non tutti sono politici. Non c’è l’intento di attribuire le responsabilità. L’obiettivo – ha poi concluso Calenda – era mettersi tutti a un tavolo, ma questo ha generato solo una cagnara politica che ti fa passare la voglia. Non penso però che in qualche forza politica romana ci sia la tentazione di dire ‘non facciamo niente, aspettiamo che passi il cadavere’. La troverei una cosa fessa, perché il cadavere è quello di Roma”.
Azzola, segretario Camera del lavoro Cgil: “se salta il tavolo su economia pronti a manifestare!”
 
“Noi abbiamo letto con molta preoccupazione la dichiarazione del ministro Calenda. La sindaca Raggi continua a ripetere, che lei a quel tavolo ha già aderito e lo farà pubblicamente. Ci auguriamo che lo faccia, perché altrimenti si assumerà una grossa responsabilità”. Cosí il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola, a margine della manifestazione della Cgil a Piazza Madonna di Loreto, commenta la questione legata al tavolo sull’economia romana, che oggi ha visto un botta e risposta tra il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il sindaco di Roma Virginia Raggi, con il ministro che ha dichiarato di non aver ricevuto ancora risposta da parte del sindaco minacciando di sconvocare il tavolo e Raggi che risponde chiedendo “basta polemiche la data si fissa”. “Quella del tavolo – ha aggiunto Azzola – è un’opportunità unica per Roma e per il rilancio di questa città. Credo che milioni di persone guardino a quell’evento come una possibilità di ripartire, nessuno può sfilarsi a nostro giudizio. Nel caso non si dovesse fare quel tavolo la CGIL chiederà alla Cisl e Uil di fare una grande manifestazione contro quello che sta succedendo. Non possiamo perdere questa opportunità”, ha concluso.
 
Se il ministero ha già mandato le carte a Comune e Regione, perché non si apre il tavolo? Di chi è la responsabilità
 
Considerazioni a parte, uno dei due mente. Non sta a noi stabilirlo, ma saranno le cronache, che racconteremo nelle prossime settimane a dare ragione all’uno od all’altra. Quello che è certo è che ci pare strano che un ministro si prenda la briga di fare polemiche e se poi è vero quello che dice il ministro che ci sono carte del suo dicastero inviate al Comune di Roma ed alla Regione Lazio, perché Raggi non le rende pubbliche per sgomberare il campo? Perché non ha risposto e proposto le sue alternative? E’ vero o no che quella telefonata c’è stata e lei non ha risposto?
 
Giachetti durissimo con la Raggi: “Se sei una bugiarda seriale l’avviso prima o poi ti arriva”
 
Durissimo con la sindaca il suo sfidante del Pd e vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, che affida al quotidiano romano il Tempo la sua opinione su Raggi: “Io sono garantista, da quarant’anni. Però c’è da dire che l’avviso prima o poi ti arriva, se sei una bugiarda seriale. E Virginia Raggi ha dimostrato di esserlo. In campagna elettorale aveva omesso delle parti nel suo curriculum, com’è noto. Poi ha detto che sulle Olimpiadi avrebbe indetto un referendum, e non lo ha fatto. Ancora, ha proseguito quando alla Commissione rifiuti della Camera aveva detto di non sapere dell’avviso di garanzia a carico dell’ex assessore Muraro, e poi è emerso il contrario. Se a me chiedessero se si deve dimettere per l’avviso di garanzia, io rispondo di no, senza esitazione. Lei non si deve dimettere per l’avviso di garanzia, ma perché ha ripetutamente mentito alla sua città, e non c’è niente di peggio. E non è che possono dare colpa al ‘sistema’ o a quelli che c’erano prima se arriva un avviso di garanzia per falso a Virginia Raggi”.
 
Caustico Pedica: “Taverna porti più rispetto ai romani. Convinca la sua sindaca ad andare in Svizzera”
 
Caustico Pedica, sempre del Pd: “Taverna porti più rispetto ai romani e casomai convinca la sua sindaca ad andare in Svizzera, così la capitale sarà finalmente libera. I cittadini hanno tutto il diritto di chiedere di vivere in una città dove non ci siano più topi e spazzatura per strada e autobus rotti – aggiunge Pedica -. Non serve andare in Svizzera per trovare modelli di amministrazione migliori di quello di Raggi. Con i 5 stelle la città ha toccato il fondo e prima se ne vanno e meglio è”.
Il Rapporto Crescita Vs Crisi (Iss) decreta lo strazio di Roma, unica tra le 28 capitali dell’Ue che ha peggiorato i suoi indicatori di salute
 
Ed a tutto questo si aggiunge, dulcis in fundo, il rapporto Crescita Vs Crisi, presentato a Roma dal presidente dell’Iss Walter Ricciardi e che getta ombre sulle condizioni di estremo degrado in cui versa ormai la capitale. Certo non tutte le responsabilità sono della Raggi e della sua maggioranza, ma la tanto decantata inversione di tendenza più volte sbandierata dai 5Stelle, non si registra e non ha effetti su questa analisi scientifica e decisamente poco politica. “Roma – fa sapere il presidente Iss- è l’unica tra le 28 capitali dell’Ue che ha peggiorato i suoi indicatori di salute negli ultimi anni. Tutti gli indicatori, da quello più solido che è l’aspettativa di vita e la mortalità infantile a quello per patologie tumorali, fanno riscontrare un peggioramento della situazione dei cittadini romani rispetto al resto di Italia”. “Se hai una patologia neoplastica e vivi in una regione del nord hai un trattamento e quindi un’aspettativa di vita maggiore rispetto a quella romana“. Così il direttore dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi nel corso del convegno Crescita vs Crisi. “I cittadini che rinunciano per motivi economici alle cure al nord sono molti di meno e al sud sono molti di più. E il sud Italia comincia a Roma”, ha aggiunto. Ricciardi ha parlato anche della “prevalenza del diabete che si attesta tra il 6 e il 7% della popolazione romana mentre normalmente la media italiana è il 5%”. “I romani si lamentano anche dell’accessibilità ai servizi, delle liste d’attesa. Normalmente la gente quando utilizza i servizi italiani è soddisfatta, nel caso di Roma questa soddisfazione si colloca ai livelli più bassi del Paese”.
Per la ministra della Salute Lorenzin, Roma è in declino. Roma è una città “che ha sofferto molto in questi anni, ha avuto un grande declino prima di tutto sociale e di legalità. Abbiamo avuto Mafia Capitale, una cosa pesantissima. E poi un declino vero delle fasce della popolazione più deboli. Ultimamente quello che vediamo ci pone quasi al di fuori di quello a cui eravamo abituati: tanta povertà, tanti bambini poveri, tanti anziani poveri, tante donne sole”.
 
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