Germania. Elezioni legislative. Verso un Bundestag con 700 seggi. Si conferma la sconfitta della Grosse Koalition: Merkel -8,5%, Schulz -4,9%. Perché e dove si affermano i neonazisti di Afd secondo i primi flussi

Germania. Elezioni legislative. Verso un Bundestag con 700 seggi. Si conferma la sconfitta della Grosse Koalition: Merkel -8,5%, Schulz -4,9%. Perché e dove si affermano i neonazisti di Afd secondo i primi flussi

Con il procedere delle ore dall’inizio dello scrutinio dopo la chiusura dei seggi alle 18, il risultato delle elezioni tedesche vede uno sviluppo temuto. Il nuovo Bundestag, la XIX legislatura tedesca, sarà formato da almeno 700 deputati (con una maggioranza a quota 351) contro i 630 di quello uscente, secondo i dati forniti dalla tv pubblica Zdf. Questo sviluppo è legato al sistema elettorale tedesco che prevede un minimo di 598 deputati, con 299 deputati eletti direttamente e gli altri con il sistema proporzionale e la soglia del 5%. Questo elemento però per tenere conto alla virgola dei voti espressi, fa creare ogni volta dei seggi di compensazione per far sì che il Parlamento sia il più rappresentativo rispetto al voto espresso dagli elettori. Gli ultimi dati vedono delle limature minime. L’Unione della cancelliera Angela Merkel (Cdu/Csu) si attesta al 33%, in forte calo (-8,5%) rispetto al 41,5% di quattro anni fa. La Spd di Martin Schulz è al 20,8% (-4,9%), i populisti della AfD al 13% (+8,3%). Liberali (Fdp) al 10,4% (+5,6%), Verdi al 9,1% (+0,7%), Linke +8,9% (+0,3%). Tradotte in seggi queste percentuali danno al partito del cancelliere Angela Merkel 243 seggi sui 700 del nuovo Bundestag; 153 all’Spd di Schulz; 96 all’AfD (che nel 2013 avendo sfiorato con il 4,7% la soglia del 5%, non riuscì ad entrare al Bundestag); 76 ai liberali di Christian Lindner (tornati dopo essere anche loro rimasti fuori 4 anni fa); 67 ai verdi di Katrin Goering-Eckardt e 65 alla la Linke di Katia Kipping. La maggioranza è di 351 deputati su 700 e l’ipotesi di coalizione Giamaica (dai colori) nero di Cdu/Csu, giallo dei liberali e verde dei Gruenen, avrebbe 386 seggi. Esclusa da Martin Schulz, leader dell’Spd che ha registrato il risultato peggiore della storia, una nuova Grosse Koalition, che avrebbe 396 voti.

Circa 1.000 manifestanti, in gran parte giovani, hanno protestato al grido “fuori i nazisti” davanti al locale affittato dall’AfD nel centro di Berlino per festeggiare il suo risultato elettorale nella centrale Alexanderplatz. Ampio il dispositivo di sicurezza con la polizia in assetto antisommossa. “Non avete diritto alla propaganda nazista” e “benvenuti rifigiati” alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti. Manifestazioni di protesta si sono svolte anche a Colonia, Amburgo, Francoforte. Al momento non si segnalano incidenti. C’è un dato che torna in mente oggi di fronte alle urne tedesche, anche se col voto sembra avere poco a che fare: solo il 6,2% della Germania è asfaltato e cementificato. A tirarlo fuori, qualche tempo fa, è stato un reporter, che ha affrontato un viaggio nella Germania interna, per capire il Paese. E in un contesto rurale, fuori portata, Henning Sussebach ha incontrato tanti elettori dell’AFD, il partito populista che oggi ha fatto ingresso nel parlamento tedesco con il 13% dei consensi, diventando terzo partito del Paese e scioccando opinione pubblica e politica in Germania. Stando alle prime analisi delle elezioni, che oggi hanno visto un aumento dell’affluenza complessiva al 77% (dal 71% della volta scorsa) per Alternative fur Deutschland ha votato innanzitutto chi generalmente non vota: 1,2 milioni di persone sono state mobilitate dalla campagna di Alexander Gauland e Alice Weidel. E il tema principale per cui il partito è stato scelto è la politica sui migranti e i profughi e le paure legate alla sicurezza interna. La seconda grossa fetta è arrivata dall’Unione, 1,05 milioni di tedeschi, che nel 2013 avevano votato per la Cdu hanno cambiato partito. Meno voti sono arrivati invece dall’SPD (470 mila), dalla Linke (400 mila) e dai liberali (40.000). C’è poi una componente geografica del voto: secondo l’istituto Infratest Dimap per Afd nei nove Laender dell’est della Germania, un tempo divisa dal muro, il partito ha ottenuto il 21,5% dei voti, con una percentuale ben al di sopra della media federale. Per i sondaggi demoscopici della ZDF questa percentuale sale a 22,8. E il partito sarebbe stato scelto per lo più da uomini, un tempo ‘Ossi’, tedeschi dell’Est. Il fenomeno non sorprende, è dell’est anche il movimento di Pegida, che negli anni scorsi ha sfilato nelle città orientali ogni lunedì contro l’islamizzazione del paese.

Lo European Jewish Congress (Ejc), Congresso ebraico europeo, si è detto allarmato dal successo dell’ultradestra di Alternativa per la Germania (AfD) nelle elezioni tedesche di oggi e ha invitato tutti i partiti a non formare alcuna alleanza con la formazione estremista. “Siamo fiduciosi che i partiti centristi al Bundestag garantiranno che l’AfD non abbia alcuna rappresentanza nel futuro governo di coalizione”, afferma l’Ejc, aggiungendo che “alcune posizioni abbracciate durante la campagna elettorale mostrano livelli allarmanti di intolleranza che non si vedevano in Germania da molti decenti e che sono, certamente, di grande preoccupazione per gli ebrei tedeschi ed europei”.

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