Felice Besostri sul Rosatellum: “legge palesemente incostituzionale. Ora di dire basta alle manomissioni della Costituzione”

Felice Besostri sul Rosatellum: “legge palesemente incostituzionale. Ora di dire basta alle manomissioni della Costituzione”

Mi scuso per un giudizio così tranchant senza sfumature, ma come insegna la Bibbia, Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo (Ecclesiaste 3.1) e questo è il momento di dire BASTA! alle manomissioni della Costituzione per via surrettizia attraverso la terza legge elettorale incostituzionale. La seconda partorita da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale, il Porcellum, dopo l’Italikum: una coazione a ripetere alla ricerca di una legittimazione a posteriori malgrado la pesante sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre dello scorso anno. Le leggi elettorali sono complicate e la maggioranza eterogenea conta sull’assuefazione e stanchezza della pubblica opinione.

Eppure la questione è semplice: l’Italia è una repubblica democratica, nella quale la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (art. 1 Cost.). La forma è quella parlamentare e perciò di assemblee rappresentative elette con voto universale e diretto (artt. 56 e 58 Cost.), dai cittadini e dalle cittadine con voto personale, uguale, libero e segreto (art. 48.2 Cost.). Non solo i cittadini e le cittadine hanno il diritto di scegliere i loro rappresentanti, ma tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza (art. 51.1 Cost.). Nella nuova proposta non è così. Due terzi dei parlamentari, deputati e senatori, sono nominati da capi-partito e considerati  i collegi  uninominali sicuri potrebbero essere il 90% del totale. Il voto non è libero, perché non poso sceglire il candidato da eleggere e neppure diretto perché votando per il candidato o per la lista indirettamente scelgo anche l’altro, che non gradisco.

E’ la combinazione tra voto congiunto e liste bloccate che porta questa legge fuori dell’alveo costituzionale. La scelta di rappresentanti non è un supermercato dove scegli uno e te ne regalano altri da 3 a 6: a prezzi di  saldo  perché son cosa loro e valgono poco. Non rappresentano, infatti, la Nazione  senza vincolo di mandato, come chiede l’art. 67 Cost., ma chi li ha nominati. In questa situazione non potranno adempiere alle loro funzione pubblica con onore, come chiede l’art. 54.2 Cost.

I partiti dovrebbero avere un potere di proposta non di nomina. Il voto non è personale né diretto, perché si vota in blocco per candidati uninominali e per liste bloccate, con possibilità di pluricandidature.   Il presidente del Senato ha giustamente chiesto, con la sensibilità tipica dell’uomo di legge e seconda carica dello Stato, leggi elettorali omogenee e costituzionali, è stato accontentato con “una legge omogeneamente incostituzionale. Non credo che sarà possibile dirlo e dimostrarlo neppure nella televisione pubblica” è l’amaro commento finale.

Le leggi elettorali sono complicate ma sono la stella polare della democrazia di un paese e la cinghia di trasmissione della rappresentanza. Al contrario sui temi della legge elettorale da anni i partiti insistono nel generare confusione nella pubblica opinione con proposte che tendono ad utilizzare il voto dei cittadini per auto-nominarsi, piuttosto che preoccuparsi di garantire la dovuta rappresentatività per la formazione di Governi, espressione reale del popolo sovrano e dei suoi interessi.

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