Elezioni tedesche. Gli scriba italici non perdono il vizio. Schulz, di sinistra, “crolla” perdendo il 5%, Merkel simil dc, perde l’8 ma prende solo un “durissimo colpo”

Elezioni tedesche. Gli scriba italici non perdono il vizio. Schulz, di sinistra, “crolla” perdendo il 5%, Merkel simil dc, perde l’8 ma prende solo un  “durissimo colpo”

Non c’è proprio verso. Il giornalismo italiano, lo dimostrano il modo in cui sono commentati i risultati delle elezioni in Germania,  una malattia cronica, una allergia contagiosa, non sappiamo se esiste ma non sappiamo come altrimenti definirla, a qualsiasi cosa sia da considerare di sinistra. Non interessa la gradazione, moderata, riformista, radicale che pure esiste, è proprio la parola sinistra che agli editori dei grandi giornali non piace. Non parliamo poi della televisione. Quella pubblica è per natura, non troviamo altro modo per qualificarla, renziana. Le altre vanno a rimorchio. Tutti insieme i media, ognuno con le differenze dovute, altrimenti non si potrebbe parlare di pluralismo, tifano per una accoppiata Renzi-Berlusconi con mischiato un po’ di linguaggio pisapese.

Ci sono anche giornali un po’ sgangherati che guardano a Salvini, come fosse una specie di redentore. Ora ci si è messa anche la giovanotta, o meglio ex giovanotta, Giorgia Meloni, leggi Fratelli d’Italia, che viene dai pupilli del Msi o giù di lì la quale ha ricevuto anche gli omaggi del ministro dell’Interno Minniti, in fondo tutto il mondo è paese, volemose bene, scordiamoci il passato, invitato d’onore alla festa dei giovani di Atreju. Si è candidata pure lei a presidente del Consiglio. Scusate mi sono fatto prendere la mano. Si dirà, infatti, ma tutto questo che c’entra con i risultati delle elezioni tedesche? C’entra, c’entra.

Immaginate che la Merkel sia il Berlusconi tedesco, Schulz, il Renzi tedesco, che dalla sinistra tradizionale aveva preso le distanze alleandosi con Merkel, simil vecchia Dc, quelli della Linke gli scavezzacolli di Articolo 1-Mdp oppure ancor più i Fratoianni di Sinistra italiana o addirittura quelli di Montanari e Falcone. Forti di questa immaginazione leggiamo le cronache degli scriba italiani. Il clou delle cronache è uno e uno solo, il crollo della Spd di Martin Schulz il quale con il 20,5 ha perduto il 5,2 dei voti rispetto al 2013. Crollo clamoroso, peggio di così non poteva andare anche perché un sondaggio nei primi giorni della campagna elettorale dava i socialdemocratici tedeschi addirittura vicini al 30%. Passiamo alla Merkel, rispetto al 2013 ha perduto 8,5 punti. E gli scriba italiani, al massimo, scrivono che ha avuto un “durissimo colpo”. Se tanto mi dà tanto allora Schulz avrebbe preso uno schiaffetto.

Ancora. Forse gli scriba non sanno fare i conti. Perché se mettessero insieme le forze che si richiamano, più o meno, alla sinistra, socialdemocratica, liberal si accorgerebbero che Spd, Linke, Verdi (Grune) mettono insieme 290 parlamentari o giù di lì. La Cdu della Merkel ne ha 244. Se proprio vogliamo spaccare il capello contiamo solo Spd e Linke che ne hanno 221. La nostra immaginazione spazia. Sempre leggendo le cronache e i commenti dei nostri scriba si avverte una certa amarezza perché il leader dell’Spd ha fatto sapere che l’alleanza con Merkel è finita. Ma come, ma perché, Merkel insiste e via dicendo. In fondo sperano che Schulz ci ripensi. Ci torna a mente il patto Berlusconi-Renzi. Chissà perché.

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