Dopo la lunga pausa estiva, riapre il Parlamento, con al centro la discussione sulla legge elettorale. In Sicilia, enormi problemi per il Pd. L’assemblea siciliana di Sinistra italiana apprezza e approva la candidatura di Claudio Fava

Dopo la lunga pausa estiva, riapre il Parlamento, con al centro la discussione sulla legge elettorale. In Sicilia, enormi problemi per il Pd. L’assemblea siciliana di Sinistra italiana apprezza e approva la candidatura di Claudio Fava

Si apre una settimana politica densa di avvenimenti e polemiche, dopo un agosto che ha riservato comunque molte sorprese, soprattutto legate alla vicenda delle elezioni siciliane. Riprende intanto l’attività del Parlamento anche se solo a ritmi ridotti, poiché si riuniranno questa settimana solo le commissioni, mentre per l’avvio dei lavori dell’Aula di Montecitorio e palazzo Madama bisognerà attendere il 12 settembre.

La legge elettorale al centro del dibattito parlamentare, dopo il fallimento del Fianellum, il disegno elaborato da Fiano sul presunto modello tedesco

Riflettori puntati sulla legge elettorale: in agenda c’è infatti la ripresa dell’iter della riforma in commissione Affari costituzionali della Camera. La riunione è convocata per mercoledì 6 settembre, alle 12. L’obiettivo fissato dai gruppi è di arrivare ad un testo base entro il 12 settembre per poi approdare in Aula a fine mese. Dopo il fallimento del ‘patto a quattro’ tra Pd, M5S, FI e Lega sul sistema proporzionale alla tedesca, il dibattito sulla legge elettorale ha subito uno stop e i partiti torneranno a parlarne solo nei prossimi giorni, anche se una possibile intesa è ben lungi dall’essere all’orizzonte. Se, infatti, Forza Italia è più volte tornata a chiedere al Pd, anche con Silvio Berlusconi in persona, di riprendere i fili del dialogo ripartendo dal sistema tedesco, i dem preferiscono per ora restare alla finestra e attendere che siano le altre forze politiche a prendere in mano l’iniziativa. Resta, tuttavia, la diffidenza nei confronti del segretario Pd, Matteo Renzi, che a sentire i rumors di palazzo sarebbe orientato a non modificare la situazione attuale e andare a votare agli inizi del 2018 con le due leggi modificate dalla Consulta. Ad acuire il ‘sospetto’ arriva la proposta, prima sotto traccia poi resa esplicita dal portavoce della segreteria dem, Matteo Richetti, di dar vita alla Camera a un listone unico assieme al movimento di Pisapia, alle energie che si raccolgono attorno al ministro Calenda e ai centristi di Alfano.

Federico Fornaro, vicecapogruppo dei senatori di Mdp, accusa apertamente Renzi di fare melina

Duro il commento di Federico Fornaro, vicepresidente dei senatori di Articolo1-Mdp: “Il primo a non voler raccogliere l’invito più volte rivolto alle forze politiche dal Presidente Mattarella per l’approvazione di una nuova legge elettorale è il segretario del Pd, Matteo Renzi. L’accordo siciliano tra Renzi e Alfano prevede, infatti, che al Senato resti tutto com’è, con le soglie di sbarramento differenziate: 8% per i partiti fuori coalizione e 3% per quelli dentro la coalizione”. Invece, prosegue Fornaro, “in Parlamento ci sarebbero ancora i tempi per approvare una nuova legge elettorale omogenea e coerente tra Camera e Senato: la via maestra giustamente indicata dal Presidente Mattarella dopo gli interventi correttivi della Corte costituzionale. Dalla prossima settimana si capirà chi guarda agli interessi generali del Paese e chi invece continua a preferire logiche e interessi di parte”, conclude. Tra gli appuntamenti parlamentari da segnalare, infine, l’audizione lunedì 4 settembre alle 14 del ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nelle commissioni congiunte di Camera e Senato sui rapporti tra Italia e Egitto e, in particolare, sugli ultimi sviluppi del caso Regeni.

In Sicilia, grossi problemi per la coalizione di Pd e Alfano. Micari sospetta che si stia giocando contro di lui

In Sicilia si apre la corsa contro il tempo sulle candidature del centrosinistra bloccato dalle divisioni interne e dai veti incrociati. A fatica si vanno definendo i tasselli di un mosaico sempre più difficile da comporre in casa del centro sinistra. E se oggi Sinistra Italiana ha deciso di sostenere la candidatura di Claudio Fava, vicepresidente dell’antimafia, a Fabrizio Micari ancora non è stato dato il via libera. Ieri Micari aveva chiesto “una investitura chiara da parte di Renzi e di Alfano” che ancora non è arrivata. “Rispetto a questa mia richiesta non è cambiato nulla – prosegue Micari – Abbiamo comunque avviato un ottimo punto di partenza per la qualità della formazione vincente rispetto alle proposte della destra e a al programma sfocato del Movimento 5 stelle”.

Intanto, a Caltanissetta, il gruppo dirigente regionale di Sinistra Italiana apprezza e approva la candidatura di Claudio Fava

Via libera ufficiale dunque anche da Sinistra Italiana alla candidatura di Claudio Fava alla Presidenza della Regione siciliana in occasione delle elezioni del prossimo 5 novembre nell’Isola. Il vice presidente della commissione parlamentare Antimafia era già stato proposto nei giorni scorsi da Mdp-Art. Adesso anche Si converge sul nome indicato dai bersaniani per una candidatura autonoma a Palazzo d’Orleans dopo il ‘no’ all’alleanza con gli alfaniani nell’area di centrosinistra. La decisione è arrivata al termine dell’assemblea del partito che si è svolta domenica mattina a Caltanissetta.  Nel documento approvato al termine dell’assemblea, Sinistra Italiana ribadisce anche il proprio impegno “nel processo di costruzione di una lista forte, unitaria e competitiva e di un programma di cambiamento per la Sicilia insieme alle altre forze politiche e sociali della sinistra siciliana”. Esprime soddisfazione Stefano Fassina: “in Sicilia, si rafforza il progetto politico avviato da Sinistra Italiana e Mdp-Art 1. È un passaggio importante il sostegno all’unanimità espresso oggi dall’Assemblea Regionale di Sinistra Italiana dell’isola alla candidatura di Claudio Fava alla presidenza della regione”. E con il responsabile Enti locali, Paolo Cento, Sinistra Italiana suggella il patto col quale si mette la parola fine all’esperienza delle primarie, esaltando invece le decisioni politiche dei gruppi dirigenti. “Con la decisione di oggi dell’assemblea regionale siciliana di Sinistra Italiana di sostenere la candidatura di Claudio Fava si apre la fase di costruzione di una forte lista capace di raccogliere tutta la sinistra siciliana in un percorso partecipato e capace di lanciare la sfida per il governo dell’isola”, dice Paolo Cento, responsabile enti locali di Sinistra Italiana che ha seguito a Caltanissetta i lavori della riunione. “Tempo finito per giochi e alchimie, tempo scaduto per improbabili primarie – aggiunge Cento -. Primarie che in questo caso rappresenterebbero solo l’ultimo tentativo di restaurazione e di continuità con i governi del passato”.

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