Confronto Pisapia-Mdp, nodi ancora tutti da sciogliere. La fase appare confusa, soprattutto nel rapporto col Pd renziano. Sulla Sicilia, aumenta la pressione su Renzi per lasciare Alfano al suo destino, e andare alle primarie

Confronto Pisapia-Mdp, nodi ancora tutti da sciogliere. La fase appare confusa, soprattutto nel rapporto col Pd renziano. Sulla Sicilia, aumenta la pressione su Renzi per lasciare Alfano al suo destino, e andare alle primarie

“La Sicilia deve essere un episodio, non si deve ripetere più, ma ora lavoriamo per l’unità con Mdp, proviamo a fare un percorso insieme”, queste le parole che secondo le agenzie di stampa Giuliano Pisapia ha pronunciato incontrando i parlamentari di riferimento. Nel corso della riunione, ha spiegato – viene riferito dalle agenzie – le ragioni del dissenso con Articolo1 sul voto del 5 novembre in Sicilia. E’ mancata la collegialità, ma l’incendio è stato circoscritto, anche perché l’ex sindaco di Milano non è d’accordo con l’alleanza Renzi-Alfano e farà un passo di lato. Pisapia ha ripetuto allo stesso tempo che si continuerà a lavorare in una logica di coalizione del centrosinistra. I nemici sono il centrodestra e il Movimento 5 stelle, non il Pd, il discorso fatto ai suoi. I dem quindi come forza concorrenziale, da sfidare sul campo della legge elettorale, dei programmi, in un contesto – qualora si arrivasse ad un’ampia coalizione – che dovrebbe prevedere un discorso aperto anche sulla leadership e sulle primarie. La premessa è che non si chiederà alcun diritto di cittadinanza nelle liste di Renzi, ripetono le agenzie.

Vertice Mdp-Campo progressista martedì prossimo, con D’Alema, Bersani, Rossi, Speranza, Pisapia, Tabacci e Ferrara, tra gli altri

Ma è proprio il rapporto col Pd renziano che dovrà essere chiarito nell’incontro che si terrà martedì tra le due delegazioni. Perché Mdp ritiene, rendono conto fonti parlamentari ex dem, una perdita di tempo insistere sul sistema di voto. Meglio subito partire con una piattaforma che sia fortemente alternativa al partito del Nazareno, su temi come il lavoro, la scuola, gli investimenti pubblici, e soprattutto la composizione della prossima legge di Stabilità. Il vertice avrebbe dovuto tenersi già venerdì, ma poi è stato rinviato alla prossima settimana. Ci saranno tra gli altri D’Alema, Bersani, Enrico Rossi e Pisapia, Tabacci, Ferrara. Sarà l’incontro decisivo? Chissà.

D’Attorre: “andiamo avanti con l’elezione dell’Assemblea costituente”

Intanto, Alfredo D’Attorre dichiara:  “andiamo avanti per costruire una forza progressista ampia, non lo facciamo con accordi tra stati maggiori ma con la democrazia, si eleggerà una Assemblea costituente”. Inoltre, “noi lavoriamo per allargare il campo a Pisapia, a Possibile a Sinistra italiana, alle associazioni. Il sentiero è tracciato e si va avanti, dovremo discutere di contenuti concreti e meno di geometrie politiche”, aggiunge l’esponente di Mdp. Mentre Roberto Speranza mette un altro pezzo di ambiguità sulla vicenda siciliana: “Quella di Claudio Fava è una bellissima personalità. Un simbolo di buona politica e di legalità che può aprire una pagina di riscatto per la Sicilia e per l’intero mezzogiorno”, scrive su facebook il coordinatore nazionale di Articolo Uno – MDP. “Il Pd – prosegue – ha scelto l’alleanza con Alfano e così ha deciso di rompere il centrosinistra. Se si torna ad una coalizione naturale senza pezzi della destra non avremmo alcun problema a fare subito le primarie”, conclude. Ammesso che i tempi ci siano, dal momento che le candidature vanno presentate entro il 20 settembre. Vero è che lo stesso Claudio Fava, in un’intervista al Corriere della sera, s’era detto disponibile perfino a primarie, qualora il Pd avesse cambiato linea e abbandonato il rapporto con Alfano. “Dire di volere cambiare rotta imbarcando Crocetta e Alfano sono ossimori che in politica puoi spiegarti nel chiuso delle stanze dei partiti, non puoi farle capire alla gente”, dice Fava e sottolinea di essere “pronto a misurarmi anche con le primarie purcé non ci sia Alfano”. In Sicilia, conclude Fava, “è la prima campagna elettorale in cui tutti i candidati a governatore sono persone perbene. Ed è un passo in avanti. Ma attorno abbondano zavorre e cariatidi dei sistemi Cuffaro e Lombardo. Un pezzo con Micari, un altro con Musumeci”.

Il nodo decisivo della posizione sulla legge di Stabilità. Bersani pronto a votarla. E anche Pisapia… 

In realtà, a ottobre Articolo1-Mdp ha già messo in agenda l’Assemblea costituente. Tanti i nodi ancora da sciogliere. Il rapporto con il governo per esempio, anche se ieri Bersani ha ripetuto che non intende affatto votare contro la manovra. La richiesta comune è quella di una discontinuità ma Campo progressista insiste per aprire un ragionamento con l’esecutivo sulla legge di bilancio senza possibili ricadute negative sulla stabilità. Poi c’è la questione degli organismi decisionali. “Mi auguro che si arrivi ad un organismo paritario, 50 e 50”, dice un deputato ex Sel. Dunque il tentativo è di isolare le distanze sorte sulla Sicilia, anche se per Pisapia lo schema di una sinistra in versione minoritaria non è vincente. Solo se ci sarà un accordo totale si arriverà ad una accelerazione anche sui gruppi parlamentari unici. In caso contrario l’ex sindaco di Milano non farà la foglia di fico né del Pd né di altre forze.

“Andiamo avanti insieme”, si dice ottimista Bersani. “Per noi – sottolineano fonti parlamentari di Mdp – vale il discorso del rovesciamento della piramide. Bisogna cambiare le politiche attuate finora”. “Il progetto continua”, mette in chiaro Stumpo ma c’è chi tra gli ex fuoriusciti dem comincia a fare il nome di Grasso come possibile referente per il futuro.

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