Chikungunya, stop alla donazioni del sangue a Roma. Salgono a 17 i contagiati e il Comune fa scattare le disinfestazioni di interi quartieri

Chikungunya, stop alla donazioni del sangue a Roma. Salgono a 17 i contagiati e il Comune fa scattare le disinfestazioni di interi quartieri
“Sono 17 i casi accertati dal Seresmi (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) alla serata di mercoledì di Chikungunya, di questi 6 nella capitale. Di questi 17, dieci casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio, e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi. Si specifica che le Asl competenti – si legge in una nota diffusa dalla Regione Lazio- hanno fatto richiesta di disinfestazione nei giorni precedenti e anche nella giornata odierna nelle aree interessate dal fenomeno. Così come dispone la circolare del Ministero della Salute in relazione al piano di contrasto è stata attivata un’azione quotidiana di monitoraggio con la richiesta di supporto all’Istituto Superiore di Sanità per verificare le azioni di disinfestazione, messe in campo dai Comuni che hanno le competenze, e i loro risultati”.
 
Disposta la sospensione totale delle donazioni di sangue nei territori coinvolti (Asl Rm2) e nell’area del Comune di Anzio
 
A seguito di tutto questo la Regione Lazio ha anche disposto attraverso la Asl Rm2, che ha la responsabilità sui territori in emergenza la sospensione totale delle donazioni, stop anche nel comune di Anzio, oggetto di un focolaio confermato nei giorni scorsi. In tutte le altre aree della Regione, in base all’assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata una ‘quarantena’ di 5 giorni se il donatore ha soggiornato in una delle due città colpite. A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno invece sospesi per 28 giorni.
 
Trasfusioni, attivate tutte le misure possibili per evitare carenze a Roma. Nei prossimi giorni la stima è di almeno 200-250 sacche in meno
 
“Sono state attivate tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma – spiega il direttore del Centro, Giancarlo Maria Liumbruno -, a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxi-emergenze. Sia nel Lazio che nelle altre Regioni, è già partita una gara di solidarietà, che coinvolge sia le istituzioni che le associazioni dei donatori, che saranno coinvolti in una serie di raccolte straordinarie per aiutare il Lazio”. Nella capitale, a causa del blocco parziale delle donazioni, si prevede una carenza di 200-250 sacche di sangue nei prossimi giorni, una quantità paragonabile ad una maxi-emergenza. La cifra è contenuta nella circolare che il Centro Nazionale Sangue ha inviato alle Regioni, pubblicata sul sito del Cns. “Al fine di supportare la regione Lazio – si legge inoltre – si invitano tutti i responsabili delle Src (le strutture regionali di coordinamento, ndr) ad attivare la compensazione interregionale secondo le indicazioni e i criteri stabiliti dal ‘Piano strategico nazionale per le maxiemergenze’, configurandosi le ricadute dell’evento epidemico sul sistema sangue laziale alla stregua di una maxiemergenza”. Il piano per le maxiemergenze approvato lo scorso anno prevede che ogni regione abbia una scorta di sangue dedicata, da utilizzare in caso di eventi come terremoti o incidenti con molti feriti.
 
Firmata nella giornata di mercoledì l’Ordinanza della sindaca Raggi per interventi straordinari di disinfestazione
 
“È stata firmata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi l’ordinanza per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta ai casi sospetti e accertati di Chikungunya trasmessi dalla zanzara tigre, non solo su suolo pubblico ma anche su quello privato. Gli interventi straordinari sono comunque già iniziati con i trattamenti larvicidi a seguito delle prime segnalazioni di venerdì scorso”. Lo comunica, in una nota, il Campidoglio. “Con questo provvedimento – spiega Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale – procediamo a effettuare tutti gli interventi necessari, sia larvicidi che adulticidi, in tutte le aree urbane nelle quali si sono verificati i casi clinici notificati dalle Asl. I prodotti utilizzati sono a bassissima tossicità, non irritanti e a bassa persistenza ambientale. Le operazioni dureranno, cosi come indicato nell’ordinanza, fino a comunicazione del termine dell’emergenza da parte delle Autorità Sanitarie preposte”.
“È bene anche fare chiarezza: da parte dell’Amministrazione non c’è stato alcun ritardo. Roma Capitale si è immediatamente attivata rispetto ai casi di Chikungunya che ci sono stati segnalati dalle Asl. L’intervento è stato possibile solo al termine delle avverse condizioni climatiche che avrebbero reso inefficaci e inutili i trattamenti. Voglio ricordare anche che da aprile è partito il programma di lotta alle zanzare sul territorio comunale con azioni di contrasto, prevenzione e lotta larvicida georeferenziata, a tutela della salute dei cittadini e a salvaguardia dell’ambiente”, conclude la Montanari.
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