Cgil: a Lecce aperta la “tre giorni” per il Mezzogiorno. Quattro azioni per l’occupazione , lo sviluppo del Sud, la crescita e la coesione sociale del Paese. Le forze di governo sempre più lontane dai problemi reali della gente

Cgil: a Lecce aperta la “tre giorni” per il Mezzogiorno. Quattro azioni per l’occupazione , lo  sviluppo del Sud, la crescita e la coesione sociale del Paese. Le forze di governo sempre più lontane dai problemi reali della gente

Sono due mondi diversi che non si incrociano, non si contattano. Quello della politica-politichese, vedi le forze di governo che stanno preparando  l’aggiornamento del documento di economia e finanza e poi il Bilancio dello stato,  con il presidente Gentiloni, i ministri, che rilasciano interviste a ruota libera, evitano perfino di discutere con Articolo 1-Mdp che pure sostiene il governo, “inventando” proposte, interventi a ruota libera, sull’onda di una fantasia sfrenata. Quello dei sindacati, vedi l’iniziativa della Cgil in corso a Lecce, pressoché ignorata dai media, una “tre giorni” per discutere sul Mezzogiorno, avanzare proposte, mettere in campo iniziative.

Da una parte un governo incapace di affrontare una crisi del Paese che non è solo economica, ma soprattutto di credibilità, con i cittadini che sempre più hanno perso la fiducia nelle istituzioni, un governo che si isola da quello che si chiama “paese reale”, le forze del lavoro, i sindacati, le associazioni che rappresentano, nei vari settori della vita pubblica, i cittadini, con i loro problemi, il giorno per giorno.

Una voragine  aperta  nel tessuto democratico da Renzi  che  ignora il ruolo decisivo dei sindacati

Basta mettere a confronto le iniziative, si fa per dire, delle forze politiche che sono al governo del Paese con quelle di un grande sindacato come la Cgil che rappresenta quasi sei milioni di lavoratori per rendersi conto di una vera e propria voragine che si è aperta nel tessuto democratico. Le forze  di governo e non solo    parlano solo politichese, ogni parola, ogni iniziativa, è finalizzata  alle prossime elezioni, dall’altra si discute di programmi, di cose da fare, di progetti per allontanare davvero la crisi.  Del resto è stato proprio Renzi Matteo, a partire dai suoi mille giorni di governo, a  teorizzare che il confronto con i sindacati era solo una perdita di tempo, che, con lui, era finito il tempo delle consultazioni, non più “tavoli” di confronto ma  il “ci penso io”. Anche visivamente si avverte questo distacco. L’assemblea della Cgil, aperta ieri e conclusa nella mattinata di sabato a Lecce, quando ha preso il via la “tre giorni” per il Sud che si concluderà domenica segna una tappa importante non solo nella “storia” del Mezzogiorno, un punto di riferimento per quelle forze politiche, economiche, sociali che guardano al “futuro del lavoro” come il grande problema da affrontare per superare la crisi, assicurare lo sviluppo.

Il debito pubblico sale ancora. Un segnale chiaro che la crisi non è superata

Proprio mentre si concludeva l’assemblea generale venivano resi noti i dati sul debito pubblico, una voragine che sembra incolmabile, che mette fine ad ogni ottimismo di maniera, a partire da Gentiloni e dal ministro Padoan. Il debito pubblico a luglio è salito a 2.300 miliardi, più 18,6% rispetto al mese di giugno. In sette mesi le entrate sono passate invece a 233,1 miliardi in calo dell’1,2% rispetto al 2016. I conti non tornano. Se serviva è la prova che  la crisi non è stata superata, il cammino da fare è tutto in salita, il Mezzogiorno può diventare volano fondamentale per la ripresa. La Cgil, assemblea generale aperta da Gianna Fracassi, segretario confederale con delega al Mezzogiorno, conclusa dal segretario generale Susanna  Camusso, ha individuato quattro “azioni” di intervento per l’occupazione e lo sviluppo del Mezzogiorno: scuola, sanità e servizi sociali; messa in sicurezza del territorio e valorizzazione del patrimonio artistico culturale; mobilità delle persone e delle cose; politiche industriali e rafforzamento del sistema della conoscenza per sostenere l’innovazione diffusa.  Quattro azioni  per la crescita e la coesione sociale del Paese.

Il Sud ha vissuto vent’anni di solitudine. I Patti territoriali solo un elenco di intenzioni

Il Sud,  dice  la Cgil, in una nota  sui lavori dell’Assemblea diffusa a conclusione “ha vissuto, purtroppo, vent’anni di solitudine, durante i quali è mancata una strategia ordinaria, e in cui è uscito dalle politiche, persino dal dibattito pubblico. A oggi, il masterplan e i patti territoriali restano solo un elenco di intenzioni, ancora una volta rischiano di rappresentare un’occasione mancata per la crescita italiana”. Da qui la decisione della  Cgil ha  di convocare un’assemblea generale sui temi del Mezzogiorno, in modo da individuare, dando continuità alla vertenza laboratorio Sud e al piano del lavoro, le “strategie per colmare il gap strutturale tra regioni del sud e del centro nord”. Strategie che “devono essere in capo allo Stato in una vertenza multilivello, da un governo centrale fino ai governi territoriali”. Il sindacato di corso d’Italia sottolinea la necessità di “allargare la spesa e gli investimenti pubblici per il Sud da qui al 2022, data effettiva di spesa e chiusura della programmazione europea”. Bisogna  affrontare “i bisogni primari per colmare i deficit di cittadinanza e dall’infrastrutturazione materiale, a partire dalla mobilità delle persone e delle cose”. Inoltre “occorre intervenire sulle fragilità del nostro territorio per prevenire i rischi idrogeologici e sismici e serve uno strumento pubblico di gestione delle politiche industriali che ad oggi non c’è, poiché senza una crescita della base industriale è difficile pensare a prospettive di sviluppo per il Mezzogiorno”. Obiettivi da raggiungere seguendo una strategia “che abbia, come fondamento i principi della sostenibilità sociale, ambientale ed economica” e attraverso “una governance pubblica che sia più efficace e partecipata.

 Un progetto Paese con rinnovata coesione sociale  economica e politica

 Lo Stato – conclude la Cgil – deve essere protagonista dello sviluppo e le istituzioni territoriali interpreti di questo processo. Questo chiediamo all’interno di  un’idea di progetto Paese con rinnovata coesione sociale, economica e politica”.

Poche ore dopo la conclusione dell’assemblea partono le “tre giornate Cgil” di Lecce. Al Castello CarloV, (ore 19,30), il presidente della Commissione Bilancio della Camera dei deputati Francesco Boccia, il presidente di Assonime Innocenzo Cipolletta, la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi  si confronteranno su “Non è un’economia per giovani”. Alle ore 21.30 altro confronto su “Welfare, l’equilibrio del benessere” con Gianfranco Poledda, Group HR Director research Hospital Humanitas; Giancarlo Ruscitti, capo Dipartimento salute della Regione Puglia; Rossana Dettori, segretaria confederale Cgil. Chiusura della giornata con la Bandabardò,  concerto in Piazza Sant’Oronzo a partire dalle ore 22.

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