Decapitata la promoter di Castellanza (Va). Trovato il corpo nel giardino dell’unico indagato. Manca la testa

Decapitata la promoter di Castellanza (Va). Trovato il corpo nel giardino dell’unico indagato. Manca la testa

Il cadavere decapitato di Marilena Rosa Re, 58 anni, la promoter di Castellanza (Varese) scomparsa lo scorso 30 luglio, è stato trovato sepolto nell’orto di Vito Clericó, il 65enne di Garbagnate Milanese (Milano) fermato ieri per l’omicidio e l’occultamento del cadavere. Lo ha spiegato ai giornalisti il procuratore della Repubblica di Busto Arsizio (Varese), Gianluigi Fontana. Era stato lo stesso 65enne a indicare agli inquirenti il punto dove scavare. La notizia del ritrovamento del cadavere di Marilena è stata resa nota nella tarda serata di martedì dopo una giornata di rilievi da parte dei tecnici del laboratorio di antropologia forense Labanof dell’università degli studi di Milano: in una fossa profonda circa un metro, è stato trovato il corpo di una donna decapitata, piegata in due, nascosta sotto un sacco di iuta e uno di plastica. Il procuratore capo di Busto Arsizio, Gianluigi Fontana, il Pm Rosaria Stringaro e il capitano dei carabinieri di Busto Arsizio Marco D’Aleo, nel corso della conferenza stampa sono stati comunque cauti, “il bacino del corpo trovato appartiene al 90% a un corpo femminile ma bisognerà attendere la conferma dal test del Dna per dire con certezza che si tratta del cadavere di Marilena”.

Individuato il corpo, ieri per tutta la giornata i tecnici hanno fatto un lavoro di archeologia, “tolgono la terra, molto lentamente, a strati, con estrema attenzione cercando di non alterare quello che si trova nell’orto – continua Fontana -. Nell’ordine abbiamo trovato un sacco di iuta, un sacchetto di cellophane e il corpo di un essere umano ripiegato in due. Manca la testa”. In base ai primi accertamenti non ci sono segni di lesioni sul resto del corpo, nè segni di bruciature, “come è stata uccisa lo sapremo solo dopo l’autopsia”. Il corpo ora dovrà essere sottoposto ad ulteriori indagini e comparazioni del Dna. Il sospettato non avrebbe dato agli inquirenti indicazioni per il ritrovamento della testa che potrebbe essere stata nascosta in altri luoghi o gettata in un cassonetto dei rifiuti.

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