Caso Regeni. Imbarazzante comunicazione del ministro alle Commissioni estere di Camera e Senato. Un ministro così non ci rappresenta

Caso Regeni. Imbarazzante comunicazione del ministro alle Commissioni estere di Camera e Senato. Un ministro così non ci rappresenta

Era prevista per le 14 di oggi a Commissioni estere riunite di Camera e Senato, l’informativa del ministro Angelino Alfano sul caso Regeni e sul ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo. Per capire cosa è stata, occorre riprendere la nota che Nicola Fratoianni ha diramato alle agenzie: imbarazzante. “Il ministro Alfano si è presentato con una comunicazione imbarazzante: nessun riferimento all’inchiesta giornalistica del ‘New York Times’ e ci ha solo fatto un lungo elenco di intitolazioni e commemorazioni, come se questo potesse rappresentare una contropartita rispetto alla ricerca della verità e della giustizia per un omicidio efferato come quello di Giulio Regeni”. Il leader di Sinistra italiana non può fare a meno di rendere esplicita la sua rabbia: “Siamo sconcertati dall’audizione del governo. Chiederemo che il dibattito arrivi nelle aule del Parlamento con la presenza del presidente del consiglio. Alfano e la sua maggioranza – insiste il leader di SI – hanno sostanzialmente confermato quello che già sapevamo e che già avevamo denunciato: l’annuncio dell’invio dell’ambasciatore italiano in Egitto alla vigilia di Ferragosto è una scelta del governo italiano che sancisce la volontà di anteporre alla ricerca della verità gli interessi economici e politici del nostro Paese. Una scelta cinica – conclude Fratoianni – che calpesta la memoria di Giulio, e che offende i suoi familiari, cui chiediamo umilmente scusa, e tutti quegli italiani e quelle italiane che non intendono rinunciare ad esigere verità e giustizia da parte delle autorità del regime egiziano”. Ma il giudizio critico giunge anche da uno dei leader di Articolo1-Mdp, Roberto Speranza, per il quale “la comunicazione del ministro Alfano non è sufficiente: sono passati 18 mesi e ancora siamo troppo lontani dalla verità”. Lo ha dichiarato in commissione il coordinatore nazionale di Articolo Uno-Mdp Roberto Speranza, dopo l’audizio. La sensazione che si è data è quella di una resa e di aver anteposto la realpolitik alla ricerca della verità”, ha aggiunto Speranza. “Bene le intitolazioni varie a Regeni, ma caro ministro, c’è solo un modo per onorare Regeni: restituire alla famiglia e alla comunità nazionale una verità che ancora manca. La condivisibile ineludibilità dei rapporti con l’Egitto non può prescindere dalla ricerca della verità”, ha sottolineato Speranza. “E’ però inaccettabile il fatto che questo Parlamento non abbia avuto la dignità di istituire in modo unitario una commissione d’inchiesta che aiuti a far luce su questa vicenda”, ha concluso. E per Alessandro Di Battista, 5Stelle, “quello di Alfano alle Commissioni Esteri di Camera e Senato sui rapporti tra Italia ed Egitto e il caso Regeni è il discorso più ipocrita che abbia ascoltato da quando sono parlamentare della Repubblica. Lei cita il New York Times quando mi attacca, ma oggi non lo ha mai citato”, ha detto Di Battista accusando Alfano di aver taciuto sull’inchiesta del giornale americano secondo cui gli Usa avvertirono il governo italiano del coinvolgimento dei servizi di sicurezza egiziani nella morte di Giulio Regeni. “E’ una vergogna incredibile”, ha poi aggiunto accusando i presidenti delle Commissioni Casini e Cicchitto di aver convocato l’audizione “solo il 4 settembre”. Regeni, ha concluso il Cinquestelle, è stato “sacrificato sull’altare degli interessi economici”.

Cos’aveva detto di tanto imbarazzante il ministro Alfano? Frasi scontate come la seguente: “L’omicidio di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto oltre un anno e mezzo fa, rappresenta una grave ferita e su questo caso è indispensabile una verità vera e non di comodo” che accerti i responsabili. Ora, che il 4 settembre 2017, a molti mesi di distanza dalla drammatica esecuzione, il nostro ministro degli Esteri chieda la “verità vera” su Giulio Regeni, non solo è imbarazzante, ma pardossale, dal momento che ha deciso di far tornare l’ambasciatore al Cairo il 14 agosto. Ma nelle parole di Alfano pure la beffa: “Il giorno del ritrovamento del corpo senza vita di GiulioRegeni, quel tragico 3 febbraio 2016, i rapporti bilaterali hanno subito inevitabilmente un duro colpo”, ha ricordato il capo della diplomazia italiana. Scusi ministro, dal momento che chiede la verità, vuol dire che la ferita ai rapporti bilaterali con l’Egitto non è stata sanata. Ma allora, perché rilegittimarli inviando comunque l’ambasciatore? Il ministro Alfano non replica a questa domanda, ma si limita a ricordare quante piazze e quante sedi saranno intitolate a Giulio Regeni, perché non se ne perda la memoria. Un ministro così non ci rappresenta.

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