Mafie, a Roma sono tra 700 e 800 i beni confiscati. In autunno il regolamento su come assegnarli

Mafie, a Roma sono tra 700 e 800 i beni confiscati. In autunno il regolamento su come assegnarli
A Roma ci sono tra i 700 ed 800 beni confiscati alla mafia e per la cui assegnazione ad oggi il Comune di Roma non ha un regolamento. Una mancanza che “evidenzia una responsabilità politica, del passato, per non aver chiuso il ciclo della confisca restituendo questi beni alla società” ha detto l’assessora al Sociale di Roma Laura Baldassarre, prendendo la parola in occasione della seduta congiunta delle commissioni capitoline Patrimonio e Politiche Sociali dove è stata illustrata la proposta di delibera del M5s che sbarcherà in assemblea capitolina entro l’autunno e istituirà “un regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati, che è molto urgente”, ha sottolineato Baldassarre. Il regolamento punta innanzitutto a rispettare la finalità sociale nella destinazione d’uso di tali beni che potranno ospitare quindi “principalmente progetti a scopo sociale, ma prevede anche l’uso a scopo abitativo nonché l’uso per scopi culturali, soprattutto nelle aree più esposte al degrado”, ha spiegato la presidente della commissione Politiche sociali, Agnese Catini. Tuttavia “nel rispetto della normativa vigente secondo la quale, in caso di strutture lucrative, i proventi devono essere destinati ad attività sociali, il regolamento prevede anche questo” ha spiegato la presidente della commissione Patrimonio, Valentina Vivarelli. In pratica Roma Capitale acquisirà il bene e i proventi che giungeranno nelle casse capitoline, dalla concessione a soggetti che svolgono attività a fini lucrativi, saranno destinati alle voci di bilancio sul Sociale. Le concessioni a fini lucrativi “saranno una parte residuale, tuttavia consentiranno maggiori fondi sul sociale – ha spiegato Vivarelli – mentre una percentuale verrà destinata al mantenimento delle strutture”. Un esempio in tal senso viene “dagli ex stabilimenti De Paolis sulla Tiburtina i cui proventi sono stati destinati al piano freddo” ha sottolineato Catini.
I beni confiscati sui quali Roma Capitale potrà manifestare un interesse all’acquisizione, verranno assegnati tramite bando pubblico, con una formula pluriennale e che “verrà stabilita secondo il regolamento sulle concessioni a cui sta lavorando sempre la commissione patrimonio” ha chiarito Vivarelli. Inoltre “sarà prevista anche un’attività costante di monitoraggio delle attività svolte dagli assegnatari – ha spiegato l’assessora Baldassarre – è un percorso fondamentale, quello del monitoraggio attraverso la relazione del referente, perché c’è tutta una parte di mondo finora inascoltata e a cui dobbiamo dare risposte”. Ciascuna struttura avrà infatti un referente che periodicamente relazionerà rispetto alle attività. “I referenti saranno responsabili verso il dipartimento o il municipio di riferimento per l’implementazione dei progetti – ha spiegato il consigliere M5s Nello Angelucci – Abbiamo un’ampia disponibilità di beni confiscati, tra i 700 e gli 800 a Roma, ma andrà fatta una selezione in base alle risorse e alle esigenze della città”.
Su tale punto, con l’obiettivo di individuare le esigenze dei territori “a gennaio si stileranno, in accordo con gli assessori, le linee guida sugli obiettivi da perseguire attraverso le attività presso i beni confiscati – ha spiegato Vivarelli – Chiederemo agli assessori una programmazione sulle attività necessarie e sui progetti che il Comune intende realizzare perchè è fondamentale una visione strategica a priori”.
A seguito di una prima manifestazione d’interesse che sarà valutata anche in accordo con le esigenze manifestate dai municipi “la commissione patrimonio, coinvolgendo gli assessori e i municipi, organizzerà i sopralluoghi, prima dell’assegnazione del bene, per verificare se la struttura è idonea all’attività che s’intende svolgere” ha aggiunto Vivarelli.
Infine per i beni confiscati e ad oggi già assegnati “si lavorerà a una norma transitoria fino a termine concessione, termine oltre il quale anche le strutture ad oggi assegnate andranno a bando” ha spiegato Vivarelli. Al momento 4 proposte di regolamento provenienti da Fdi, Pd, Lista Roma torna Roma e M5s, sono state protocollate e sono all’attenzione delle commissioni Patrimonio e Politiche Sociali. “L’auspicio è arrivare a un atto bipartisan da approvare ad unanimità”, ha concluso Vivarelli.
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