Siccità, il Presidente della Regione Lazio firma il Decreto sullo stato d’emergenza

Siccità, il Presidente della Regione Lazio firma il Decreto sullo stato d’emergenza

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha decretato lo stato di grave emergenza idrica nella Regione: “Ho firmato lo stato di calamità relativamente all’emergenza idrica per chiedere un intervento del governo per riconoscere lo stato di emergenza ed essere vicino a i cittadini, agli allevatori e agli agricoltori. Faremo anche in questo la nostra parte – ha aggiunto – ma è evidente che non è solo la siccità a creare disagio ai cittadini. C’è una gestione della rete idrica che non va bene da parte dei gestori che a mio giudizio devono tornare ad avere una visione più seria sugli investimenti delle reti. Non è possibile che ogni anno la siccità o l’acqua in alcuni quartieri o città sia un problema addirittura da giugno. Queste sono condizioni che in passato, se si verificavano, accadevano ad agosto inoltrato. È vero che c’è un problema di siccità ma c’è anche, e faccio un appello a tutti, la necessità di attuare politiche affinché il tema delle reti idriche e della dispersione tornino ad essere assolutamente prioritari”.

Poi la presa di posizione, fuori tempo massimo, del Presidente di Acea, Luca Lanzalone, che ha descritto lo stato dell’arte dei lavori della Spa su una rete di oltre 1800 chilometri. Purtroppo ci dobbiamo accontentare del numero degli interventi effettuati (250 ndr), sperando che poi l’azienda, come promesso, a parole, si occupi dell’intera rete: “Fino ad oggi – ci dice Lanzaolone – abbiamo riparato 250 perdite diffuse, cosa che ci ha consentito di recuperare acqua, ridare pressione, fruire meglio del bene, e di prelevare meno acqua dal lago di Bracciano. Su questo sono confortanti gli ultimi riscontri: ne stiamo prelevando meno. Due mesi fa – ha ricordato – abbiamo avviato una cabina di regia per il monitoraggio e la riparazione di tutte le perdite occulte all’interno della rete: entro luglio ci siamo proposti di intervenire su 1.800 chilometri di rete ed oggi siamo già oltre 800 monitorati e riparati. Entro la fine dell’anno l’obiettivo è completare tutti i 5 mila chilometri della rete.

Questo sarà il primo intervento su Roma”. Poi da registrare le altre prese di posizione e tra queste quella di Cristiana Avenali, componente della Commissione ambiente del Consiglio regionale: “Con la firma del decreto, da parte del presidente Zingaretti, di dichiarazione dello stato di calamità naturale viene certificata ufficialmente la drammatica crisi nell’ambito dei servizi idrici, sia potabili che irrigui per l’agricoltura, che ha colpito la Regione Lazio, crisi causata certamente dalla mancanza di piogge sia autunnali che primaverili, ma non posso non evidenziare come ci sia stata anche una dissennata gestione dei servizi idrici integrati, che hanno prelevato oltre misura dai siti affidatigli in concessione, basti solo pensare alla drammatica situazione venutasi a creare al lago di Bracciano oppure quella che rischiano le sorgenti del Pertuso e il Simbrivio, nella valle dell’Aniene. Ma grande incidenza, in negativo, ha la situazione di tutta l’impiantistica della rete idrica, che a causa di rotture o di allacci abusivi perde circa il 40% dell’acqua”.

“I vari gestori delle risorse idriche – prosegue la nota – non possono più solo pensare a fare profitto da una risorsa a così importante; bene ha fatto quindi La Regione Lazio a chiedere a Soc. Talete Spa, Acea Ato 2 Spa, Acea Ato 5 Spa, ad Acqualatina Spa, ad Ato 3 Rieti, oltre che al Garante del Servizio Idrico Integrato, verifiche sull’utilizzo dei fondi pubblici per contrastare le perdite di acqua e verifiche sugli investimenti manutentivi in corso e programmati riguardo ai piani di recupero delle perdite fisiche di acqua. Non è davvero più accettabile che chi gestisce il servizio idrico, non si occupi come dovrebbe anche della corretta manutenzione e integrità delle infrastrutture e degli acquedotti. Solo attraverso una ottimale e sostenibile gestione della risorsa idrica, che passa da una efficace manutenzione degli impianti per evitare drammatici sprechi, all’incentivazione di pratiche di riutilizzo di acque reflue depurate e che da una parte riduce la domanda e i consumi e dall’altra incrementa l’efficienza degli usi, si potranno evitare ulteriori emergenze come quella di questi giorni e preservare una risorsa così preziosa. Anche noi singoli cittadini possiamo contribuire ad alleviare un po’ questa crisi adottando azioni semplici di utilizzo e risparmio della risorsa allo stesso tempo abituandoci ad uno stile di vita ‘virtuoso’”.

 

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