Roma. Caso nomine, Raggi si presenta in Procura per incontrare in Pm. Audizione chiesta dalla Sindaca dopo la chiusura delle indagini. “Colloquio molto cordiale. Sono fiduciosa”

Roma. Caso nomine, Raggi si presenta in Procura per incontrare in Pm. Audizione chiesta dalla Sindaca dopo la chiusura delle indagini. “Colloquio molto cordiale. Sono fiduciosa”

“E’ stato un colloquio molto cordiale, del resto lo avevo chiesto io – ha dichiarato la sindaca uscendo dal tribunale – sono fiduciosa”.

La sindaca è stata accompagnata in procura dai suoi legali che hanno depositato un parere dell’amministrativista Federico Tedeschini sulla legalità della nomina di Salvatore Romeo, ex capo della sua segreteria politica. “Nessuna irregolarità, abbiamo depositato un parere ‘pro veritate’ che sostiene la legittimità della nomina di Romeo in base all’ex articolo 90 del Tuel, il Testo unico degli enti locali”, hanno spiegato a conclusione del colloquio i difensori della sindaca, Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo.

Raggi, ha incontrato i Pm, Paolo Ielo e Francesco Dall’Olio . Quello di giovedì sera era un passaggio, dopo l’avviso di chiusura di indagine ricevuto dalla prima cittadina circa 20 giorni fa per falso e abuso d’ufficio in relazione alla nomina del fratello di Raffaele Marra, Renato, alla direzione Turismo del Campidoglio (incarico poi revocato), e quella di Salvatore Romeo a capo della sua segreteria politica.

Come detto si è trattato di una audizione chiesta espressamente dalla Raggi ed è nelle regole che fanno parte delle prerogative concesse agli indagati e che possono essere chieste dagli stessi immediatamente dopo aver ricevuto l’avviso che sentenzia la chiusura delle indagini. La scelta della Raggi è stata fatta in pieno accordo con i suoi legali Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo, che avevano già depositato una memoria difensiva.

Raggi deve rispondere alle accuse della Procura di Roma ovvero l’abuso d’ufficio nella nomina del capo della sua segreteria politica: la nomina di Salvatore Romeo nell’estate del 2016, di fatto gli triplicò lo stipendio, da 39 mila euro lordi l’anno, a 110 mila, scesi successivamente a 93 mila dopo l’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Per quanto riguarda, invece, la nomina del vigile urbano Renato Marra la sindaca è sotto indagine per aver dichiarato che aveva deciso lei da sola ogni dettaglio di tale scelta, senza consultare l’allora capo del personale del Campidoglio Raffaele Marra, fratello di Renato.

Questa circostanza, contestano i legali della difesa è palesemente smentita dalle chat, tra la sindaca e l’ex capo del personale, nelle quali Raggi rimprovera a Marra di averla ‘messa in imbarazzo’ per aver scelto il fratello Renato senza consultarla.

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