Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Sergio Staino una lettera di Cinzia Scaffidi sulle ambiguità del Pd. Vi aggiungiamo la vignetta di Claudio Mellana

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Sergio Staino una lettera di Cinzia Scaffidi sulle ambiguità del Pd. Vi aggiungiamo la vignetta di Claudio Mellana
Quest’oggi vi invio un’unica lettera. Me l’ha mandata Cinzia Scaffidi, una carissima compagna amica di vecchia data, membro dello storico gruppo che negli anni ’80 diede vita prima a Slow Food e poi a Terra Madre. La lettera mi mette molto in crisi perché sottolinea un problema da noi ampiamente sottovalutato e sul quale io stesso ho opinioni labili e contraddittorie. In omaggio una vignetta di Claudio Mellana.
Ciao
Sergio Staino
Caro Sergio,
mentre ci raccontiamo come ci piacerebbe che fosse il PD, o la sinistra, o la politica, la vita va avanti.  E, nella vita vera, quel PD che è come non dovrebbe essere fa passare in Commissione Affari Esteri il CETA, votando di comune accordo con la destra.
E’ lo stesso PD che parla di biodiversità, ambiente, contrarietà agli ogm, tutela della salute pubblica attraverso un’agricoltura di qualità ed eccellenza. E’ lo stesso PD che parla di Made in Italy. E’ il governo che vara mille leggi e leggine che mettono letteralmente in croce i piccoli imprenditori, che pure cercano di rispettarle, perché se vogliono far bene il loro mestiere devono passare anche di là. Ma poi quello stesso governo spalanca le porte del mercato ai prodotti di imprenditori che a casa loro possono lavorare rispettando molte meno leggi e leggine, e usando molti più prodotti chimici (da noi giustamente vietati) per abbassare i costi di produzione (e ti saluto protezione della salute pubblica) e confrontarsi poi sul mercato con i prodotti di qualità del Made in Italy, che sono costati di più perché sono più buoni ma questo sugli scaffali sarà impossibile vederlo.
E’ lo stesso PD che dice che vuole far la guerra al lavoro nero, ma poi traccheggia su tutti i provvedimenti che potrebbero limitarlo, e anzi, ancora con il CETA non potrà che favorirlo: perché quando devi contrarre i costi di produzione, e hai risparmiato su tutto, non ti resta che risparmiare sui diritti dei tuoi simili. Io non lo so, non lo capisco, cosa succede quando si viene eletti ad un incarico di politica istituzionale. Ma qualcosa evidentemente va storto, come se davvero si uscisse dalla vita vera e si entrasse in una dimensione parallela. A pochissimi non succede, e diventano miti, eroi del popolo. Pertini, La Pira, Berlinguer, Moro. Sicuramente ce ne sono altri, ma non tantissimi altri.
Nella vita vera la gente si ritrova a uscire pazza per leggi che non sono collegate tra loro, perché le hanno fatte politici che vivevano in quell’altra dimensione. Nella vita vera la gente assiste basita a banche che derubano i loro clienti e vengono poi salvate dai politiche che abitano quell’altra dimensione. La domanda, l’unica che mi vien voglia di fare a tutti i “miei” politici di sinistra è: per chi state lavorando? E vorrei che non mi rifilassero risposte precotte, vorrei che mi dicessero la verità. Anche se non è quella che mi piacerebbe sentire.
Quello che mi piacerebbe sentire l’ha già detto, circa 2500 anni fa un signore che si chiamava Pericle: «Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.». Magari potrei aggiungere anche il suo nome alla lista dei politici che non vivevano su Second Life. Ma resta il fatto che mi non mi vengono in mente nomi di gente in vita.
Ciao
Cinzia