Reggio Emilia. Possibile chiude il suo Politicamp con Civati, Fratoianni, Speranza e Capelli. Prove di unità a sinistra per cambiare l’Italia

Reggio Emilia. Possibile chiude il suo Politicamp con Civati, Fratoianni, Speranza e Capelli. Prove di unità a sinistra per cambiare l’Italia

Nella domenica di chiusura di Politicamp, l’iniziativa di Possibile che dal 2010 ha luogo nella splendida cornice del Chiostro della Ghiara, Pippo Civati, il padrone di casa, Nicola Fratoianni, il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Roberto Speranza, coordinatore di Aticolo1-Mdp, insieme al portavoce di Campo Progressista Alessandro Capelli fanno prove di costruzione del soggetto politico a sinistra. Sul palco del Chiostro di Politicamp a Reggio Emilia, si confrontano quattro progetti, con molte cose in comune, ma anche con alcune evidenti distanze, politiche e culturali. Però, almeno, domenica mattina a Reggio Emilia si sono ascoltate parole importanti che indicano alcune idee chiare sul futuro della sinistra in Italia.

Pippo Civati: “il nostro obiettivo non è solo unire la sinistra ma cambiare l’Italia”

“Facciamo un manifesto tutti insieme e uniamo l’Italia perché il nostro obiettivo non è unire la sinistra ma cambiare l’Italia”, dice Pippo Civati, concludendo il confronto e l’iniziativa della tre giorni di incontri e dibattiti, organizzata come ogni anno da Possibile. “Per favore non dividiamoci – è il suo appello -, non lo capirebbe nessuno: se facciamo due liste andiamo incontro a una tragedia politica”. Inoltre, Civati conferma una linea decisiva: “si va senza il Pd perché ha scelto una linea politica di centro con un leader che non parla più con nessuno, che ha scritto un libro per attaccare tutti quelli come me o come Prodi, Letta… Insomma il Pd non rappresenta più la tradizione del centrosinistra italiano”. Per Civati, quello in corso a sinistra, “per la prima volta non è un dibattito tra correnti del Pd ma fuori dal Pd e dobbiamo essere meno presuntuosi con chi esce dal Partito Democratico: anche chi esce per ultimo è il nostro primo elettore. Il messaggio più importante è la squadra, il motivo per cui il Pd è finito è perché si è deciso di avere un capo a cui dire sempre di sì”. E ancora, “Ora dobbiamo fare una campagna elettorale insieme, non per prendere un voto in più del 3%, ma per prendere un voto in più degli altri”. Sui profughi: “dire di aiutarli a casa loro ha fatto cadere l’unica cosa che differenziava Matteo Renzi dagli altri, per il resto aveva già attuato il programma di Berlusconi”. E infine l’appello ai dissidenti nel Pd: “l’unico modo per cambiare il Pd è non votarlo più. Lo dico al compagno Cuperlo che è là, ostaggio del Pd, e non riesce a liberarsi”. Civati ha chiuso con una considerazione che di questi tempi a sinistra non molti fanno, la battaglia per la pace in un mondo devastato dalla “guerra a pezzi”, come sostiene papa Francesco. L’attacco di Civati al governo e al Pd è senza equivoci: “noi siamo pacifisti, ci piace pensare che non si possono più vendere le armi ai paesi in guerra e ai paesi con forti problemi coi diritti umani, come purtroppo il governo Gentiloni continua a fare”.

Fratoianni: “una lista unitaria a sinistra che abbia il coraggio di un’alternativa radicale”

“Proponiamo a tutti – dice il segretario di Sinistra italiana – la costituzione di una lista della sinistra di questo paese, a patto che questa lista abbia il coraggio di un’alternativa radicale a quelle politiche che hanno portato il paese a cinque milioni di persone in povertà assoluta. Sul programma siamo molto avanti: c’è la possibilità di costruire una piattaforma chiara, semplice, in tempi brevi”, assicura Fratoianni. “A volte – aggiunge Fratoianni – il meglio è nemico del bene: dobbiamo evitare che per non fare una coalizione un po’ litigiosa si finisca col fare due-tre coalizioni un po’ litigiose. Non mi interessa fare le analisi del sangue per vedere chi lo ha più rosso”. “Sarebbe molto bello e utile – è l’auspicio di Fratoianni – andare e fare insieme campagna elettorale nel Paese e raccontare l’idea che abbiamo del Paese”.

Speranza: “costruiamo un quarto polo alternativo alle destre, a Grillo e al Pd”

Per Roberto Speranza con l’incontro a Reggio si è fatto “un passo avanti verso una nuova forza progressista” alternativa alle destre e al Partito democratico che ormai, come ama ribadire, “è diventato un partito centrista, personale e prenditutto”, dopo aver ribadito che se il Pd “copia la destra, diventa di destra”. Secondo il coordinatore nazionale di Articolo1-Mdp, “c’è un buco enorme nel nostro sistema politico: manchiamo noi, un altro campo”. “La scelta – sostiene – non può essere solo fra Grillo, la destra e Renzi perché esiste altro. Serve non soltanto la volontà, ma soprattutto il coraggio della radicalità e dell’alternativa. Dobbiamo insieme costruire questa proposta, si fa solo se si condivide la prospettiva di costruire un quarto polo alternativo alle destre e al Partito Democratico: è la condizione necessaria per dare credibilità a questo progetto”.

Che il confronto fosse stato gudicato importante e finalmente chiaro nelle prospettive di unità è stato poi confermato dal lungo e tenace applauso delle centinaia di persone che hanno partecipato al Politicamp nel Chiostro della Ghiara di Reggio Emilia. La sensazione diffusa era quella di un popolo che proviene da movimenti ed esperienze differenti, ma che ora vuole mescolarsi, contaminarsi, unirsi in un unico soggetto politico, e che non ha timore di parlare e dire cose di sinistra. Abbiamo visto gente di Sinistra Italiana abbracciare quelli del movimento di Civati, sindacalisti di solito imbronciati quando si parla di sinistra, aprirsi finalmente ad un sorriso di speranza, giovani, tanti giovani, partecipare, applaudire, discutere tra loro. Di cosa? Soprattutto della lezione che viene da Corbyn, sulla gratuità e universalità dell’istruzione. E se il segreto della nuova sinistra fosse proprio il rispetto di quel popolo, convenuto al Chiostro della Ghiara, in una bollente mattina di luglio?