Milano. Forza Nuova provoca il Pd, prima con manifesti affissi ai circoli, tipo “Vendesi”, poi sostenendo la sua svolta razzista e “forzanovista”. L’allarme dell’Anpi

Milano. Forza Nuova provoca il Pd, prima con manifesti affissi ai circoli, tipo “Vendesi”, poi sostenendo la sua svolta razzista e “forzanovista”. L’allarme dell’Anpi

La notte scorsa sono stati affissi a Milano manifesti firmati da Forza Nuova all’esterno delle sedi di una quindicina di Circoli del Partito Democratico. Ne dà notizia il presidente dell’Anpi provinciale di Milano, Roberto Cenati, il quale sottolinea che “Milano è stata da tempo scelta dalle organizzazioni neofasciste e neonaziste come luogo di incontri, di convegni e manifestazioni anche a livello europeo”. “Dopo l’irruzione di Casa Pound in Consiglio Comunale del 29 giugno scorso si assiste ad un crescendo di provocazioni neofasciste e neonaziste che destano profonda preoccupazione in tutti noi – scrive Cenati in una nota -. Nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 luglio sono stati affissi a Milano manifesti firmati da Forza Nuova all’esterno delle sedi di una quindicina di Circoli del Partito Democratico”. “Mentre esprimiamo la nostra solidarietà al Partito Democratico metropolitano – continua il presidente dell’Anpi milanese – chiediamo alle pubbliche autorità di intervenire con fermezza per individuare e denunciare i responsabili di queste continue provocazioni neofasciste che si verificano nel cuore della nostra città. La Costituzione repubblicana, le leggi Scelba e Mancino devono essere rispettate ed applicate”.

Botta e risposta tra PD e Forza Nuova a Milano, dopo che alcuni militanti del movimento di estrema destra hanno affisso la scorsa notte alcuni manifesti davanti alle sedi di 15 circoli del Partito Democratico. Sui manifesti, elaborati come i classici cartelli ‘Vendesi’, i militanti di Forza Nuova hanno scritto: “Venduti, a Soros, De Benedetti e ad ogni nemico della patria”. “La migliore risposta all’ennesima provocazione dei neofascisti di Forza Nuova, che nella notte hanno affisso cartelli sulle sedi di quindici nostri circoli, è il pranzo interculturale organizzato oggi nel corso della Festa de l’Unità, presso l’ex Scalo Farini. Espressione della Milano che conosco e in cui mi riconosco: una città che parla una lingua comune, ma capace di valorizzare il contributo che ciascuno nella sua diversità può esprimere”, ha affermato il segretario metropolitano del PD, Pietro Bussolati.

“Ai fascisti di oggi” – ha aggiunto Bussolati – “diciamo che continueremo a impegnarci perchè la nostra città non sia un luogo dove si costruiscono muri, ma si collabora insieme e si lavora per costruire, con pragmatismo e intelligenza, una società dove convivono diritti e doveri”. Non si è fatta attendere la replica-spiegazione di Forza Nuova che, attraverso il suo segretario nazionale, Roberto Fiore, ha fatto sapere che “l’azione” della scorsa notte “esprime senza mezzi termini la ferma condanna dell’operato del principale partito di governo, colpevole di aver compiuto passi avanti determinanti nella consegna dell’Italia a quei poteri forti che travalicano gli interessi del nostro popolo. Gli ultimi capitoli della saga dell’accoglienza lo hanno ampiamente dimostrato: l’intento di destabilizzare l’Italia, messo in atto da personaggi come Soros, trova proprio in questo PD – e nel suo primo tesserato De Benedetti, vero Soros italiano, ma con residenza svizzera – il primo attore protagonista, grazie al supporto costante che il suo governo dà alle navi ‘negriere’ gestite dalle Ong”. Per questo motivo, ha sottolineato Fiore, “paradossalmente, il messaggio europeo di non voler cedere all’ormai nota richiesta italiana di una maggiore ed esclusiva accoglienza, andrebbe cavalcato proprio dalle forze rivoluzionarie anti-sistema, come Forza Nuova. Se già l’Italia a guida Renzi era priva di credibilità, ora con il prestanome Gentiloni è stato superato il limite del ridicolo: assistiamo a un ex presidente del consiglio che, dopo aver strenuamente sostenuto l’invasione e la legge sullo Ius Soli, tenta una rocambolesca marcia indietro in salsa (quasi) forzanovista, azzardando un ipotetico numero chiuso sui nuovi ingressi di clandestini, quasi a voler correggere il tiro dopo le rivelazioni della Bonino e del ministro Mauro, ma, di fatto, facendo da suggeritore non sincronizzato all’attuale governo”.