L’Unione Inquilini chiede al Comune di Roma 10mila alloggi subito. 15mila le famiglie in graduatoria, consegnati solo 500 appartamenti

L’Unione Inquilini chiede al Comune di Roma 10mila alloggi subito. 15mila le famiglie in graduatoria, consegnati solo 500 appartamenti
“Negli ultimi tre anni sono state presentate 3mila domande per una casa popolare, ne sono state assegnate solo 700. Tutto questo è intollerabile”. E’ quanto denunciato da Fabrizio Ragucci, della segreteria romana dell’Unione inquilini, che lunedì mattina ha presentato i dati del dipartimento capitolino politiche abitative sulle graduatorie per le case popolari, sfratti e occupazione abitative.
 
Consegnati 500 appartamenti, contro le 15mila famiglie ammesse in graduatoria
 
“Seppur come in una goccia del mare si è iniziato a dare le case a chi ne ha diritto, ma 500 appartamenti contro le 15mila famiglie che sono state ammesse alle graduatorie sono appunto una goccia”. Così ha commentato ai giornalisti a margine della conferenza, Guido Lanciano, segretario provinciale dell’unione inquilini. Lanciano ha poi aggiunto: “Non c’è dialogo con l’assessore: non c’è stato nessun incontro diretto, ne abbiamo avuti alcuni in commissione capitolina. Quello che loro fanno, lo fanno nelle loro stanze, ma non c’hanno mai chiesto una nostra opinione. La delega per la casa è di Mazzillo, che però ha tante altre deleghe, servirebbe qualcuno che si dedichi totalmente alle politiche abitative e al patrimonio”.
 
Lanciano: “Nella capitale, ogni giorno, ci sono 12 sfratti per morosità”
 
“Gli sfratti per morosità – ha proseguito il segretario provinciale dell’unione inquilini – sono 12 ogni giorno: uno stillicidio continuo. Nonostante questo ci sono tantissime case vuote. Chi non ha i redditi per sopportare gli affitti dovrebbe avere diritto a un alloggio popolare”. “Bisogna calmierare il mercato e inoltre servono subito 10mila case nuove per le famiglie che ne hanno bisogno”.
 
Ecco i numeri veri di quella che a Roma da sempre è una delle prime emergenze
 
Ma ecco i numeri di quella che da sempre è una delle principali emergenze per la Capitale. Sono 10.516 i nuclei familiari ammessi alle graduatoria Erp a giugno 2017. A fronte di questi numeri le assegnazioni di alloggi popolari sono state 774 (280 nel 2015 e 494 nel 2016) ai quali bisogna aggiungere i 278 appartamenti assegnati attraverso il bando del 2000 e i 496 (assegnati tra 2015 e 2017) del bando 2012. Infine tra il 2014 e l’anno successivo sono stati assegnati extragraduatoria 37 alloggi.
 
Buono casa: su 1.400 quote di contributi erogabili, utilizzati solo 25
 
Per quanto riguarda invece il buono casa, su 1.400 quote di contributi erogabili, ne sono stati utilizzati solo 25 nel 2015, 100 nel 2016 e, si stima, 120 quest’anno. I tempi medi di attesa per l’erogazione del buono sono fra i 15 e i 30 giorni dalla presentazione della domanda.
 
Restano nei Caat (i residence) 1400 cittadini. Nel 2018, forse, scenderanno a 1022
 
Gli ospiti nei Caat (i residence) sono a giugno circa 1.400, le previsioni per il 2018 ne stimano 1.022. In queste strutture gli sfratti si sono susseguiti negli anni: 156 le famiglie mandate via nel 2015, 140 nel 2016 e 180 si prevede verranno sfrattato entro fine anno. Nel 2016 sono stati effettuati 3.215 sfratti, 12 al giorno. Le occupazioni abitative in città sono circa 3mila: mille quelle storiche, 800 le nuove e un altro migliaio quelle in edifici dismessi non censite.
I fondi stanziati dalla delibera della Regione per il recupero di alloggi da utilizzare per soddisfare le graduatorie Erp sono stati 40 milioni nella prima fase (di cui 10 già impegnati direttamente dalla Regione per l’Ipab S. Michele) e 121 milione nella seconda fase. Il costo medio di un alloggio – dicono dall’unione inquilini – è di 70mila euro, con 30 milioni se ne possono realizzare circa 400. A oggi le persone interessate alla ripartizione di questi alloggi sono circa 15mila.