Londra. Centomila in marcia per dire no all’austerità e alle politiche dei conservatori. Il cambiamento porta un nome: Jeremy Corbyn

Londra. Centomila in marcia per dire no all’austerità e alle politiche dei conservatori. Il cambiamento porta un nome: Jeremy Corbyn

Più di centomila persone hanno manifestato ieri sera a Londra per protestare contro il governo conservatore di Theresa May. Lo slogan della protesta era  “Not One Day More”, Non un giorno di più con politiche di austerità. Un gigantesco corteo ha invaso il centro della capitale inglese, partendo dalla sede della BBC, la televisione pubblica a Portland Place per muoversi verso Parliament Square, per ascoltare le parole dei numerosi leader della protesta, tra i quali, il più applaudito, il capo dei laburisti, Jeremy Corbyn. Tra i cartelli dei manifestanti, si poteva leggere: “Austerity kills”, l’austerità uccide; “Kick the Tories out”, diamo un calcio ai conservatori. Molti cantavano passando tra le strade, Not one day more.

Quando ha preso la parola, tra le ovazioni dei centomila londinesi, Jeremy Corbyn ha voluto subito ribadire che “i conservatori sono in ritirata, l’austerità è in ritirata, le giustificazioni dell’austerità sono in ritirata. Sono i valori della giustizia sociale, dell’unità, della gente che insieme si oppone al razzismo e contro tutti coloro che vorrebbero dividerci, gli unici ad essere davvero in avanzata”. La folla cantava “Oh Jeremy Corbyn” e “Tories out” durante la manifestazione, mentre molti portavano cartelli con su scritto “Giustizia per Grenfell”, il grattacielo andato a fuoco provocando un centinaio di morti, tra i quali una giovane coppia di architetti italiani.

La BBC ha seguito in diretta la manifestazione, intervistando alcuni manifestanti. Uno di loro ha detto: “sono stato motivato dalla rabbia, perché ciò che si prevede sotto il governo conservatore non è nulla di buono. Ci sono stati tagli ad ogni servizio sociale, per pura negligenza. Come diavolo si può pensare di tagliare i servizi vitali?”. E sulla pagina Facebook degli organizzatori è comparso un post con il quale si invitano “tutti – dai gruppi che organizzano le campagne elettorali alle comunità in tutto il paese, dai sindacati alle forze politiche a ciascun cittadino – a mobilitarsi assieme a noi per una dimostrazione di massa di forza e solidarietà”. Il post prosegue: “manifestiamo ora contro un governo impegnato nelle politiche di austerità, dei tagli e delle privatizzazioni. Manifestiamo ora per un servizio sanitario decente, per il sistema dell’istruzione gratuito, per la casa, il lavoro e migliori condizioni di vita per tutti”. Coincidono con precisione scientifica col programma che Jeremy Corbyn ha lanciato durante le elezioni di maggio, e che hanno garantito ai laburisti una vittoria inattesa e straordinaria. Qualcosa si grande sta muovendosi nel Regno Unito, dopo i periodi bui della Brexit, delle dimissioni di Cameron, e del governo May. Qualcosa la cui spinta ha un nome e un cognome: Jeremy Corbyn, e la sua testarda incredibile meravigliosa voglia di socialismo.

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