I vescovi, con monsignor Galantino, bacchettano l’egoismo di Renzi e del governo, che deumanizzano i migranti. Galantino: “invece di ‘aiutarli a casa loro’ meglio liberi di partire e liberi di restare”

I vescovi, con monsignor Galantino, bacchettano l’egoismo di Renzi e del governo, che deumanizzano i migranti. Galantino: “invece di ‘aiutarli a casa loro’ meglio liberi di partire e liberi di restare”

Matteo Renzi doveva aspettarsele le bacchettate sonore da parte della Chiesa cattolica di papa Francesco, dopo le sue temerarie esternazioni sui migranti di qualche giorno fa, quando vennero lanciate come le prime “rivelazioni” del suo nuovo libro. In particolare, quelle parole: “non possimo accoglierli tutti, vanno aiutati a casa loro”, pare abbia fatto infuriare il pontefice, che fin dai primi giorni della sue elezione insiste sul tema dell’accoglienza e della “globalizzazione dell’indifferenza”.  E da parecchie settimane, il quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, si è fatto portavoce dello straordinario lavoro delle navi Ong e del loro ruolo nel Mediterraneo per la salvezza delle persone migranti, quando invece alcuni settori della politica, M5S, e poi anche Forza Italia, il Pd e il governo, cercavano di utilizzarle come capri espiatori per non muovere un dito. Il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in più occasioni ha scritto editoriali di fuoco contro l’ipocrisia di alcuni politici italiani, tanto cinici da superare perfino Matteo Salvini, nella ricerca del consenso facile sui migranti. Lo stesso Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, ispirato direttamente da papa Francesco, non aveva esitato a stigmatizzare il comportamento di Italia ed Europa (erano i giorni del G7 di Taormina) che disumanizzando i migranti esprimono forme di egoismo, non particolarmente coerenti con lo spirito del Cristianesimo e con il messaggio evangelico (da ricordare che Renzi, Gentiloni e l’ineffabile Angelino Alfano hanno dichiarato di fare la Comunione domenicale, mentre Angela Merkel è fede luterana). Giovedì è la volta di monsignor Nunzio Galantino a prendere le distanze da Matteo Renzi, e dalle sue frasi paraleghiste, senza esitare in bacchettate efficaci, certo con lo spirito del pastore cattolico che nei confronti di chi sbaglia, Renzi, usa il discernimento e la saggezza della verità.

Le sagge e determinate bacchettate di monsignor Galantino a Renzi e a tutti coloro che sono d’accordo con lui

Così, aiutarli a casa loro, la nuova parola d’ordine di Matteo Renzi sull’emergenza migranti viene percepita dalla Chiesa italiana come una vera e propria rottura della cultura e della solidarietà, che da anni è il motore che spinge la rivoluzione di papa Francesco (mai dimenticare il tema dell’anno giubilare straordinario, la misericordia, con quel motto Misordes sicut Pater). Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, il numero due, dopo il nuovo presidente monsignor Gualtiero Bassetti, esprime tutta le perplessità delle gerarchie ecclesiastiche per la svolta “leghista” dell’ex premier Renzi, mettendolo non poco in imbarazzo. Quello slogan, secondo monsignor Nunzio Galantino può anche dare consensi, ma è peggiore del male perché “non aiuta a capire veramente il problema” legato al fenomeno migratorio. Una espressione, ha poi spiegato mons. Galantino, “troppo generica” che, oltretutto, non spiega in alcun modo con quali mezzi e strumenti tutto ciò verrebbe attuato concretamente. Meglio dire ‘liberi di partire, liberi di restare’, derivato direttamente da uno dei discorsi di papa Francesco, che nella liturgia di domenica prossima sarà rinnovato in tutte le chiese d’Italia. Galantino, seguendo dunque il magistero del papa insiste: “tenere conto della libertà che hanno gli uomini di partire e anche di restare. Le persone se vogliono restare devono essere messe in condizione di farlo”. E dunque, la Chiesa bacchetta Renzi e insiste sull’umanizzazione dell’accoglienza. Sembra poco? Sembra un diverbio di poco conto tra i vescovi e Renzi? Affatto. Si tratta di divergenze profonde, culturalmente e politicamente (diremmo anche evangelicamente). La presa di distanza non poteva essere più netta.  Ed ecco la bacchettata che giunge fortissima sulle mani non solo di Renzi e Gentiloni, ma anche di Macron e di altri governanti europei: “distinguere i migranti che scappano dalla guerra da quelli che scappano dalla povertà, per accogliere solo i primi e respingere i secondi, distinguere tra profughi di guerra e migranti economici è come fare la distinzione se uno preferisce morire impiccato o alla sedia elettrica”, taglia corto.

Le reazioni. Renzi: “voglio aiutarli davvero”. Righetti: “è come dice Galantino”, ma finge di non capire il centro del problema, la qualità dell’accoglienza

Come hanno reagito Renzi e il Pd dinanzi alle bacchettate della gerarchia ecclesiastica? Con l’astuzia del camaleonte. Se Renzi infatti è intervenuto indirettamente sottolineando un avverbio “di affermazione”, come recita la grammatica italiana, quel “davvero a casa loro” che dovrebbe costituire la differenza tra lui e Salvini, il neonominato responsabile della comunicazione Pd, Matteo Righetti, invece dà perfino ragione a monsignor Galantino, usando appunto l’astuzia del camaleonte. “E’ come dice mons Galantino”, scrive l’ineffabile Righetti. “Infatti noi diciamo: cooperazione internazionale, operazioni di pace, investimenti e sviluppo per i Paesi da cui partono i migranti”. Lo sforzo è appunto quello di tradurre le parole di Renzi, e farle coincidere con quelle di Galantino, il quale però, come abbiamo visto, ha bacchettato su un altro livello del ragionamento, “liberi di partire, liberi di restare”, senza distinguere tra migranti economici e profughi, come si distingue tra “chi vuole impiccarsi e chi è condannato alla sedia elettrica”. La Chiesa italiana ha avuto il coraggio di bacchettare i potenti del Pd sulla qualità umana dell’accoglienza, criticandola aspramente. I potenti del Pd hanno replicato che per i prossimi 50 anni, il benessere giungerà nei borghi africani. E intanto, di coloro che ancora arrivano che ne facciamo? La risposta? Nel prossimo di libro di Renzi.

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