G20 ad Amburgo. Trump-Putin: faccia a faccia di 140 minuti, accordo sul cessate il fuoco in Siria. Il messaggio “provocatorio” del papa

G20 ad Amburgo. Trump-Putin: faccia a faccia di 140 minuti, accordo sul cessate il fuoco in Siria. Il messaggio “provocatorio” del papa

Alla Filarmonica di Amburgo per ascoltare l’Inno alla Gioia dalla Nona Sinfonia di Beethoven tutti i leader mondiali insieme ai propri partner hanno tributato un applauso ad Angela Merkel. E’ stata lei a fare gli onori di casa oggi all’apertura del G20 ad Amburgo, ad accompagnare Putin al tavolo dei Grandi, a parlare a lungo con Trump, Macron e gli altri capi di Stato e di governo per venire a capo dei “negoziati difficili”, soprattutto su commercio e clima. Ma la prima giornata del summit è stata segnata soprattutto dall’incontro tra il presidente russo e il presidente americano. Prima una stretta di mano all’apertura dei lavori, poi un incontro bilaterale alla presenza del segretario di Stato americano, Rex Tillerson e del ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Ben 140 minuti è durato l’incontro faccia a faccia tra Trump e Putin.

140 minuti di faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin. Deciso il cessate il fuoco nel sud ovest della Siria

Il passo in avanti più significativo pare essere quello sulla Siria: l’accordo per un cessate il fuoco nel Sud-Ovest che entrerà in vigore a mezzogiorno, ora di Damasco, del 9 luglio. Il colloquio da entrambi le parti è stato definito costruttivo. Si è parlato anche della crisi in Ucraina, della lotta al terrorismo e al cybercrime, con uno scambio “molto deciso” anche sulle interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali americane. Riflettori dunque tutti puntati sul faccia a faccia Russia-Usa, con Putin che proprio per la lunghezza del colloquio con Trump ha chiesto scusa al premier giapponese Abe ed è poi arrivato in ritardo al concerto. Secondo fonti giornalistiche americane, gran parte del tempo è stato speso sulla Siria. A sua volta, Putin ha negato qualunque interferenza nelle elezioni americane, ed ha chiesto le prove. Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha poi aggiunto che il disaccordo avrebbe potuto essere “rischioso”, ma che i due paesi hanno invece cercato di “fare progressi”.

Le immagini del summit

Tante le immagini del summit: da quelle ‘scanzonate’ dell’arrivo del primo ministro canadese Justin Trudeau che scendendo dall’aereo ha preso insieme a sua moglie per mano suo figlio in un classico ‘vola vola’ a quelle curiose di Macron che rompendo il protocollo ha lasciato la sua posizione nella foto di famiglia per parlare con il presidente americano Trump. Proprio quest’ultimo è stato il più ‘ricercato’ (ha scherzato anche con Erdogan) mentre è apparso un po’ più isolato il presidente russo. E tanti i temi sul tavolo: il G20 chiederà al Consiglio Onu “una risposta proporzionata” sulla Corea del Nord, si è trovato unito sul tema del terrorismo mentre sul clima e il commercio le posizioni restano distanti con gli Usa, anche se i toni sarebbero stati più soft e alla fine si sta lavorando ad un compromesso sul comunicato finale. Del resto si è appellata proprio alla necessità di “trovare dei compromessi” la cancelliera tedesca che ha subito ricordato le aspettative di milioni di persone sulla possibilità di soluzioni ai problemi del mondo, “abbiamo di fronte grandi sfide”.

Il messaggio di papa Francesco ai leader del mondo

Infine, c’è da registrare la lettera di papa Francesco ai leader dei 20 paesi più industrializzati del mondo. Dare priorità ai poveri, ai profughi, agli esclusi, e mettere fine alle “inutili stragi” e alla “corsa agli armamenti”. Il messaggio del papa al G20, in corso ad Amburgo, è un appello a costruire una pace che non sia solo economica. E a prendere in considerazione il fatto che la maggioranza dei popoli, esclusi dal Gruppo dei grandi perché contano solo il 10% da un punto di vista economico, sono quelli sui quali costruire uno sviluppo equo, sostenibile, capace di includere. E papa Francesco ribadisce anche il suo ‘no’ a muri di ogni tipo, quando invita a considerare misure che favoriscano la “libera circolazione” delle persone.  “La storia dell’umanità – scrive Bergoglio – anche oggi, ci presenta un vasto panorama di conflitti attuali o potenziali. La guerra, tuttavia, non è mai una soluzione”. E quindi il papa aggiunge: “Mi sento obbligato a chiedere al mondo di porre fine a tutte queste inutili stragi”. Lo scopo del G20 “è quello di risolvere in pace le differenze economiche” ma “ciò non sarà possibile se tutte le parti non si impegnano a ridurre sostanzialmente i livelli di conflittualità, a fermare l’attuale corsa agli armamenti”. Poi l’invito all’accoglienza: “E’ possibile mettere in moto processi che siano capaci di offrire soluzioni progressive e non traumatiche e di condurre, in tempi relativamente brevi, a una libera circolazione e alla stabilità delle persone che siano vantaggiosi per tutti. Tuttavia, questa tensione tra spazio e tempo, tra limite e pienezza, richiede un movimento esattamente contrario nella coscienza dei governanti e dei potenti”.