D’Attorre (Mdp): stiamo costruendo dal basso una grande forza di sinistra, distante dal renzismo. Pisapia? Ha detto che conferma il suo impegno. Le candidature? Le deciderà il collettivo. L’informazione spazzatura demonizza D’Alema e Bersani

D’Attorre (Mdp): stiamo costruendo dal basso una grande forza di sinistra, distante dal renzismo. Pisapia? Ha detto che conferma il suo impegno. Le candidature? Le deciderà il collettivo. L’informazione spazzatura demonizza D’Alema e Bersani

Alfredo D’Attorre, deputato di Articolo1-Mdp, uno dei dirigenti fra i più impegnati nella costruzione di una grande forza della sinistra, alternativa al Pd, a partire dalle politiche sociali, si mostra sorpreso, “ma non troppo” – ci dice – del chiasso dei media sull’annuncio di Pisapia a non candidarsi alle prossime elezioni politiche. Repubblica che ha “adottato” l’ex sindaco di Milano fin da quando dette vita a Campo progressista e poi ha proseguito con interviste, dichiarazioni un giorno sì e un altro pure gli offre il titolo di apertura, di fatto, di prima pagina. Non solo. “Pisapia a Mdp: non mi candido”, questo il titolo. Ora si dà il caso che l’ex sindaco di Milano parlava ad un convegno promosso dalla Cgil sul tema “democrazia e lavoro”. Nel corso dell’intervento ha detto: “Non penso lontanamente di candidarmi alle prossime elezioni”. Che c’entrano Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema, Enrico Rossi, i fondatori di Articolo1-Mdp? Il quotidiano di Largo Fochetti che non ha alcuna simpatia per questo movimento, lascia intendere che se Pisapia si ritira la colpa è di Mdp. Non a caso l’editoriale scritto dal capo redattore, Claudio Tito, fa sapere che “Pisapia fa un passo indietro perché non vuole farsi invischiare nelle trame di D’Alema, nei rancori di Bersani e nei negoziati infiniti fra partitini che a volte non arrivano all’1%”. Salva il governatore della Toscana perché forse lo conosce poco. Titolo dell’editoriale “La dissipazione del centrosinistra”. Una goduria per Renzi Matteo.

La Repubblica nasconde il dramma della povertà assoluta e attacca Mdp

D’Attore, come dicevano, si mostra “sorpreso”, non tanto per l’annuncio di Pisapia, poi da lui precisato in “ho solo ribadito che non ho velleità personali, ma il mio impegno per un nuovo centrosinistra prosegue più forte”. Ma per il fatto che in una giornata in cui Istat rende noto che la povertà assoluta nel nostro Paese riguarda milioni di persone, i giovani in primo luogo, se si aggiungono anche famiglie che vivono in povertà relativa, siamo sopra i dieci milioni, un “dramma”, dice D’Attorre, in prima pagina non c’è segno di un titolo che dia notizia. O meglio, una furbizia giornalistica, un titolo c’è, a una colonna: “Il caso: la povertà dei ragazzi”. Un editoriale di Chiara Saraceno che si può leggere a pagina 29. D’Attorre puntualizzata la situazione non sfugge al “problema” Pisapia. Intanto chiarisce che non è la prima volta che il leader di Campo progressista manifesta l’intenzione di non candidarsi. “Importante – afferma il deputato Mdp – è che Pisapia abbia confermato il suo impegno, la sua disponibilità a costruire un nuovo soggetto della sinistra”. Ma, gli chiediamo, vi aveva chiesto di chiudere i battenti di Mdp per confluire in “Insieme”.

Perché Mdp non chiude i battenti. Crescono le adesioni, le iniziative, le Feste

Ribatte D’Attorre: “Abbiamo confermato che noi vogliamo costruire dal basso un soggetto, una grande forza di sinistra. Noi vogliamo dare un contributo importante. Per questo non ci sciogliamo, stiamo lavorando per mettere a punto le linee di un programma, distanti, alternative rispetto alle politiche renziane, come annunciate anche nel libro ‘Avanti’ che Renzi sta illustrando sui mezzi di informazione, giornali, radio, televisioni. Abbiamo in corso un programma molto fitto di assemblee, un contatto reale con tanti elettori che hanno abbandonato il Pd e si ritrovano nelle nostre iniziative. Crescono le adesioni da militanti, dirigenti che lasciano il partito di Renzi”. “Mdp forte – prosegue – è garanzia per costruire il soggetto unitario della sinistra, un soggetto aperto, una lista in occasione della consultazione elettorale in un rapporto di massa con i cittadini. Pensiamo – prosegue – ad una assemblea costituente del nuovo soggetto verso ottobre, dobbiamo definire un programma che prenda le distanze dalle politiche renziane. Dal basso – ripeto – altrimenti non si va da nessuna parte”. Ma le candidature? “Se, come penso e per questo stiamo lavorando, il nuovo partito della sinistra, la lista che dovremmo presentare, sarà il frutto di un lavoro collettivo, anche la scelta dei candidati dovrà essere rimessa al collettivo con le modalità che saranno decise unitariamente”. Infine D’Attorre si leva un sassolino dalle scarpe. “Veniamo accusati da parte di alcuni renziani che trovano spazio nei media di organizzare troppe feste. Si tratta – dice – di clamorosi autogol. Per organizzare una festa ci vogliono i volontari, i militanti che per diversi giorni offrono il loro lavoro, volontario. Se facciamo tante feste vuol dire che stiamo crescendo, che siamo in grado di organizzare iniziative che richiamano migliaia di persone”. Non dice, lo diciamo noi, che spesso prendono il posto delle vecchie feste dell’Unità. Non ci sono più i militanti, non c’è l’Unità che Renzi ha abolito. Dicono i giornalisti licenziati che il nome del glorioso giornale non può essere usato. Hanno ragione. Rinnoviamo loro la nostra solidarietà e speriamo, lo diciamo a D’Attorre, che nelle feste di Articolo1-Mdp si dia spazio a coloro che fanno le spese di una politica dissennata anche nel campo dell’informazione. Si faccia sentire che non sono soli, che la solidarietà non è una parola vuota, ma piena di contenuti politici.