Coldiretti: l’Italia nella morsa del fuoco. Emergenza nella capitale, lunedì oltre 90 interventi

Coldiretti: l’Italia nella morsa del fuoco. Emergenza nella capitale, lunedì oltre 90 interventi

L’Italia brucia con le precipitazioni in calo del 53% e le temperature massime superiori di 3,2 gradi rispetto alla media di riferimento di giugno che creano un mix esplosivo per la diffusione degli incendi troppo spesso opera di piromani e azioni criminali. È quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Isac CNR, nel ricordare che la primavera era risultata la terza più asciutta dal 1800 con precipitazioni in calo del 48%. Le fiamme – sottolinea la Coldiretti – hanno già distrutto migliaia di ettari di boschi e campi coltivati, ma anche provocato la morte di animali e costretto all’abbandono stalle e abitazioni, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Toscana al Lazio, dalla Campania alla Sardegna. Gli incendi – continua la Coldiretti – provocano danni incalcolabili dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità (distrutte piante e uccisi animali) e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del paese e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici. Ogni ettaro di macchia mediterranea – precisa la Coldiretti – è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito degli incendi sono andate perse. Nelle foreste andate a fuoco sono impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati.

Anche lunedì una lunga giornata di incendi in tutto il territorio nazionale ed è emergenza nella capitale dove le fiamme non danno tregua a vigili del fuoco e volontari da giorni. Sono oltre 90 gli interventi effettuati, di cui circa il 90% per incendi di sterpaglie e vegetazione. In nottata a fuoco due autorimesse a Cori, Aprilia, Nettuno e Velletri, con tre auto e numerosi mezzi agricoli andati in fiamme, in località rispettivamente Colle Tenne, Le Ferriere e via Caranella.  Dalla prima mattina focolai in via Flaminia, a Monterotondo, a ridosso del campo nomadi La Barbuta, in via Laerte altezza svincolo Grande raccordo anulare Casilina. Vari focolai anche in via Ardeatina e via Porta Medaglia altezza GRA e via Salaria.

“Basta! Ancora troppi incendi a Roma e nel Lazio, la maggior parte dolosi. Oggi brucia ancora La Barbuta, superato ogni limite. Non è un caso, spesso è criminalità, pieno sostegno alle Forze dell’Ordine per fermare i responsabili e un grazie ai volontari, a Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile che ogni giorno combattono questa emergenza”. Così è intervenuto su Facebook il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti.

La Coldiretti ha elaborato un decalogo per combattere gli incendi. La prima regola per non causare l’insorgenza di un incendio nel bosco è quella di evitare di accendere fuochi non solo nelle aree boschive, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento, ma anche che le braci siano completamente fredde. Soprattutto nelle campagne – precisa la Coldiretti – non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall’automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi. Inoltre – continua la Coldiretti – non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boschive o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente. Nel caso in cui venga avvistato un incendio – consiglia la Coldiretti – non prendere iniziative autonome, ma occorre mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili con i numeri di emergenza disponibili. Dal momento che – conclude la Coldiretti – un elevato numero degli incendi è opera di piromani o di criminali interessati alla distruzione dei boschi, occorre collaborare con le autorità responsabili per fermare comportamenti sospetti o dolosi favoriti dallo stato di abbandono dei boschi nazionali.

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