Trump conferma il ritiro americano da Cop21. Il mondo s’indigna. Ue e Cina confermano maggiore impegno, mentre l’Onu ricorda che le regole internazionali non prevedono mosse unilaterali

Trump conferma il ritiro americano da Cop21. Il mondo s’indigna. Ue e Cina confermano maggiore impegno, mentre l’Onu ricorda che le regole internazionali non prevedono mosse unilaterali

Dopo aver tenuto per settimane il mondo con il fiato sospeso, e dopo aver fatto naufragare il G7 di Taormina proprio sul clima, il presidente americano, Donald Trump, alla fine ha annunciato l’uscita del suo Paese dall’accordo di Parigi Cop21, un’uscita che isola gli Usa sul piano internazionale. Per riempire il vuoto creato dall’assenza di Washington, si ridefiniscono le alleanze, lasciando profilare la futura cooperazione tra Bruxelles e Pechino. La Cina, che a poco a poco si sta imponendo come un Paese leader nella ‘diplomazia del clima’, ha ribadito con forza che intende attenersi agli accordi: il più grande produttore di gas a effetto serra del mondo ha promesso di applicare l’intesa “così difficilmente raggiunto” e sottolineato che ora, dopo il ritiro degli Usa, “la responsabilità ricadrà tutta sulle spalle cinesi”, come “grande Paese responsabile”.

Le reazioni, tutte negative, nel mondo

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha aggiunto che Ue e Cina guideranno l’applicazione dell’accordo. “Non si torna indietro dall’Accordo di Parigi, non ci sarà nessuna marcia indietro”. L’Ue ha diffuso un comunicato anche con l’Unione Africana, ribadendo “con forza” la vigenza dell’accordo sull’ambiente. Dopo l’annuncio di Trump, le reazioni si sono levate ai quattro angoli del pianeta; e non si sono levate solo dal mondo politico, ma anche economico, evocando stupore, rabbia, costernazione. Da New York alla California, diverse decine di città e Stati americani hanno immediatamente organizzato la resistenza, promettendo che a livello locale l’America continuerà ad avanzare verso un’economia verde.

Berlino, Parigi e Roma “profondamente deluse” da Trump

Con un insolito comunicato congiunto diffuso poche ore dopo l’annuncio, i governi di Berlino, Parigi e Roma hanno manifestato la loro “delusione” sottolineando che l’accordo non può essere in alcun modo rinegoziato. Il presidente francese, Emmanuel Macron ha voluto parlare in prima persona: con un discorso pronunciato anche in inglese dal Palazzo dell’Eliseo, una prima assoluta, ha parlato di “errore tanto per gli Usa che per il nostro pianeta”; e giocando sullo slogan della campagna elettorale di Trump, ‘Make America Great Again’, ha aggiunto: “Ovunque viviamo, chiunque noi siamo, tutti condividiamo la stessa responsabilità: Make our Planet Great Again, rendere il nostro pianeta grande di nuovo”. La premier Theresa May non ha messo la sua firma al comunicato congiunto, ma nella mattinata di venerdì ha fatto sapere di aver telefonato a Trump per esprimergli la sua “delusione”. Molte le reazioni decisamente dure. Il governo giapponese è irritato: “Non sono solo deluso, sono anche arrabbiato”, ha detto il ministro delle Finanze, Taro Aso. E il ministro dell’ambiente, Koichi Yamamoto, ha definito la misura “contraria all’intelligenza umana”. Laurent Fabius, l’ex premier francese che a Parigi nel 2015 guidò il negoziato alla conferenza Onu Cop21, ha definito “vergognoso” e “un enorme errore” la decisione di Trump. Trump “rifiuta il futuro”, ha criticato l’ex presidente Barack Obama, che l’intesa sul clima l’ha negoziata e firmata. Deluso il premier canadese, Justin Trudeau, ma il Canada va avanti e ospiterà un summit sul clima, a settembre, insieme ad Unione Europea e Cina. Il premier belga, Charles Michel, ha definito la decisione “un’azione brutale”.

L’Onu avverte Trump: “non conosci le regole internazionali. Non puoi cambiare in maniera unilaterale l’accordo”

Delusi e preoccupati i governi di Fiji, Isole Marshall e Tuvalu, le nazioni dell’Oceano Pacifico, che già hanno ripercussioni pesanti per il cambiamento climatico e che sono tra i Paesi più vulnerabili. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha parlato di “enorme delusione” e, senza dir nulla a proposito di un eventuale rinegoziato, ha aggiunto che ci sono Paesi e aziende in tutto il mondo che hanno già fatto segnare progressi grazie all’accordo. Anche perché, come ha fatto notare Cristiana Figueres, che per l’Onu aveva guidato i negoziati, le parole di Trump manifestano una totale incomprensione di come funzionano gli accordi internazionali: in base all’accordo, gli Usa non possono nemmeno presentare l’intenzione di ritirarsi fino al novembre 2019, dopo di che il processo durerà un anno. “Non può rinegoziarlo a livello individuale. E’ un accordo multilaterale. Nessun Paese può cambiare le condizioni in maniera unilaterale”.

La posizione russa: “senza gli Usa gli accordi non possono funzionare”. Merkel conferma invece l’impegno tedesco

Gli accordi di Parigi sul clima senza gli Usa sono “non possono funzionare”, ha detto Andrei Belousov, il consigliere del leader del Cremlino Vladimir Putin, dopo la conferma ufficiale del ritiro degli Stati Uniti dal patto negoziato da Obama. La Russia prevede di ratificare l’accordo sul clima di Parigi entro il 2020, ma raggiungerà una decisione definitiva non prima del gennaio 2019. Tuttavia, dopo la marcia indietro di DonaldTrump, Mosca ha subito espresso perplessità sull’efficacia, prevedendo “complicazioni nell’applicazione” dell’intesa. Al contrario, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha promesso “un’azione più decisa che mai” per proteggere il clima dopo il ritiro degli Usa dall’accordo di Parigi. “Noi in Germania, in Europa e nel mondo ci uniremo per prendere un’ iniziativa più decisa che mai per superare con successo le grandi sfide all’umanità come il cambiamento climatico” ha detto ai giornalisti.

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