Troppo veloce la corsa del M5S per lo Stadio della Roma. Cacciata da Grillo la consigliera Grancio, imbarazzo nel gruppo e sospetti sulla decisione finale

Troppo veloce la corsa del M5S per lo Stadio della Roma. Cacciata da Grillo la consigliera Grancio, imbarazzo nel gruppo e sospetti sulla decisione finale
Mentre prosegue veloce la ‘corsa’ del M5S per approvare la delibera sullo stadio della Roma, con cinque pareri favorevoli in cinque commissioni raccolti in due giorni, spunta anche una crepa tra i pentastellati. Cristina Grancio, consigliera notoriamente critica nei confronti del progetto, lascia la commissione congiunta Urbanistica e Trasporti prima del voto parlando di “profili di illegittimità da chiarire”. Qualche ora dopo annuncia dalla sua pagina Fb di esser stata “sospesa dal M5S per aver espresso in commissione perplessità finanziario-giuridiche e sollecitato chiarimento“. “Il mio non voto non è contro lo stadio e neppure dissenso politico. Il mio non voto è la difesa degli interessi dei cittadini”, spiega Grancio che coglie l’occasione per inviare un messaggio “agli amici pentastellati che mi sospendono per aver cercato di andare oltre i dubbi dico: o avete le idee confuse oppure siete in malafede”. E’ la solita storia, già raccontata a Parma, a Genova ed in altre città dove il M5S è rappresentato, ha rappresentanti, o vuole averli. Il dissenso non è consentito ed  ecco allora che la povera consigliera Grancio viene fatta fuori. Va detto che nella tarda serata di venerdì, molti del numeroso gruppo di consiglieri 5Stelle sono rimasti sorpresi dalla scelta del vertice nazionale. Poche parole ma tutte di assoluto stupore.
 
I tanti no comment e l’imbarazzo dei consiglieri del M5S in Campidoglio
 
Tutti, o quasi, si sono rifugiati nel tradizionale  “no comment”. “Non ne sapevamo nulla, è una sorpresa. Leggeremo le motivazioni e ne parleremo nella prossima riunione di maggioranza” fa sapere candidamente Donatella Iorio, presidente della commissione urbanistica mentre il presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito ha spiegato “so soltanto che la maggioranza sullo stadio sta facendo valutazioni in maniera compatta”. “Vorrei leggere le motivazioni della sospensione, non penso possano essere riconducibili soltanto a quanto scritto su facebook” ha sottolineato la presidente della commissione Scuola Teresa Zotta specificando poi: “Strano che non abbia detto nulla, era qui in aula prima e abbiamo anche parlato di una sua distorsione alla caviglia”. “Potrò dire qualcosa più tardi semmai, dopo aver letto il post” ha infine specificato il capogruppo Paolo Ferrara. Poi le parole ‘affrante’ della consigliera che ha gettato la sua credibilità nella partita che la vede contrapposta ai pasdaran di Grillo e Casaleggio, sugli scalini del nuovo stadio romanista: “Sono stata sospesa dal m5s, per aver espresso in commissione perplessità finanziario-giuridiche e sollecitato chiarimenti. Il mio non voto non è contro lo stadio, e neppure dissenso politico. Il mio non voto è la difesa degli interessi dei cittadini. Ho chiesto in commissione e continuerò a chiedere che si faccia subito chiarezza su alcune questioni. Fin qui è quanto debbo agli elettori nel rispetto del mandato. Invece, al m5s invio due righe di risposta sul provvedimento disciplinare, che poggia tutto sui verbi condizionali: ‘avrei tenuto un comportamento’……’si sarebbe estrinsecato’…… ‘sembra presentare caratteri di particolare gravità’… ‘conseguenze potenziali…..’ Agli amici pentastellati che mi sospendono per aver cercato di andare oltre i dubbi, dico: o avete le idee confuse, oppure siete in malafede”.
 
Ma il M5S ha realmente voglia di ‘sdoganare’ ed approvare i progetti dello Stadio della Roma?
 
Quello che sembra ormai quasi una certezza è che il Partito-Movimento che ha i tentacoli che partono da Milano e Genova e arrivano su Roma, abbia la volontà e la voglia di tenere aperte due vie di fuga: la prima quella che porterà in Aula la prossima settimana, la delibera che dovrebbe consentire (Tar e Consiglio di Stato permettendo ndr) l’apertura dei cantieri, sempre in attesa del parere regionale e della Conferenza dei Servizi, o, in alternativa, far saltare progetto e opere, sfruttando proprio le divisioni interne al Partito-Movimento, magari rilanciando sul campo del Pd le perplessità sul costo degli oneri relativi ad opere che non sarebbero bene indicati nell’ultima variante progettuale. Non sarebbe la prima volta e sfruttando questi primi caldi estivi, la scelta potrebbe passare anche relativamente sotto silenzio dal punto di vista politico, anche se i tutor del Partito-Movimento, Grillo e Casaleggio sarebbero chiamati a tamponare l’ennesimo default della sindaca Raggi e della sua amministrazione.
 
Il Pd va all’attacco: “Grillo nuovo censore. Mette il bavaglio ai suoi consiglieri”
 
“Beppe Grillo che veste i panni del nuovo censore mette il bavaglio ai propri consiglieri e li sospende seduta stante – puntano il dito dal gruppo del Pd capitolino – Motivo: non si accettano critiche sul nuovo progetto dello stadio della Roma. Motivo: non si accettano critiche sul nuovo progetto dello stadio della Roma”.
 
Lunedì la Delibera sullo Stadio arriva in Assemblea Capitolina. Approvazione o fallimento entro mercoledì
 
Intanto, a guardare la tempistica legata la progetto ed all’iter istituzionale la delibera Raggi, arriverà in assemblea capitolina lunedì e la sua approvazione è attesa per mercoledì 14 giugno. Sintetica la nota degli uffici capitolini: “A seguito della conferenza dei capigruppo capitolini venerdì sera, l’Aula Giulio Cesare è stata convocata con all’ordine del giorno la proposta di deliberazione sullo Stadio dell’As Roma per lunedì 12 giugno, con orario 17-21, martedì 13 con orario 14- 21 e mercoledì 14 giugno con inizio alle 11 e prosecuzione ad oltranza fino al voto. Il termine fissato per la presentazione di emendamenti alla delibera che, licenziata dalla Giunta capitolina, è passata al vaglio delle commissioni capitoline e dei due municipi interessati, IX e XI, è alle ore 20:00 di lunedì 12 giugno”.
Ecco la lettera integrale, inviata al Presidente dell’Assemblea di Roma Capitale, Marcello De Vito, dall’ex assessore della giunta Marino, Caudo
 
“On.le Presidente nei prossimi giorni arriverà in aula Giulio Cesare la delibera con la quale si conferma la dichiarazione di pubblico interesse sull’intervento urbanistico nell’area di Tor Di Valle, il cosiddetto ‘Stadio della Roma’. La decisione di Giunta in oggetto la cui approvazione fa seguito ad atti di indirizzo, memorie di giunta, traduce ora i termini dell’accordo con i promotori privati in atto deliberativo che sostituisce il precedente, quello votato il 22 dicembre del 2014 dall’Assemblea che ora Lei presiede. La rivisitazione del progetto, come riportato nella delibera e nei documenti, ‘è stata formulata dai proponenti sulla base di quali opere fossero ritenute di interesse generale a seguito del nuovo quadro di indirizzi programmatici espressi nella Memoria di Giunta 48/17’ e ha ridotto l’ammontare delle opere di interesse generale da 195 milioni a 80,6 milioni di euro. In alcuni casi si è operata la cancellazione, ad esempio il contributo a carico del privato di 50,5 milioni di euro per il trasporto pubblico su ferro, o semplicemente si sono escluse dal computo delle opere, come il ponte sul Tevere e il raccordo con l’A91, la Roma- Fiumicino, che però continua ad essere presente nei disegni e considerato essenziale per la sostenibilità trasportistica dell’intervento. La cancellazione o l’esclusione di queste opere è avvenuta con atto unilaterale da parte della giunta sulla base di specifici obiettivi di indirizzo politico e ora l’Assemblea Capitolina si appresta a confermarli.
 
Caudo fa i conti delle riduzioni delle cubature e scopre che la riduzione reale sull’intero intervento è del 40% sul business park e del 60% sulle opere di interesse generale
 
Richiamo la sua attenzione sull’esito che il deliberato contenuto nella decisione di giunta può comportare ai fini dell’espressione della pubblica utilità. Infatti mentre si pone all’origine di tale scelta il taglio delle cubature del cosiddetto Business Park nella misura del 50% non si considera:
• che la riduzione reale della cubatura sull’intero intervento è del 40% (Sul, da 354.000 mq a 212.000 mq) mentre la riduzione delle opere di interesse generale è del 60% (da 195 milioni di euro a 80,6 milioni di euro). Disparità che si traduce in un maggior profitto per il proponente (a seguito della minore incidenza del costo degli oneri per opere pubbliche per metro quadro di Sul) che si può stimare nell’ordine di oltre trenta milioni di euro.
• Che, avendo sostituito i grattacieli con tipologie a palazzina, con minor costo di costruzione e riduzione degli oneri finanziari, andava ricalcolato il valore di trasformazione (805,5 €/mq) – sulla base del quale si determina la volumetria ammessa (che ricordo è determinato con un apposito regolamento comunale). Prudenzialmente, si può stimare che la volumetria in eccesso sia almeno pari al 15% (almeno 15.000 mq e per un valore -calcolato solo sulla base del valore equivalente- di almeno 12 milioni di euro). Anche in questo caso, rispetto alla delibera vigente, il nuovo testo determina un vantaggio per il privato.
• Che l’adeguamento del trasporto su ferro nella stazione di Tor di Valle, viene conseguito (peraltro solo con l’acquisto di qualche unità di treno) destinando a questo fine le risorse economiche derivanti dal contributo costo di costruzione che il privato è obbligato a riconoscere al comune e che nella delibera 132/2014 restavano in parte nella disponibilità del Comune; pertanto la patrimonializzazione pubblica risulta ancora ulteriormente ridotta e invece il profitto del privato ancora più accresciuto.
La rivisitazione del progetto così operata configura dei chiari ed evidenti vantaggi al proponente in termini di accresciuti profitti, stimati in diverse decine di milioni di euro. Si consideri poi che questo maggiore vantaggio per il proponente avviene a fronte di una sostanziale riduzione per Roma Capitale della patrimonializzazione in opere che consolidano il pubblico interesse. Si tratta chiaramente di un fatto importante che deve essere oggetto di attenta valutazione e che contraddice ogni affermazione fatta in questi mesi da parte dell’amministrazione comunale. Roma Capitale non ha chiesto al proponente di formulare (o riformulare) un piano economico e finanziario dell’intervento da cui poter desumere e valutare tutte le implicazioni economiche e finanziarie conseguenti alla rimodulazione del progetto.
 
Scomparso dalla Delibera il servizio dei 20mila passeggeri/ora nella stazione della Roma Lido di Tor di Valle (16 treni ora) e sostituito con un revamping senza indicare però la frequenza dei treni
 
Si consideri ancora:
• che il livello di servizio dei 20 mila passeggeri/ora nella stazione della Roma Lido di Tor di Valle, 16 treni/ora contenuto nella delibera di giunta n. 48/2017 e ripreso dalla delibera 132/2014 è scomparso dal testo della delibera in esame. Infatti, il miglioramento dell’offerta e del servizio di trasporto pubblico su ferro è ottenuto solo attraverso “il revamping/acquisto di treni o altri interventi sulla ferrovia Roma Lido” senza indicare però né quanti saranno i treni che verranno acquistati o rimodernati né quale sarà il livello di servizio minimo ottimale nella stazione.
• Che pertanto è priva di conseguenze effettive l’affermazione: “che dovrà essere assicurata la contestualità dell’esercizio del trasporto pubblico su ferro nei termini sopra riportati al momento della prima utilizzazione pubblica del nuovo Stadio”. Essendo già oggi assicurato il funzionamento della linea sulla Roma Lido e non essendo citato alcun livello di servizio minimo lo Stadio può essere aperto in qualsiasi momento e senza alcun condizionamento reale.
Caro presidente, le scelte politiche ovviamente non sono l’oggetto di questa mia nota, ma lo sono semmai gli esiti di queste soprattutto quando si confrontano con dichiarazioni di pubblico interesse che devono essere comparate con i risvolti della patrimonializzazione pubblica oltre che con i livelli di servizio delle infrastrutture e con le implicazioni sul bilancio pubblico soprattutto se la delibera in oggetto si prefigge di confermare la dichiarazione di pubblico interesse.
In questo caso mi permetto di segnalare che si sta conseguendo come esito una netta ed evidente contrazione dell’interesse pubblico, rispetto alla delibera 132/2014, a fronte di una altrettanta chiara ed evidente affermazione dei profitti del proponente privato, a scapito peraltro dei livelli qualitativi e delle contestualità di funzionamento delle infrastrutture pubbliche.
 
Solo indicato sui disegni il ponte sul Tevere che creerebbe lo snodo con l’Autostrada di Fiumicino, senza una precisa e chiara fonte di finanziamento
 
A tutto questo si aggiunge che un’opera pubblica fondamentale per l’intervento, il ponte sul Tevere e lo snodo di collegamento con l’A91, l’autostrada per Fiumicino, è solo indicata nei disegni senza una precisa e chiara fonte di finanziamento, costituendo cosi un debito potenziale a carico del Comune per decine di milioni di euro ove si decidesse di realizzarlo.
Meno patrimonializzazione per il pubblico, più profitti per il privato e potenziali debiti per la collettività!
Ho ritenuto di dover inviare alla sua persona che riveste un ruolo di garanzia e rappresenta tutti gli onorevoli consiglieri dell’Aula Giulio Cesare, sede della massima espressione degli interessi generali della nostra città, queste mie considerazioni che spero possano aiutare a costruire scelte consapevoli e orientate al solo interesse della città.
A volte, soprattutto in materie complesse come l’urbanistica, l’evidenza non sempre rende giustizia dei veri interessi che si stanno perseguendo, ed è esattamente questo quello che sta accadendo in questo caso: la riduzione di cubatura si sta rivelando un vero affare per il proponente e un danno concreto e reale sotto molti aspetti, patrimoniale, qualitativo e di funzionamento, per Roma Capitale oltre che probabile fonte di debito e sicura fonte di disagi e disservizi a carico di tutti i cittadini, tifosi e non.
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare a questa mia lettera e Le porgo, e per suo tramite anche a tutti gli onorevoli consiglieri, i migliori saluti”.
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