Tributi e servizi pubblici locali, i romani spendono meno. Ma in alcuni settori la gabella è record

Tributi e servizi pubblici locali, i romani spendono meno. Ma in alcuni settori la gabella è record
Le famiglie di Roma, rispetto alla media delle città italiane, spendono meno per tributi e servizi pubblici locali. È quanto emerge da uno studio specifico dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale. Il rapporto, che riguarda le città di Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze e Bari, è stato presentato nella Sala Piccola della Protomoteca in Campidoglio.
“Nonostante Roma abbia i tributi più onerosi assieme ad Imu, Tasi e addizionale Irpef (+0,9%), le famiglie romane spendono di meno rispetto a quelle delle altre città analizzate – ha spiegato Marco Penna, vice presidente dell’Agenzia – Fra i servizi, il costo dell’igiene urbana è però quello che penalizza le famiglie dato che il costo del servizio è più alto dopo Napoli. Il voto sulla pulizia (giugno 2016) è stato di 3,3. Il servizio idrico a Roma è tra i più bassi tra le grandi città italiane. L’offerta culturale comunale recentemente è in espansione. Il settore museale nel 2016 ha visto 1,8 milioni di visitatori, un +5,6% rispetto al 2015. Le tariffe degli asili nido capitolini sono inferiori alla media. Dai dati inoltre emerge che se le famiglie a Roma avessero un terzo figlio, la spesa sarebbe la più bassa del campione, inferiore alla media. Come nel passato, spiega, Roma si distingue per una politica attenta alle famiglie con più figli e a quelle con basso reddito, tuttavia la mancata razionalizzazione dei costi di alcuni servizi e una gravosa imposizione fiscale rischiano di annullare le politiche di welfare attuate per offrire una parità di accesso ai servizi pubblici locali”.
Tra le città analizzate, ha osservato Penna, “la più economica è Milano per i tributi, rifiuti e cultura”. Quattro le tipologie familiari analizzate, caratterizzate da un diverso numero di componenti, diversi profili di reddito (Isee) e di utilizzo dei servizi analizzati (trasporto pubblico locale, asilo nido, servizio idrico, taxi, rifiuti, cultura e sosta tariffata).
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