Torino. Dopo la tragica sera di sabato a piazza san Carlo, dove la calca e i cocci di vetro hanno provocato 1500 feriti, la Procura analizza i fatti. La sindaca Appendino riferirà in Consiglio

Torino. Dopo la tragica sera di sabato a piazza san Carlo, dove la calca e i cocci di vetro hanno provocato 1500 feriti, la Procura analizza i fatti. La sindaca Appendino riferirà in Consiglio

Decine di interrogatori nella notte a Torino per capire che cosa abbia scatenato il panico in piazza San Carlo durante la finale di Champions League tra la Juventus e il Real Madrid e che ha provocato oltre 1500 feriti, di cui quattro in gravi condizioni. Al momento, il fascicolo aperto dalla procura torinese è contro ignoti, e non ha ipotesi di reato, come ha confermato il procuratore capo Armando Spataro. Nel mirino degli investigatori soprattutto un gruppo di tifosi bianconeri, e in particolare il ragazzo con lo zainetto. Il giovane a petto nudo ha fatto il vuoto intorno a se, aggirandosi con le braccia allargate e uno zaino a spalle, con movenze che evocano quelle di un potenziale kamikaze. Questo avrebbe scatenato il panico. Tuttavia, secondo quanto riferisce il quotidiano Repubblica, il giovane, Davide, sarebbe stato scagionato, perché si sarebbe creato un equivoco. Stava solo cercando di tranquillizzare la folla. Anche l’iter amministrativo, con le relative autorizzazioni per la festa e le relative ordinanze, è al vaglio della Procura di Torino che indaga sui fatti di piazza San Carlo. I magistrati, secondo quanto appreso, stanno infatti raccogliendo tutti gli atti relativi alla proiezione della finale Champions sul maxi schermo.

Nessun cenno nell’Ordinanza sindacale al divieto delle bottiglie in vetro

Ma la polemica esplode anche sulla gestione della situazione, in primis sul difficile accesso alle vie di fuga, ma non solo. Il Comune di Torino è sotto accusa perché nell’ordinanza relativa all’iniziativa per la finale di Champions, non è stato fatto alcun cenno al divieto di possesso di bottiglie di vetro, come invece accade in ogni manifestazione all’aperto. Sono stati proprio i cocci sparsi per terra a provocare l’altissimo numero di feriti tra la gente in fuga e spesso senza scarpe. Le bottiglie sarebbero state vendute da numerosi ambulanti abusivi presenti in piazza già dal primo pomeriggio. La sindaca Chiara Appendino riferirà in Consiglio comunale nel pomeriggio di lunedì.

Ma il questore Sanna di Torino rammenta che l’Ordinanza sul divieto delle bottiglie è stata dichiarata incostituzionale

“L’ordinanza antivetro? Come sapete, è stata dichiarata incostituzionale”, ha affermato il questore di Torino, Angelo Sanna, in merito alle polemiche sulla presenza delle bottiglie di vetro sabato sera in piazza San Carlo in occasione della proiezione della finale Champions. “Abbiamo fatto molto di più – ha aggiunto il questore a margine della cerimonia per la festa dei carabinieri – di quanto fatto in precedenza, compreso in occasione della precedente partita di Champions League con il Barcellona. Ora stiamo rielaborando tutta la situazione, in particolare per comprendere i motivi di questa tragedia, che definisco così per l’alto numero dei feriti. Seguiamo da vicino la situazione dei più gravi”. Sul fronte delle indagini, il questore Sanna ha ribadito che “al momento la priorità è capire quello che è successo, perché è successo e trovare gli eventuali responsabili”.

Le condizioni dei quattro feriti più gravi

Le condizioni di Kevin, il bimbo cinese di 7 anni, rimasto gravemente ferito in Piazza San Carlo, sabato sera, a Torino, sono in lieve miglioramento. Lo si apprende da fonti sanitarie, che spiegano che oggi si proverà a risvegliare il bambino ricoverato all’ospedale “Regina Margherita” di Torino. Stabili le condizioni delle altre due donne rimaste ferite gravemente. All’ospedale Cto sono ancora ricoverati una ragazza con trauma toracico, una frattura al bacino, e due pazienti con lesioni alle mani, che sono stati operati ieri. Tutti gli altri feriti sono stati dimessi, alcuni dovranno tornare in ospedale per interventi ortopedici non di urgenza. All’ospedale Mauriziano c’è ancora un uomo ricoverato in prognosi riservata ma in miglioramento.