Stadio della Roma, il Pd è d’accordo ma voterà contro la Delibera dei 5Stelle

Stadio della Roma, il Pd è d’accordo ma voterà contro la Delibera dei 5Stelle
“Noi siamo da sempre favorevoli allo stadio, ma se non ci sono le condizioni minime non possiamo a oggi dire sì. Le nostre istanze diventeranno odg ed emendamenti, provando a recuperare noi il dialogo con i Municipi, ma senza il salto di qualità necessario a oggi non riteniamo di poter votare questa delibera”. Questa la posizione del Partito Democratico in merito alla delibera di pubblica utilità sullo stadio della Roma che ieri ha avuto il via libera della giunta capitolina.
 
Pelonzi: “Il Pd vuole lo stadio. Ma la Delibera Raggi è stata scritta con i piedi”
 
A spingere le perplessità dei Dem è stato questa mattina il consigliere capitolino Giulio Palonzi,che ha chiarito: “È fuori dubbio che il Pd vuole lo stadio” infatti “la delibera Caudo ha incardinato il progetto, ma poi ci sono stati 8 mesi di pareri contrastanti, rinvio della conferenza di servizi, un assessore che si è dimesso. In pratica 8 mesi persi per Roma e la città e oggi da parte dell’amministrazione M5S c’è una accelerazione forte e incomprensibile”. “Ieri – ha spiegato – ci è arrivata la delibera e già stamattina in commissione Sport bisognerà esprimere parere, su una delibera scritta coi piedi e proceduralmente anomala consegnata poche ore fa e non corredata nemmeno dal parere del Municipio competente perché anche lì è arrivata ieri. Una delibera – ha aggiunto – che vorrebbero portare in Aula la prossima settimana ma su cui pendono ancora il vincolo idrogeologico R4 e quello della Sovrintendenza sulla tribuna dell’ippodromo: l’amministrazione vorrebbe che i consiglieri votino e si prendano la responsabilità penale di cui si risponde in solido e su ciò può intervenire la Corte dei conti, è inaccettabile. Per superare i vincoli servono lavori che in delibera non ci sono perché non c’è alle spalle un progetto definitivo.
 
La variante urbanistica partirà solo a settembre, dopo il progetto definitivo, e solo allora la parola passerà alla Conferenza dei Servizi
 
La variante urbanistica oltretutto partirà da settembre, dopo il progetto definitivo, e solo allora la conferenza di servizi, dopo aver ricevuto la variante dal Comune, potrà partire con la fase decisionale”.
Qual è il motivo di questa accelerazione?” si chiede ancora Pelonzi prima di ribadire che “si annuncia un taglio delle cubature del business più ark del 50%, peccato che negli altri due comparti commerciali questo non avvenga: se consideriamo l’intero comparto commerciale questo taglio non esiste.
 
Ci doveva essere uno sviluppo dell’intera zona per viabilità e comparto commerciale. E’ sparito tutto
 
Le opere di Caudo – ha ribadito – immaginavano una sviluppo dell’intera zona dal punto di vista della viabilità e commerciale, ora tutto questo sparisce e si dà per scontato che lo Stato realizzi il ponte dei Congressi in tempi record, noi ce lo auguriamo ma questa opera la stiamo aspettando da 15 anni. Questa cubatura senza collegamento a porto, aeroporto e autostrada sarà appetibile o solo un rischio d’impresa per il proponente? Ecco, non credo che a questo punto il proponente sarà triste per la diminuzione del rischio che avrà con questa delibera”. Infatti “sono previsti 115 milioni di euro di opere pubbliche in meno per il proponente. E poi sono tutte opere manutentive e non infrastrutturali, come l’aggiustamento dei treni e l’ammodernamento delle linee, che non costituiscono forte interesse pubblico”.