Sindacati dei tassisti contro la Raggi: “Car sharing solo dove conviene. Campidoglio complice”

Sindacati dei tassisti contro la Raggi: “Car sharing solo dove conviene. Campidoglio complice”

“Siamo alle solite: nonostante le tante buone intenzioni, a Roma l’azione amministrativa continua ad essere influenzata da grossi gruppi e centri di potere, alla faccia della potente lobby dei tassisti”. È quanto affermano in una nota le segreterie romane Uiltrasporti taxi, Ugl taxi, Federtaxi Cisal e Fast tpnl Confasal e Fit Cisl taxi Lazio, in merito all’annuncio degli operatori di car sharing, che da oggi possono svolgere il proprio servizio presso lo scalo aeroportuale di Fiumicino. “Forse le aree periferiche della nostra città, nelle quali da tempo avanzano incontrastate molteplici forme di degrado, risultano essere meno trafficate ed inquinate di quelle del business o del centro storico? Noi, purtroppo, non abbiamo questa impressione – prosegue la nota – mentre abbiamo invece la certezza che ad un operatore privato, al quale vengono concesse agevolazioni tipiche del servizio pubblico, come l’accesso in Ztl e la sosta gratuita sulle strisce blu, si concede la possibilità di poter ampliare o ridurre la propria zona di intervento a seconda del proprio tornaconto economico. Tutto questo risulta essere inaccettabile: in altre città come Milano e Torino il servizio è libero sull’intero territorio comunale, senza alcun onere aggiuntivo per l’utente. Non abbiamo mai avuto alcun tipo di pregiudizio nei confronti del car sharing – prosegue la nota – ma crediamo che i cittadini di Tor Bella Monaca o Corviale, abbiano le stesse esigenze di mobilità e lo stesso diritto allo spostamento di chi vive e lavora in zone centrali o all’Eur, o di chi deve raggiungere l’aeroporto. L’amministrazione comunale ha dunque il dovere di intervenire – conclude la nota – eliminando queste sperequazioni che si configurano anche come una forma di concorrenza sleale verso gli operatori tradizionali del settore, introducendo correzioni che possano sconfiggere la solita logica con cui si continua a far cadere sulle spalle del servizio pubblico tutte le prestazioni in perdita e di carattere sociale, mentre si concedono le tratte più vantaggiose e redditizie ad operatori privati”.

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