Rogo di Centocelle a Roma, il ragazzo fermato è tra i condannati per lo scippo della ragazza cinese travolta da un tren

Rogo di Centocelle a Roma, il ragazzo fermato è tra i condannati per lo scippo della ragazza cinese travolta da un tren
Seferovic Serif, anni 20, pregiudicato per reati contro il patrimonio, fermato poiché gravemente indiziato di essere il responsabile dell’omicidio plurimo delle sorelle Halilovic Elisabeth, Francesca e Angelica morte per l’incendio appiccato al camper in sosta nel parcheggio del centro commerciale Primavera a Centocelle dove dormivano, è tra i condannati per il furto della borsa della studentessa cinese Zhang Yao morta il 5 dicembre scorso dopo essere stata investita da un treno mentre inseguiva i suoi scippatori in zona via Salviati. Il ventenne il 28 febbraio scorso ha patteggiato infatti la pena per quello scippo.
 
Tre indagati per lo scippo della giovanissima studentessa cinese
 
La sentenza, emessa dal gup Tamara De Amicis, riguardò Seferovic Sherif e Gianfranco Ramovic, due nomadi di 20 anni residenti nel campo nomadi di via Salviati, una strada immersa nel degrado a pochi passi dall’ufficio immigrazione della Questura, da dove Zhang Yao era appena uscita con il rinnovo del suo permesso, necessario per poter restare in Italia e continuare a sognare un futuro nel mondo della moda. Un terzo scippatore, un 16enne anche lui del campo di via Salviati, era stato denunciato. Tutti e tre si erano dati alla fuga subito dopo lo scippo ed erano fuggiti all’estero. Seferovic Sherif, patteggiò una pena di due anni di reclusione e tornò libero dopo un periodo di detenzione domiciliare. Il secondo imputato, Gianfranco Ramovic, ha invece patteggiato un anno e mezzo di reclusione restando ai domiciliari. Secondo gli investigatori Seferovic Sherif sarebbe la persona ripresa della telecamere mentre lancia una bottiglia incendiaria contro il camper a Centocelle. Ad incastrarlo anche alcune testimonianze nonchè il fatto che avrebbe un furgone con le caratteristiche di quello presente sulla scena del delitto.
 
Liti, risse e accuse reciproche hanno portato al triplice omicidio nel parcheggio di Centocelle
 
Sin dai primi esiti dell’attività di indagine, basata tra l’altro sull’assunzione di informazioni testimoniali e analisi di impianti di videosorveglianza presenti nell’area interessata, è subito emerso che quanto accaduto era da ricondursi a problematiche esistenti tra il nucleo famigliare Halilovic ed uno dei Seferovic, maturate all’interno del campo nomadi di Via Salviati. A seguito di tali problematiche, il padre delle tre vittime era da tempo entrato in forte contrasto con alcuni Seferovic. Infatti, l’omicidio del 10 maggio è stato preceduto da alcuni episodi di litigi e danneggiamenti, sintomatici del clima esistente fra i citati nuclei familiari.
Si è accertato inoltre che pochi giorni prima la famiglia Seferovic ha repentinamente abbandonato il campo nomadi di via Salviati, proprio in seguito alla degenerazione dei rapporti con gli Halilovic.
 
L’attività investigativa ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza del 20enne
 
Pertanto, l’attività investigativa è stata indirizzata nei confronti del nucleo familiare dei Seferovic ed ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Seferovic Serif il quale, tra l’altro, aveva nella disponibilità un furgone con le stesse caratteristiche di quello presente sulla scena del delitto ed utilizzato dagli autori del rogo. Il prosieguo delle indagini ha consentito di localizzare la compagna del Serif in Sardegna, la quale, costantemente monitorata, nella serata di ieri, si è imbarcata su un traghetto per Genova da dove, nella mattinata odierna, a bordo di un treno, è partita alla volta di Torino, città ove vivono alcuni parenti della famiglia Seferovic.
 
L’arresto del presunto omicida alla stazione ferroviaria ‘Lingotto’ di Torino
 
 Giunta presso la stazione ferroviaria “Lingotto” di Torino, è scesa dal convoglio e, poco dopo, si è incontrata con un soggetto subito riconosciuto dagli investigatori nel Serif, il quale è stato immediatamente bloccato per l’esecuzione del fermo del Pubblico Ministero emesso dall’Autorità Giudiziaria procedente, in considerazione dei gravi indizi di reità raccolti nei suoi confronti, per i reati di omicidio plurimo, tentato omicidio plurimo, detenzione, porto ed utilizzo d’arma da guerra e incendio doloso. All’atto del fermo il Seferovic non ha opposto resistenza.