Nomine, la sindaca Raggi rischia il processo per falso. Lei puntualizza: “Seguirò il codice etico”. Salvini: “Non deve dimettersi”. I numeri del flop del M5S sul Colle Capitolino

Nomine, la sindaca Raggi rischia il processo per falso. Lei puntualizza: “Seguirò il codice etico”. Salvini: “Non deve dimettersi”. I numeri del flop del M5S sul Colle Capitolino
La procura di Roma ha chiuso le indagini a carico del sindaco Virginia Raggi in merito alla vicenda delle nomine di Renato Marra e Salvatore Romeo. La prima cittadina rischia ora di finire a processo per falso, in relazione alla nomina di Renato Marra alla direzione del dipartimento turismo. Per la stessa vicenda, i magistrati di piazzale Clodio hanno invece chiesto l’archiviazione della posizione del sindaco per l’ipotesi di abuso d’ufficio. Reato quest’ultimo che viene contestato invece a Raffaele Marra, fratello di Renato, ex capo del personale del Campidoglio che si occupò proprio della promozione di Renato. In merito alla nomina di Salvatore Romeo a capo segreteria, Raggi, è invece accusata di abuso d’ufficio. 
La sindaca: “Dimettermi per le nomine? Seguirò il codice etico”
 
In serata la Raggi, ospite di Bianca Berlinguer ha commentato quanto accaduto e soprattutto ha detto cosa farà se si arriverà al processo: “Dimettermi per le nomine se rinviata a giudizio? Seguirò il codice etico”. “Non parliamo del fatto che io abbia rubato soldi, ma di una firma su un documento e di una procedura di nomina, quella di Romeo, che già era stata fatta in anni precedenti e mai contestata”, ha aggiunto Raggi.  “Con gli avvocati depositeremo una serie di atti e valuteremo”, ha concluso. Poi rispetto alle dichiarazioni dell’ex assessore all’ambiente Paola Muraro Raggi ha risposto “il codice etico è stato scritto, e non da me, e il resto sono un po’ illazioni: l’assessora Muraro si è dimessa. Quello che dice è una sua opinione. Il M5s ha sempre detto che vengono i progetti, le idee e poi le persone. Muraro ha ritenuto di doversi dimettere e lo ha fatto”.
 
In campo per la sindaca il leghista Salvini: “La sindaca non deve dimettersi, si è colpevoli se condannati”
 
“La sindaca Raggi non deve dimettersi, si è colpevoli se condannati, non con il rinvio a giudizio. Però politicamente la condanno”. Così il leader della Lega, Salvini, a Otto e mezzo su La7, sul rischio processo per la Raggi. “I romani che sento mi dicono che speravano in qualcosa di meglio. Il voto di 7 e mezzo è un po’ ottimistico”, aggiunge. Ma il problema, prosegue, è che “il buon esempio viene dall’alto”: c’è un governo che “litiga su tutto”. “E il nostro problema sarebbe la Raggi? Ma andiamo, su”.
 
Chiuso il capitolo giudiziario, almeno in televisione, Raggi va all’assalto delle casse del governo: “Pronta l’Agenda Roma. Ci servono un miliardo e due, un miliardo e tre…”
 
Ma la sindaca è andata anche oltre la pagina giudiziaria ed ha aperto un nuovo fronte con il Governo: “Abbiamo già pronta un’agenda Roma, e abbiamo fatto un conteggio al centesimo. Con l’agenda Roma, che preciso abbiamo fatto dopo aver chiuso il nostro bilancio in modo da capire di quanto potevamo disporre noi, chiederemo al Governo circa un miliardo e due o un miliardo e tre. Roma ha circa due milioni e ottocentomila residenti e paga servizi per 4 milioni di persone: è evidente che abbiamo bisogno di un aiuto extra dello Stato”.
 
Il voto del Pd per il primo anno M5S in Campidoglio. “Altro che sette, meritano un bel quattro”
 
Sempre in questo surriscaldato martedì, non solo per la politica ma per le temperature che ci ha portato l’anticiclone africano, il Pd ha anche espresso il suo giudizio sull’amministrazione Raggi, ed anche in questo caso ci è andato giù pesante, parlando di un quattro in pagella: la sindaca si è data un sette e mezzo da sola. Il Pd, però, ha già dimenticato di essere stato al governo per anni in questa città, e sarebbe stato onesto anche riconoscere che qualche eredità negativa la Raggi l’ha ereditata. “È strano che da sola si dia un voto che farebbe gola a molti studenti. Per noi il sindaco è da quattro, un quattro pieno” ha detto la capogruppo del Pd capitolino Michela Di Biase prima di illustrare il documento redatto dal gruppo dem del Campidoglio e che mette a confronto il numero di delibere prodotte nel primo anno di Governo da Raggi, Marino, Tronca e Alemanno.
 
“Raggi ha il maggior numero di delibere prodotte, ma l’80% riguardano debiti fuori bilancio e lavori di somma urgenza”
 
“Raggi ha il maggior numero di delibere prodotte ma l’80% di queste riguardano debiti fuori bilancio e lavori di somma urgenza” ha sottolineato Di Biase. Le delibere d’assemblea del governo Raggi, in un anno di mandato, sono 181, a fronte delle 162 del commissario Francesco Paolo Tronca, delle 56 di Ignazio Marino e delle 111 di Gianni Alemanno. Delle 181 dell’era Raggi 143, pari al 79,01% riguardano debiti fuori bilancio e somme urgenze adottate per apertura di spazi di finanza pubblica. Nel restante 20,99%, corrispondente a 38 delibere, “10 sono delibere sul bilancio, 4 di iniziativa consiliare, tra cui alcune proposte dal Pd come quella sul latte materno, e il resto poco altro – ha aggiunto Di Biase – un segnale molto scadente”.
 
“Sono 265 le delibere di Giunta e la stragrande maggioranza riguarda personale e risorse umane. Atti per assumere collaboratori del sindaco…”
 
Per quanto riguarda le delibere di Giunta, nel primo anno Raggi ne ha prodotte 265, Tronca 161, Marino 327 e Alemanno 502. Delle 265 prodotte dalla Giunta Raggi, 76 pari al 29% “la fetta più importante” sottolinea Di Biase “la stragrande maggioranza riguarda il personale e le risorse umane: sono atti per assumere collaboratori del sindaco tra cui l’avvocato Lanzalone inviato da Casaleggio & Associati – ha aggiunto Di Biase – Raggi in aula ci disse che con l’avvocato Lanzalone c’era un rapporto fiduciario, successivamente il problema del suo contratto è stato risolto inserendolo nel Cda di Acea. Questo la dice lunga sul grado di approssimazione di questa Giunta”. A seguire 29 delibere di giunta, pari al 10,94% riguardano la Ragioneria generale e poi a seguire 25 riguardano le partecipazioni Gruppo Roma Capitale (pari al 9,43%) mentre per gli altri temi le percentuali variano da un 6,04% (con 16 delibere di Giunta) rispettivamente per Mobilità e Cultura-Turismo e lo 0,38% (pari a 1 delibera) in altri settori. “Il Pd ha presentato 20 delibere di cui molte nemmeno calendarizzate” ha infine sottolineato Di Biase. Alla conferenza stampa sono intervenuti quasi tutti i consiglieri capitolini dem, tra cui Orlando Corsetti che ha sottolineato: “Dopo un anno basta dire ‘abbiamo ereditato’, perché si può iniziare a programmare. Governare significa assumersi responsabilità ed è quello che il M5s non vuole fare. Questa amministrazione mette soltanto la polvere sotto il tappeto a iniziare dal problema sorto a inizio consiliatura con la delibera 140 sulle strutture che danno servizi che l’amministrazione non riesce a garantire”. Infine rispetto alle ordinanze sindacali emesse nel corso del primo anno di governo dalla sindaca Virginia Raggi, secondo i dati resi noti dal Pd ed estrapolati dal sito ufficiale di Roma Capitale a fronte delle 236 emesse da Raggi, sono 194 quelle di Tronca, 298 quelle di Marino e 377 quelle del primo anno di Alemanno.
Per quanto riguarda le 236 ordinanze emesse da Raggi, 156 pari al 66,10% riguardano nomine, conferimenti, deleghe, revoche e conferme ad assessori, dirigenti e presidenti di municipio, 55 pari al 23,31% riguardano inquinamento e circolazione, 9 pari al 3,81% sono inerenti a divieti, 14 pari al 5,93% sono relative ad autorizzazioni sanitarie e 2 pari allo 0,85% sono proclami per lutti cittadini.
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