Roma Multiservizi, la rabbia dei lavoratori: “Così ci state ributtando nella braccia di Mafia Capitale”. E Madia attacca la Sindaca Raggi. Fassina pronto agli esposti

Roma Multiservizi, la rabbia dei lavoratori: “Così ci state ributtando nella braccia di Mafia Capitale”. E Madia attacca la Sindaca Raggi. Fassina pronto agli esposti
“Che cosa succederà se voi farete la gara a doppio oggetto? Che avrete 2.300 ricorsi e vi spiego perchè: il Tar dirà che nella gara a doppio oggetto ci saranno solo ipotesi che prevedono solo una categoria di servizi cioè quella di interesse generale secondo la legge Madia, ma ve lo siete letto il testo o no?”. Così Alberto Agnelli, lavoratore di Multiservizi, intervenendo in Assemblea capitolina durante la seduta straordinaria. Il lavoratore ha poi aggiunto: “Molti di noi vi hanno anche votato, siamo venuti ai tavoli tecnici che di tecnico non hanno avuto niente, non c’è stata alcuna espressione di un piano industriale, niente. Non vi abbiamo occupato il Campidoglio come abbiamo fatto con le precedenti amministrazioni, e i consiglieri del Pd lo sanno bene. Non lo abbiamo fatto perché abbiamo avuto fiducia in voi. Voi non ci state dando rassicurazioni, secondo me, anzi, anche molto ingenuamente state svendendo. Voi siete senza malafede, ma la situazione finale sarà quella”. Agnelli poi ha spiegato: “In una gara a doppio oggetto noi contrattualmente dovremmo sottostare alle leggi vigenti sulla regolamentazione del lavoro, che è il jobs act: andate a vedere che cosa prevede. Io spero di avervi messo una piccola pulce nell’orecchio, valutate meglio la situazione. Non voglio contestare le vostre decisioni, ma avvertirvi che queste comporteranno purtroppo delle grosse problematiche, sia per noi che per voi, perché non intendiamo sottostare a decisioni, anche se prese in buona fede, che inevitabilmente comporteranno per noi lavoratori, per il Comune e per l’utenza certe situazioni”. E’ intervenuta poi Antonella Cianetti, che ha sostituito Serenetta Monti, sindacalista che la capigruppo ha deliberato di non farla parlare. Cianetti ha usato queste parole: “Noi siamo stati ingannati perché vi abbiamo votato, vi abbiamo creduto. Perché non ci avete portato scritto nero su bianco che con la gara a doppio oggetto ci potete salvare? Come potrete avere il controllo di una società dove dovrete ragionare anche con un privato, quando non avete il controllo neanche adesso? I nostri colleghi della statale e i cuochi delle scuole non li state tutelando perché li state buttando nelle braccia della cooperativa CRS, contro la quale con Marino protestavate con noi in piazza. Ci state ributtando tra le braccia di Mafia Capitale”.
 
Madia alla Raggi: “Dici molte inesattezze, indica la norma…”
 
Poi le prese di posizione del Governo e dei rappresentati della politica sul Colle Capitolino. A puntualizzare ci ha tenuto la ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione, chiamata in causa dalla sindaca Raggi: “Sindaca @virginiaraggi su #RomaMultiservizi dici molte inesattezze. Indicami la norma che starebbe condizionando le tue scelte”. “Le dichiarazioni rese dalla sindaca Virginia Raggi in relazione alla vicenda della Multiservizi sembrano voler attribuire alla normativa nazionale sulle società partecipate (d.lgs 175/2016) le ragioni delle scelte compiute dalla Giunta capitolina. Senza voler entrare nel merito delle decisioni assunte, sono quindi necessarie alcune precisazioni, ancor di più perché la vicenda interessa il destino di molti lavoratori che meritano di avere chiarezza sullo stato dell’arte.  In premessa bisogna chiarire che il decreto 175 del 2016 regola il funzionamento delle società partecipate e non le modalità di affidamento dei servizi e dei contratti pubblici, la cui disciplina è contenuta, almeno dal 2006, nel codice dei contratti che a sua volta è una mera applicazione della disciplina europea – afferma il ministro. Ciò premesso, nessuna norma impedisce alle società partecipate, di primo o di secondo livello, di svolgere attività strumentali. Anzi, il decreto 175 ha eliminato il precedente divieto di svolgere insieme servizi pubblici e servizi strumentali. Quanto al divieto di affidare in via diretta alle società miste attività ulteriori rispetto a quelle ricevute mediante la gara a doppio oggetto, si ricorda che quel divieto non ha origine nel decreto 175, come erroneamente lascerebbero intendere le dichiarazioni della sindaca, quanto nella consolidata normativa europea e nell’uniforme interpretazione fornita dalla giurisprudenza amministrativa e contabile, che vietano l’affidamento ad un privato di qualsivoglia servizio in assenza di una gara. Non esistono quindi ‘dettami del decreto Madia’ che condizionano le autonome scelte che il Comune di Roma sta compiendo. L’obiettivo del d.lgs. 175 del 2016 è quella di evitare che vi sia un cattivo uso del denaro pubblico per il tramite delle società partecipate. Da ultimo, la questione dei livelli occupazionali. Non corrisponde al vero che il decreto sulle partecipate non avrebbe preso in considerazione la tutela dei livelli occupazionali. Al contrario, l’art. 24 co. 9, introduce la cosiddetta ‘clausola sociale’ che – in via eccezionale e in deroga alla normativa esistente – garantisce continuità occupazionale con il soggetto subentrante nell’appalto o nella concessione. Per tutti questi motivi, il tentativo di attribuire alla normativa nazionale la ragione delle scelte autonomamente compiute dal Comune di Roma risulta infondata”.
 
Fassina (Si): “Valutiamo un esposto al Prefetto. Gravissimo non far parlare i lavoratori”
 
Sul punto era intervenuto anche Stefano Fassina (Sinistra per Roma): “Su Roma Multiservizi (RMS), la gara a doppio oggetto proposta dalla sindaca Raggi non soltanto è contraddittoria con le promesse della campagna elettorale M5s e con gli impegni ribaditi dall’assessore all’Ambiente, ma non salvaguarda né livelli occupazionali né condizioni di lavoro e retribuzioni. A tal fine, sono strumentali e offensive verso le lavoratrici e lavoratori di RMS le parole della sindaca e della sua maggioranza che tentano di coprire una scelta politica con la ‘Legge Madia’. La Legge Madia non inibisce in alcun modo l’internalizzazione dei servizi gestiti da RMS. Infine, è inaccettabile il veto della maggioranza e del presidente M5S Marcello De Vito verso l’intervento di una lavoratrice in rappresentanza dei lavoratori e lavoratrici di RMS in quanto rappresentante sindacale. Su tale punto, valutiamo esposto al Prefetto”.