Renzi e Padoan, gara a chi le spara più grosse. Gli scriba: mai domande urticanti, ci mancherebbe. Perfino Cicchitto e Alfano hanno gioco facile. Boldrini: sarò presente alla assemblea promossa da Pisapia. I nodi ancora al pettine

Renzi e Padoan, gara a chi le spara più grosse. Gli scriba: mai domande urticanti, ci mancherebbe. Perfino Cicchitto e Alfano hanno gioco facile. Boldrini: sarò presente alla assemblea promossa da Pisapia. I nodi ancora al pettine

Renzi e  Padoan fanno a gara a chi le spara più grosse. Vince  questa gara disastrosa per il Paese l’ex premier che compare ad ogni ora del giorno e della notte su qualche schermo televisivo, occupa la reti radiofoniche della Rai e di altre aziende, cinguetta utilizzando i nuovi strumenti di comunicazione, organizza una specie di rassegna stampa. Trova sempre gli scriba che invece di fargli domande anche imbarazzanti, non troppo urticanti altrimenti non sopporta, sono a disposizione. Specie sulla rete Tre della Rai con il  tg  della mezzanotte  quello con il celebre conduttore Mannoni, versione Crozza. Renzi Matteo ha sempre ragione. E anche Trump trova sempre in questa edizione qualche giornalista che lo sostiene a spada tratta. E si elogia, così, la decisione del presidente Usa di chiamarsi fuori dagli accordi sul clima. Tanto ci è stato detto da un giornalista ospite del Tg3 quegli accordi non servono a niente, il problema non esiste. Mannoni ha ignorato, lui contro tutto il mondo, salvo, se non andiamo errati, Nicaragua e Siria che quegli accordi non hanno firmato. Apprendiamo fra l’altro che l’ambasciatore italiano in Usa ha partecipato ad una festa organizzata da Trump a Washington o New York, la notizia non lo diceva, in onore dell’Italia.

Tutte bazzecole. Renzi è capace di ben altro. Leggiamo in una lunga intervista che è comparsa sul “Sole24 ore” a firma non di una “praticante” ma di una giornalista di lungo corso, inviata a seguire i lavori parlamentari, iscritta alla Stampa parlamentare. Emilia Patta, caposervizio. Dice Renzi: “La data delle elezioni interessa solo gli addetti ai lavori. Votare a settembre o a marzo cosa cambia per i cittadini? Nulla, l’importante è non sprecare la legge di bilancio”. Una intervista “normale” e non telecomandata, ci permettiamo di dire, che fa le domande poteva  intanto chiedergli quando lui, il segretario del Pd, pensa si debba votare. Non solo. Non è vero che per il “cittadino non cambia niente”. La Patta poteva ricordargli che ci sono leggi nei due rami del Parlamento molto importanti, dallo jus soli, la cittadinanza ai figli degli immigrati nati e cresciuti in Italia, al biotestamento, al codice antimafia, alla revisione del processo penale, all’introduzione del reato di tortura, alla legalizzazione dell’uso della cannabis.

I  soliloqui del segretario del Pd, guai a disturbare il manovratore

Niente da fare, l’intervista sorvola. E Renzi prosegue indisturbato in quello che più di una intervista è un soliloquio. E a proposito di “priorità” senza che la giornalista batta ciglio, dice che “più della legge elettorale, più degli ottimi risultati sull’occupazione e crescita, più della data delle elezioni è la questione delle banche venete”. Certo è un problema, ma si tratta di una “marchetta”. Renzi ha paura del voto del  Nord Est e allora si prodiga in elogi della gente veneta. La lettura di questa intervista è consigliata da Angelino Alfano: “Pochi spunti interessanti, molte ovvietà sull’economia, un fiume di parole per nascondere un solo concetto: Paolo stai sereno. Vorremmo sbagliarci perché tifiamo Italia, noi”.  Parole che parlano da sole. Renzi dà modo a campagne che gettano discredito sulle istituzioni che lui considera al suo servizio, il fine giustifica i mezzi verrebbe da dire. Fabrizio Cicchitto, senatore di Alternativa Popolare, leggi Alfano, parla al “Fatto quotidiano”: “Ha rottamato D’Alema – dice – ha pugnalato Enrico Letta, tiene sul filo Gentiloni e poi pugnala Alfano. Infine, dopo le primarie del Pd, al posto delle teste pensanti che lo hanno sostenuto, mette venti ragazzini in direzione. A noi di Ncd – prosegue – chiese di far fuori Gentiloni già a dicembre, durante le trattative per il nuovo governo dopo il referendum perso. Renzi è il peggior nemico di se stesso”.

Gli autoelogi del ministro delle Finanze per le riforme  degli ultimi 3 anni

Disgustati, perfino Cicchitto, grazie a Renzi dà lezioni di democrazia. Passiamo al ministro Padoan. Leggiamo una sua dichiarazione. “Ultima cosa che vuole un ministro delle Finanze è sprecare la manovra e il governo farà di tutto per utilizzare al meglio gli spazi possibili. Andiamo nella direzione giusta ma ancora non sono soddisfatto, la crescita sarà migliore delle previsioni perché si comincerà a sentire l’effetto delle riforme degli ultimi tre anni. Mio compito è lasciare i conti pubblici in sicurezza chiunque farà la legge di bilancio avrà spazi dati dalle correzioni di questo mese”. Padoan che elogia se stesso e il governo Renzi forse non ha ascoltato il governatore di Banca d’Italia e non ha letto l’ultimo bollettino  della  stessa Banca sulla povertà assoluta che aumentata negli ultimi anni, compresi i mille giorni di Renzi.

Sempre a proposito di interviste, importante quella rilasciata da Pisapia a Paolo Colonnello comparsa su La Stampa. L’ex sindaco di Milano ribadisce la sua disponibilità a dar vita ad una coalizione fra forze di sinistra, movimenti, associazioni  senza esclusioni, che operi per ricostruire un centrosinistra, sulle orme dell’Ulivo. Certo nell’intervista, Pisapia avverte la pericolosità di un accordo fra Pd e Berlusconi, un patto di governo. Ma qui si ferma. Chi lo intervista aveva un’occasione d’oro per affrontare il “problema Renzi”. Proprio Valter Veltroni, non un pericoloso estremista, un bolscevico, è stato protagonista di un durissimo attacco a Renzi  affermando che l’innovatore è tornato al 1980. Un disastro per il Paese. Non solo, il segretario del Pd si auto elogia per le politiche dei suoi mille giorni di governo a partire dal jobs act.  Forse era il caso di sollecitare Pisapia ad esprimere un giudizio, una valutazione. Magari una domanda diretta: si può pensare ad un accordo per un nuovo centro sinistra con chi è stato protagonista, e lo rivendica, di politiche che hanno colpito il lavoro, i diritti dei lavoratori, un Pd che ha riproposto i voucher?

Presidente della Camera: i diritti come motore per il futuro

Una risposta, indiretta, la offre la presidente della Camera, Laura Boldrini che conferma la sua presenza il primo luglio al raduno del nuovo centrosinistra di Pisapia: “Sì certo – dice – ci sarò, è un progetto che nasce per includere e allargare, per non rinunciare ad una visione di società aperta e innovativa. Senza paura, credendo nei diritti come motore per il futuro. Sui diritti l’area progressista ritrova identità e unità”.  Poi afferma che  “non c’è automatismo tra nuova legge e corsa al voto. Personalmente non sono convinta che sia di questo che ha bisogno il Paese”.  Così come non ha bisogno di scriba chini di fronte al potere. Noi non chiediamo la luna nel pozzo. Sappiamo quanto è difficile questa professione. Ma, ci sia consentito, si riservi a Renzi e ai suoi collaboratori il trattamento  cui è sottoposto Massimo D’Alema. Invece di assistere a normali interviste, nel caso, sembra di partecipare ad un processo, in un tribunale che si chiama mala informazione.