Quirinale. Papa Francesco ricambia la visita a Mattarella e riafferma la centralità del “lavoro dignitoso”

Quirinale. Papa Francesco ricambia la visita a Mattarella e riafferma la centralità del “lavoro dignitoso”

Terrorismo, dramma umanitario dei migranti, la dignità del lavoro e il futuro dei giovani, la difesa dell’ambiente, la responsabilità politica nel futuro della società. Papa Francesco e Sergio Mattarella si sono incontrati al Quirinale per una visita ufficiale che ricambia quella del presidente della Repubblica, avvenuta il 18 aprile del 2015. I temi sono tanti su cui entrambi dimostrano di avere sintonia. Su tutti la dignità del lavoro e la responsabilità della politica nel rafforzare il legame tra la gente e le istituzioni. Circa 40 minuti di colloquio tra l’inquilino del Colle e Bergoglio nello studio alla Vetrata, lo stesso che viene utilizzato per le consultazioni per la formazione del nuovo governo. E l’appello al rinvigorimento e, perché no, al cambio di passo dei governanti, da quelli italiani a quelli europei verso una politica più orientata al sociale, risuona forte e chiaro.

Mattarella: “agire affinché prevalga una condizione di equità”

Il richiamo alle istituzioni è evidente nelle parole del capo dello Stato che sottolinea come sia “elevata la responsabilità che incombe su chi è chiamato a esercitare i pubblici poteri e quanto profondo debba essere l’impegno nell’assicurare giorno dopo giorno dignità, riconoscimento di un ruolo nella società e rispetto, elementi fondanti di ogni civile convivenza, attraverso la garanzia a tutti del lavoro”. “Agire con crescente impegno affinché prevalga una condizione di equità e quindi stabilità sociale e di concordia è un obiettivo che deve trovare prioritaria applicazione nei confronti dei giovani” spiega. Il presidente guarda alle giovani generazioni e non può che constatare che “questa stagione ne sta mettendo a dura prova le aspettative e le prospettive di vita personale, mettendo a rischio il buon futuro dell’intera società”. E pure, prosegue “con il loro instancabile fervore e con entusiasmo, sempre rinnovato, i giovani ci interpellano e richiamano alla necessità di esercitare la nostra responsabilità individuale e collettiva nell’elaborare politiche di crescita al passo con i tempi”. Per questo Mattarella ribadisce che “L’occupazione, e la dignità – che ad essa è intrinsecamente legata – deve costituire il centro dell’esercizio delle responsabilità di istituzioni e forze sociali, così da prevenire e curare fenomeni di emarginazione, povertà, solitudine e degrado”. Poi il passaggio sulla difesa dell’ambiente, di cui Mattarella ricorda il grande valore dell’enciclica, la prima di un papa sul clima. “Un’altra dimensione nella quale si deve avvertire responsabilità è quella del rispetto dell’ambiente” e “in questo senso l’Accordo di Parigi sul clima, rappresenta un punto di partenza al quale non intendiamo abdicare”.

Papa Francesco: “si cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le istituzioni, perché così si sviluppa la vera democrazia”

Il Pontefice certifica che l’Italia e l’Europa sono chiamate ad affrontare “problemi e rischi di varia natura” ma è certo che “se l’Italia saprà avvalersi di tutte le sue risorse spirituali e materiali in spirito di collaborazione tra le sue diverse componenti civili, troverà la via giusta per un ordinato sviluppo e per governare nel modo più appropriato i fenomeni e le problematiche che le stanno di fronte”. Francesco elogia l’Italia per come sta affrontando la crisi migratoria, crisi che non può essere sostenuta da poche Nazioni, ma che necessita di una “indispensabile e urgente cooperazione internazionale”. E’ però la condizione sociale che preoccupa il papa ed è per questo che si appella “a tutti coloro che hanno responsabilità in campo politico e amministrativo” affinché si “cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le istituzioni, perché da questa tenace tessitura e da questo impegno corale si sviluppa la vera democrazia”. Bergoglio ribadisce inoltre “l’appello a generare e accompagnare processi che diano luogo a nuove opportunità di lavoro dignitoso”. “Il lavoro stabile, insieme a una politica fattivamente impegnata in favore della famiglia – spiega – primo e principale luogo in cui si forma la persona-in-relazione, sono le condizioni dell’autentico sviluppo sostenibile e di una crescita armoniosa della società”. Il lavoro specialmente per i giovani è l’emergenza sottolineata da entrambi. Ai pubblici poteri, imprenditori e sindacati, il Papa rivolge il suo appello: “Ribadisco l’appello a generare e accompagnare processi che diano luogo a nuove opportunità di lavoro dignitoso. Il disagio giovanile, le sacche di povertà, la difficoltà che i giovani incontrano nel formare una famiglia e nel mettere al mondo figli trovano un denominatore comune nell’insufficienza dell’offerta di lavoro, a volte talmente precario o poco retribuito da non consentire una seria progettualità”. Per creare nuove opportunità di lavoro dignitoso serve quindi “un’alleanza di sinergie e iniziative”, dice Francesco: le risorse finanziarie devono essere al servizio di questo obiettivo di grande valore sociale e e non distolte, sottolinea, in “investimenti prevalentemente speculativi” che denotano la mancanza di un disegno di lungo periodo.