Polemiche per il baciamano e gli abbracci al boss della ‘Ndrangheta

Polemiche per il baciamano e gli abbracci al boss della ‘Ndrangheta

Esplode la polemica per le concessioni fatte dai carabinieri al super boss della ndrangheta, arrestato dopo una infinita latitanza in un bunker ricavato nell’appartamento dell’abitazione della moglie, Giuseppe Giorgi, immediatamente dopo l’arresto, è stato fatto oggetto di saluti ed omaggi da parte di alcune persone, probabilmente parenti o amici, che si trovavano nel cortile in cui si affaccia il luogo che aveva scelto come base per il controllo territoriale dei suoi traffici. Giorgi è stato salutato con baciamano e abbracci ed ha chiuso così la latitanza proprio a San Luca nel palazzo dove risiede tutta la sua famiglia. Giuseppe Giorgi, detto “u capra”, inserito nell’elenco dei 5 latitanti di massima pericolosità stilato dal ministero dell’Interno, era ricercato dall’agosto 1994 e deve scontare 28 anni e 9 mesi di reclusione per reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanza stupefacenti.

Quanto a San Luca, va detto che si tratta di un Comune che vive nell’assoluta illegalità. Nessuna lista è stata presentata per correre alle elezioni amministrative. Qui la ‘ndrangheta controlla ogni centimetro di territorio e va fatto un plauso all’Arma dei Carabinieri che ha assestato un colpo durissimo all’organizzazione criminale. In questo Comune alle pendici dell’Aspromonte, lo Stato, soprattutto nelle sue articolazioni locali, è condizionato dallo strapotere delle cosche, che credono di essere assolutamente impermeabili, anche ad operazioni di polizia  come quella del 2 giugno. Quello che però va detto è che Giuseppe Giorgi è comunque nelle patrie galere, baciamani ed elezioni sospese che sia. Ora, lo Stato dovrebbe anche prendere in carico chi ha fatto il baciamano. I filmati sono lì ed esiste il reato di concorso esterno ad associazione mafiosa. Basterebbe solo applicare rigidamente la legge…