Morto Helmut Kohl, il democristiano tedesco artefice dell’unificazione e cancelliere più longevo dopo Bismarck

Morto Helmut Kohl, il democristiano tedesco artefice dell’unificazione e cancelliere più longevo dopo Bismarck

Si è spento stamattina nella sua casa di di Ludwigshafen, sua città natale, a 87 anni Helmut Kohl, l’ex cancelliere tedesco artefice della riunificazione della Germania e tra gli architetti dell’integrazione europea. Ne ha dato notizia la Bild. Era nato il 3 aprile del 1930 da una famiglia cattolica e conservatrice ed entrato a 18 anni nella Cdu. È stato Cancelliere della Germania dall’ottobre 1982 al 27 ottobre 1998, mantenendo l’incarico anche dopo l’unificazione delle due Germanie. E’ stato il cancelliere più longevo della storia tedesca dopo Otto von Bismarck e nello stesso tempo leader incontrastato del suo partito, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), dal 1973 al 1998. Nel 2000 fu costretto ad abbandonare la presidenza onoraria del Cdu per lo scandalo sulla gestione dei fondi neri del partito. Poco dopo un altro dolore nella vita dell’ex cancelliere, il suicidio della moglie Hannelore, che si tolse la vita probabilmente per le sofferenze legate alla malattia, che non le consentiva di uscire di casa ed esporsi al sole. Era stato operato al cuore nel 2012, alle anche e all’intestino nel 2015. Da tempo era costretto sulla sedia a rotelle.

“Siamo a lutto. Rip Helmut Kohl”, scrive su Twitter la Cdu, il partito della cancelliera tedesca Angela Merkel, di cui Kohl è stato presidente per 25 anni dal 1973 al 1998. La Cdu allega una foto in bianco e nero dell’ex cancelliere, che è considerato l’architetto della riunificazione tedesca. “E’ stato l’architetto della riunificazione tedesca e dell’amicizia franco-tedesca: con la scomparsa di Helmut Kohl perdiamo un grandissimo europeo”. E’ questa la prima dichiarazione di Angela Merkel, rilasciata dal portavoce della cancelliera Steffen Siebert, sulla morte di Helmut Kohl.

“La notizia della morte dell’ex cancelliere federale e amico mio Helmut Kohl mi colpisce profondamente. Mancherà perché è stato un vero amico ed alleato per me e per l’Europa. Mi ha condotto personalmente su tutte le vie dell’Europa”, dice il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, in una lunga dichiarazione in tedesco diffusa dalla Commissione europea. “Senza Kohl non esisterebbe l’euro” osserva Juncker in un altro passaggio, affermando che “aveva capito sin dall’inizio quale importanza politica ed economica, quale valore inestimabile e fascino avesse una moneta unica per il nostro continente”. “Per lui e per il suo grande compagno Francois Mitterand l’Europa è sempre stata un progetto di pace” aggiunge Juncker, sottolineando che Kohl “non ha mai dimenticato che il progetto europeo ha salvato il continente dopo le guerre mondiali. Quindi per lui non era solo una questione di prosperità, ma anche e soprattutto una chiamata a condividere la responsabilità verso il futuro”.

Pier Ferdinando Casini si dice “profondamente commosso per la scomparsa di Helmut Kohl, di cui mi onoro di essere stato estimatore ed amico”. “La sua figura rimarrà nella storia e i suoi meriti innegabili, per la Germania e per l’Europa, sono oggi da tutti riconosciuti con rimpianto profondo”, aggiunge l’ex presidente della Camera. “Kohl è stato un gigante dell’epoca contemporanea, un europeo tedesco che ha sempre salvaguardato l’Italia di cui è stato profondamente amico. Con Ciampi ha voluto il nostro Paese nella moneta unica e con i Democratici cristiani, da Fanfani a Forlani, ha profondamente ed intensamente collaborato. Penso che l’Italia dovrà ricordarlo come merita. Io – conclude sul suo blog il presidente onorario dell’Internazionale democratico cristiana (Idc-Cdi) – mi inchino alla memoria dell’ultimo grande leader democratico cristiano”.

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