Morte di Ciro Esposito, sconto di pena di 10 anni per l’ultras romanista De Santis

Morte di Ciro Esposito, sconto di pena di 10 anni per l’ultras romanista De Santis
Sicuramente sarà una sentenza che farà male a Napoli, e probabilmente provocherà una ondata di indignazione soprattutto tra i tifosi della squadra partenopea. Quello che è certo è che Daniele De Santis, il presunto ultras romanista che ha provocato la morte di Ciro Esposito, ha incassato un beneficio sulla pena di 10 anni. La morte del tifoso napoletano era avvenuta a poche ore dell’avvio della finale di coppa Italia, disputata a Roma nel 2104.
I giudici della Corte d’Assise d’appello hanno condannato a 16 anni De Santis, che in primo grado di giudizio aveva ricevuto una pena di 26 anni di reclusione. I giudici hanno assolto De Santis dall’accusa di rissa e hanno escluso l’aggravante dei futili motivi e la recidiva. Nell’ambito del medesimo procedimento, sono stati assolti anche Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito, accusati di rissa e lesioni. Per De Santis, il pg Vincenzo Saveriano, aveva sollecitato una pena di 20 anni i reclusione. “La nostra è una soddisfazione parziale -ha dichiarato l’avvocato Tommaso Politi- la nostra tesi è quella della legittima difesa e per questo faremo ricorso in Cassazione”. Nelle scorse settimane si era svolta una manifestazione proprio per evitare quello che oggi è accaduto, ovvero lo sconto di pena. Probabilmente, nelle prossime ore, la tensione tornerà a salire, visto che i familiari del giovane morto, in più occasioni hanno chiesto giustizia per la morte del loro parente.Quattrocento persone hanno chiesto ‘Verità e giustizia per Ciro’ partecipando al corteo organizzato da Antonella Leardi e dalla famiglia Esposito nei giorni scorsi, per dire no alla riduzione di pena per Daniele De Santis, condannato in primo grado a 26 anni per l’omicidio del tifoso del Napoli, a causa delle ferite riportate negli scontri prima della finale di Coppa Italia tra gli azzurri e la Fiorentina il 3 maggio 2014. Da oggi riparte la battaglia nei tribunali e probabilmente anche nelle piazze.
 
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