Migranti, per l’Italia assedio umanitario. In poche ore migliaia di migranti nei porti siciliani, calabresi e sardi

Migranti, per l’Italia assedio umanitario. In poche ore migliaia di migranti nei porti siciliani, calabresi e sardi
E’ ormai praticamente fuori controllo l’afflusso di profughi, migranti, semplicemente stranieri, che sono diretti in Italia e vengono intercettati dalle unità navali della Marina militare, della Guardia costiera, della guardia di finanza o delle unità nelle disponibilità delle organizzazioni non governative. Dopo  la sequela di migliaia di arrivi nelle ultime 48 ore, che hanno letteralmente esaurito le disponibilità italiane dell’accoglienza, in queste ore oltre 2000 sono i migranti sbarcati nel porto di Reggio Calabria a bordo della nave “Vos Hestia” di Save the Children ed in quello sardo di Cagliari.
 
Nei porti del sud Italia oltre 1000 persone e tra questi quasi 400 sono minori sbarcati a Reggio Calabria
 
835 uomini, 231 donne, 296 i minori: di questi, 55 non sono accompagnati. Provengono quasi tutti dall’Eritrea, dalla Somalia e dal Bangladesh. Purtroppo, va detto che i migranti non arrivano in Italia in buone condizioni di salute, ma in molti casi sono affetti da malattie contagiose. In Calabria sei di loro sono stati trovati affetti da varicella, mentre sono stati contati oltre 250 casi di scabbia. Poi c’è il dramma delle donne in stato di gravidanza, nelle ultime ore, sempre dalla “Vos Hestia” ne sono sbarcate sei, tutte incinte di pochi mesi. Tra i soccorritori e gli inquirenti c’è il sospetto che siano state vittime di violenza in territorio libico, prima della partenza. Ma esiste anche la disperazione dei minori, quattro di loro sono sotto osservazione: un neonato di quattro giorni, apparentemente in buona salute, e un bambino libico di dieci mesi affetto da danno cerebrale ipossico postpartum, in condizioni stabili, un altro neonato di un mese e mezzo, ed un bambino eritreo di tre anni con esiti di frattura, non trattata, della gamba destra con esiti deformanti.
 
Per l’accoglienza mobilitate tutte le risorse, ma i posti in Italia sono ormai esauriti
 
Pronto il trasferimento anche in Sicilia. Operativa sin dal primo mattino la macchina dell’accoglienza e di primo soccorso: oltre alla Prefettura di Reggio Calabria e alle forze dell’ordine, impegnati ad accogliere i 1066 migranti anche gli operatori del 118, dell’Usmaf, della Caritas e di altre associazioni di volontariato. La Protezione civile regionale ha provveduto ad allestire per i 250 casi di scabbia il sistema di docce pressurizzate per il trattamento dermatologico. Per la prima volta, il Piano di riparto approntato prevede il trasferimento di un gruppo di cento migranti in Sicilia: 50 ad Agrigento, 25 ad Enna e 25 a Messina. E sempre in Sicilia, stamattina sono sbarcati al molo Marconi del porto di Messina 417 migranti originari del Senegal, arrivati a bordo di un pattugliatore maltese. I migranti sono stati recuperati nel corso delle operazioni che, nei gioni scorsi, sono state condotte al largo del Canale di Sicilia. 93 le donne presenti a bordo, 10 delle quali incinte e numerosi minori. Ad accoglierli, al porto, il sistema di accoglienza, da subito attivo I migranti arrivati a Messina verranno trasportati in strutture cittadine, altri in diversi centri nel resto d’Italia.  
A Cagliari riprese le operazioni di identificazione e visite mediche per 903 stranieri
 
A Cagliari, invece, sono riprese le operazioni di identificazione e le visite mediche dei 903 migranti arrivati ieri. Di questi, 450 hanno trascorso la notte all’interno del terminal crociere, allestito con brande e lettini da Caritas, Protezione civile e associazioni di volontariato. Per gli altri 450 è stato, invece, disposto il trasferimento nei vari centri di accoglienza sparsi di tutta la Sardegna: 429 resteranno in provincia di Cagliari, 273 verranno accolti a Sassari, 117 a Nuoro e 84 a Oristano. Bambini e donne, sei delle quali incinte, hanno lasciato già il porto. Si prevede che entro la fine della giornata saranno ultimate tutte le procedure di identificazione e accoglienza.
 
Manette per tre presunti scafisti. Si tratta di due eritrei e di un libico
 
Intanto, per lo sbarco di 674 migranti avvenuto a Pozzallo, sono stati fermati dalla polizia due eritrei. Yemane Haile, di 38 anni, e Yihanas Taghlet, di 39, sono accusati di aver condotto un barcone in legno con 450 persone. I due sono stati condotti presso il carcere di Ragusa. A Catania, invece, la Polizia e la Guardia di Finanza hanno fermato un 30enne libico con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in relazione allo sbarco di 789 migranti, partiti dalle coste libiche e sbarcati a Catania lo scorso 27 giugno a bordo della nave della guardia costiera ‘CP 941 Ubaldo Diciotti’. A riconoscere il 30enne sono stati gli stessi migranti. Decisive per le indagini, la ricostruzione dell’equipaggio della guardia costiera, le dichiarazioni dei migranti e alcune immagini estrapolate dal cellullare del presunto scafista. 
 
Solidarietà dell’Ue: “Sosteniamo l’Italia sulla cooperazione regionale sugli sbarchi”
 
“Sosteniamo l’Italia nelle discussioni sulla cooperazione regionale sugli sbarchi”. Così da Bruxelles una portavoce della Commissione, Natasha Bertaud, commentando la possibilità che l’Italia chiuda i suoi porti alle ong straniere. La riunione informale dei ministri dell’Interno dell’Ue della prossima settimana in Estonia “deve essere l’occasione per discutere a livello politico” della questione e “decidere sostegno immediato all’Italia”, ha sostenuto l’esecutivo comunitario. La Commissione ha assicurato di lavorare “mano nella mano” con l’Italia e chiede agli altri Stati membri di “raddoppiare gli sforzi lungo la rotta del Mediterraneo centrale”, ha continuato la portavoce. “L’Italia ha ragione. La situazione è molto impegnativa” e “tutti gli Stati membri devono mostrare solidarietà nei confronti dell’Italia”. L’esecutivo comunitario, intanto, si dice pronto “a aumentare il sostegno all’Italia, incluso con un sostanziale aumento dell’assistenza finanziaria”, ha sottolineato la portavoce.