Migranti. Europa come Ponzio Pilato. Il Pd insegue la destra estrema, e vuole il blocco militare. Noi, come le Ong, stiamo con le regole del Diritto umanitario internazionale

Migranti. Europa come Ponzio Pilato. Il Pd insegue la destra estrema, e vuole il blocco militare. Noi, come le Ong, stiamo con le regole del Diritto umanitario internazionale

Alla riunione informale dei ministri dell’interno Ue del prossimo 6-7 luglio a Tallinn “non daremo nessuna risposta, ma ascolteremo dall’Italia quali sono stati i cambiamenti quest’ultima settimana” per vedere “come affrontare la questione della protezione delle frontiere, dei porti e le relazioni con la Libia”. Ha risposto così a chi gli chiedeva quali soluzioni concrete sono in preparazione, il ministro dell’interno estone Andres Anvelt, che guiderà i lavori dei colleghi Ue la prossima settimana. “Il ministro dell’interno italiano prenderà la parola per spiegare quanto sta succedendo, e poi ci sarà una discussione” tra i 28, ha detto Anvelt spiegando cosa accadrà al Consiglio Ue affari interni informale della prossima settimana. Ed essendo appunto una riunione informale, non potrà prendere decisioni, nonostante gli appelli di Gentiloni, Minniti e di altri esponenti del governo e della maggioranza all’Unione Europea di aiutare l’Italia. Accanto al “vedremo, discuteremo, e non decideremo” di Tallinn, ecco rispuntare il presidente della Commissione europea Juncker, anch’egli abbonato alle frasi con i verbi coniugati al futuro: “vedrò con il primo ministro italiano e con il primo ministro greco la prossima settimana quali ulteriori sforzi la Commissione possa attuare per aiutare l’Italia e la Grecia nelle loro difficili sfide”, ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel corso della visita al governo estone alla vigilia del semestre di presidenza di Tallin del Consiglio dell’Unione europea. Il riferimento è agli arrivi di migranti nei due Paesi affacciati sul mar Mediterraneo, dopo che a Juncker è stato chiesto se la Commissione abbia intenzione di aiutare l’Italia, dove gli arrivi di migranti dalla Libia sono aumentati di un terzo rispetto a un anno fa. Ora, delle due l’una: o gli sbarchi rappresentano davvero un’emergenza umanitaria, che va risolta anche a Bruxelles, poiché il Mediterraneo è un mare che abbraccia tre continenti; oppure, per  i leader del nord Europa è faccenda che riguarda solo alcuni paesi che vi si affacciano, Italia e Grecia su tutti. Sul piano politico, dunque, nonostante le minacce evocate dal ministro dell’Interno Minniti di chiudere i porti alle navi Ong che battono bandiera non italiana, arrivano da Bruxelles e da Tallin altri ceffoni all’Italia. E francamente non è una notizia positiva, poiché contribuisce a scatenare le pulsioni più becere dei fascisti e dei sovranisti nostrani, in silenzio dopo le sconfitte di Le Pen in Francia.

L’Osservatore Romano, Avvenire e la Santa Sede criticano aspramente l’Europa priva di solidarietà, e non apprezza la chiusura dei porti

In prima linea contro un’Europa “priva di solidarietà” perfino l’Osservatore Romano, il quotidiano pomeridiano della Santa Sede, che in un durissimo editoriale (dopo quello di Marco Tarquinio su Avvenire, il quotidiano dei vescovi) scrive: “per il momento l’immagine dell’Unione che esce da questo confronto è quella di un’istituzione povera di solidarietà, verso i migranti e verso i paesi membri in difficoltà”. Per il giornale vaticano, “è stato Emmanuel Macron, da poco entrato all’Eliseo e forte di una schiacciante maggioranza all’assemblea nazionale, a dare voce a tutti quei distinguo che indeboliscono il già fragilissimo sistema europeo di mutua assistenza. Il presidente francese ha infatti espresso una disponibilità all’aiuto ‘condizionata’. Parigi, in poche parole, è disposta a valutare la possibile accoglienza dei richiedenti asilo per motivi politici, ma non dei migranti per motivi economici, che in realtà sono l’80 per cento di coloro che arrivano in Italia”. E, prosegue l’Osservatore Romano, “nonostante tutte le intese, finora all’Italia è toccato sia l’onere dei salvataggi in mare, sia quello dell’accoglienza. E nel momento di salvare una persona dall’annegamento non si può certo distinguere tra chi cerca di raggiungere l’Europa per sfuggire alla persecuzione politica e chi cerca di sottrarsi alla fame”. Insomma, il ragionamento del quotidiano della Santa Sede non è buonista, anzi, al contrario, esprime il disagio di chi ancora crede nelle regole del Diritto internazionale umanitario, nelle regole del Diritto del mare, per i quali una persona in mare va salvata sempre, senza distinzioni.

De Petris: “l’Europa dimostra scarsa consistenza politica”. L’Anci: “i sindaci europei si facciano carico dell’accoglienza”

Analisi in qualche modo condivisa dalla capogruppo di Sinistra Italiana al Senato, Loredana Del Petris, per la quale “bisogna stare attenti a quel che si dice e mantenere i nervi a posto. Le proteste del governo italiano sono del tutto fondate e l’Europa, ancora una volta, sta dimostrando la propria scarsa consistenza politica. Ma minacciare di chiudere i porti, anche solo per cercare di spingere la Ue a fare quel che dovrebbe fare, rischia di moltiplicare paure e fobie irrazionali”, scrive De Petris in una nota. Ma anche i sindaci dell’Anci sono sul piede di guerra. “Mi auguro che mercoledì al vertice di Tallin sia trovata una soluzione. Non è pensabile che l’Italia sia lasciata sola a gestire il flusso dei migranti. I territori stanno soffrendo e il sistema di accoglienza sta arrivando alla saturazione”, afferma infatti Antonio Satta, componente del direttivo dell’Anci. “Tanta solidarietà a parole, e vorremmo che i sindaci europei si facessero carico dell’accoglienza – continua Satta – Vediamo invece tanto egoismo. E non servono i soldi, ma la capacità anche all’estero di accogliere”. E mentre c’è sintonia sulla delusione che l’Unione europea provoca tra esponenti della sinistra e coloro che l’accoglienza la praticano sul serio (le diverse anime laiche e religiose), i sindaci, in attesa che da Bruxelles si decida qualcosa, una stranissima, inquietante e singolare sintonia pare invece manifestarsi tra le posizioni del Partito democratico e la Lega.

L’inquietante deriva a destra del Pd: Emanuele Fiano e “i numeri insostenibili”, deriso perfino dalla Lega

Sorprende molto negativamente la deriva a destra, il vero e proprio inseguimento a destra sulle posizioni più estreme della Lega che il Partito democratico sta compiendo in queste ore, anche se in realtà già col famigerato decreto Minniti, poi convertito in legge, sulle “città ripulite dai clochard”, vi era stata una prima conversione. Emanuele Fiano, della segreteria democratica, ha esplicitamente detto, “se non un’identità, se non integri, sei invaso”. Ma da chi? Poi ha aggiunto che “i numeri sono insostenibili”. Vorremmo sommessamente ricordare, a noi stessi, che la Germania ha accolto più di un milione di profughi e migranti economici. E il deputato europeo leghista Angelo Ciocca coglie subito la palla al balzo e scrive in una nota che “il Pd ora cerca di superarci a destra”. E aggiunge, con malizia: “ora dopo 10 lunghi anni di battaglie i soloni del Pd ci danno ragione e ammettono finalmente che è in corso un’invasione e che i flussi migratori sono completamente fuori controllo”.

Il governatore campano De Luca parla come Giorgia Meloni: “bloccarli militarmente”

Interviene inoltre il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, secondo il quale per affrontare l’emergenza migranti “servono decisioni drastiche, come il blocco dei porti”. Di fronte ai flussi “che ci accompagneranno nei prossimi decenni e che non si risolvono con la demagogia” occorre “bloccarli, anche militarmente. E questo va fatto per costringere Onu ed Europa a prendere decisioni”. Una posizione, questa del governatore De Luca, che è analoga a quella della leader della destra Giorgia Meloni, la quale detta: “Lo ripetiamo da anni, l’unica soluzione reale per fermare l’invasione è un blocco navale europeo al largo delle coste libiche, il resto è solo inutile propaganda. La nuova proposta ventilata da Gentiloni e Minniti di impedire alle navi delle ong straniere di entrare nei porti italiani è semplicemente un’idiozia”.

Insomma, come si evince da queste dichiarazioni, la razionalità è del tutto sfuggita agli esponenti del Pd, i quali nella corsa poderosa a mostrare i muscoli incontrano, e non per caso, le medesime posizioni militariste della destra. Come se le migrazioni ormai fossero da considerare invasioni da bloccare con le armi. Noi, anche questa volta stiamo con il Diritto internazionale umanitario e con coloro che credono di poter dare soluzione alla vicenda dei migranti con le regole e mai con i cannoni.

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