Migranti e rom, il M5S cala la maschera: tolleranza zero, via campi e centri d’accoglienza a Roma. E’ la stessa ricetta di Salvini ed Alemanno, mancano solo le ruspe. L’incredibile deriva di Raggi e Grillo. Ma perdoniamoli, forse è solo un bluff elettorale…

Migranti e rom, il M5S cala la maschera: tolleranza zero, via campi e centri d’accoglienza a Roma. E’ la stessa ricetta di Salvini ed Alemanno, mancano solo le ruspe. L’incredibile deriva di Raggi e Grillo. Ma perdoniamoli, forse è solo un bluff elettorale…
Ed alla fine la sindaca Raggi si è tolta la maschera istituzionale, per comodo, o forse obbligata dai risultati dell’ultima tornata amministrativa, ed ha indossato quella di ‘picconatrice’ e ‘pasdaran’ incarnando i peggiori istinti delle destre populiste italiane ed europee. Raggi ha anche ricevuto il pieno appoggio del suo capo Beppe Grillo, che non solo ha approvato la svolta, ma ha rilanciato sui rom. Piace a tutti avere una città senza problemi, perfettina, precisina, senza difficoltà nella raccolta dei rifiuti, senza difficoltà nella mobilità e nei trasporti pubblici, senza difficoltà con il personale delle materne e dei nido comunali. Magari senza buche e perché no… senza migranti e rom. Raggi, invece di adoperarsi sul campo ed investire in proposte, progetti e naturalmente risorse, sceglie la strada più semplice quella della fuga e dell’addebito su altre spalle.
 
Raggi al Prefetto di Roma: “Moratoria sugli arrivi dei migranti e stop a nuove strutture d’accoglienza”
 
Ecco quanto ha certificato questo martedì per rilanciare (a destra ndr) la sua immagine logorata di sindaco, chiedendo di sospendere i nuovi arrivi di migranti a Roma e, di conseguenza, fermare la realizzazione di nuove strutture di accoglienza. Raggi, nella missiva al prefetto di Roma ricorda la “forte presenza migratoria e il continuo flusso di cittadini stranieri”, chiede una moratoria sugli arrivi e sottolinea che “è impossibile, oltre che rischioso, ipotizzare nuove strutture di accoglienza, peraltro di rilevante impatto e consistenza numerica sul territorio comunale”. “Per tali motivi – spiega Raggi – questa amministrazione, in considerazione degli elevati flussi di migranti non censiti, auspica che le valutazioni sulle dislocazioni di nuovi insediamenti tengano conto della evidente pressione migratoria cui è sottoposta Roma Capitale e delle possibili devastanti conseguenze in termini di costi sociali e di protezione degli stessi beneficiari, evitando di gravare, ulteriormente, sul territorio comunale”.
 
Grillo ordina alla Raggi il percorso da seguire per ‘eliminare’ i campi rom nella capitale. Peccato che è una vecchia ricetta di Alemanno
 
In combinata, certamente studiata a tavolino tra Genova, Milano e Roma è arrivato il post del Garante del Movimento, Beppe Grillo che invece si concentra (un colpo al cerchio e uno alla botte ndr) sui campi rom, che portarono alla vittoria sui tempi della sicurezza le destre in Campidoglio con il candidato Alemanno. Ricordiamo quei tragici giorni dell’omicidio della signora Reggiani in un vialetto adiacente una anonima stazione a pochi passi da viale Tor di Quinto e dal Comando unità speciali dell’Arma dei Carabinieri. Sembra che il Movimento innovatore per eccellenza voglia ripartire da vecchie ricette, fritte e rifritte e già perdenti nel recente passato. Ma prima di dare il giusto diritto di notizia al comico genovese, vorremmo ricordargli quello che un sindaco del recente passato, Gianni Alemanno, pensava e proponeva esattamente il 30 agosto del 2010. La notizia è ancora visibile su tanti portali d’informazione e noi l’abbiamo recuperata da affariitaliani.it. Eccola: “In arrivo una stretta del Campidoglio e le forze dell’ordine contro i campi nomadi abusivi: entro una settimana partirà un piano che prevede la chiusura progressiva degli insediamenti non regolari che insistono nel territorio della capitale.A stabilirlo è stato un vertice in Prefettura tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il questore Francesco Tagliente, il prefetto Giuseppe Pecoraro ed i rappresentanti di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale”.
 
Abbiamo predisposto un piano per la chiusura progressiva degli accampamenti abusivi, offrendo naturalmente accoglienza a tutti coloro che ne hanno bisogno“, ha spiegato Alemanno al termine dell’incontro. Il numero degli insediamenti abusivi è stato stimato su una cifra che oscilla tra i 150 ed i 200. Alemanno ha sottolineato: “Parallelamente il piano nomadi andrà avanti, per chiudere tutti i campi tollerati e quelli abusivi più grossi. I cosiddetti microcampi – ha aggiunto – dove spesso avvengono delle disgrazie, non sono accettabili: versano in condizioni igienico sanitarie inaccettabili”. Nei prossimi giorni, spiega ancora Alemanno, “si svolgerà una prima riunione tra la Polizia Municipale, la Polizia di Stato ed i Carabinieri per confrontare i rispettivi dati. Si comincerà entro una settimana dai campi più pericolosi”. Incredibile ma vero, la ricetta è la stessa del Grillo nazionale. Eccola e sembra di sentire Alemanno: “A Roma si cambia musica. Chiusura dei campi rom e censimento delle aree abusive e delle tendopoli”.
 
Ecco le parole di Grillo: “Stop. Questa storia si chiude qua. Ora a Roma si cambia musica…”
 
“Stop. Questa storia si chiude qua – si legge nell’articolo – Ora a Roma si cambia musica. Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori. Nessuno prima d’ora aveva mai affrontato il problema in questo modo. Il servizio applicato è capillare e copre tutta la città. Iniziamo a chiudere i primi due di nove campi ancora presenti a Roma. Lo diciamo subito: ci vorrà tempo. Queste non sono operazioni che si fanno dall’oggi al domani. Qualsiasi tecnico specializzato vi dirà che serviranno mesi. Come per tutto quello che la vecchia politica ha lasciato a Roma, anche in questo caso il MoVimento 5 Stelle non ha la bacchetta magica. Ma ha la libertà di fare le cose che dovevano essere fatte 20 anni fa. E allora iniziamo: i campi della Monachina e La Barbuta verranno chiusi. Parliamo di 700 persone che risiedevano qui”.
 
Ed a stretto giro di ‘post’ arriva quello di Salvini che si complimenta per la svolta: “Bentornata sulla terra alla Raggi…”
 
Una vera e propria svolta che viene confermata, non da Alemanno, che dovrebbe chiedere i diritti a Grillo, ma dal più ‘incisivo’ Salvini che si affida a Facebook per approvare quanto detto dalla sindaca e confermato da Grillo: “Il sindaco di Roma al prefetto: ‘Bisogna limitare l’arrivo di altri immigrati, è rischioso pensare di aprire nuove strutture’. Bentornata sulla terra a Virginia Raggi, adesso però aspettiamo che non regali 10.000 euro ai Rom per pagarsi affitto e bollette!”.
 
Marta Bonafoni (Art.1-Mdp): “Incapacità e mancanza di volontà della sindaca di gestire il fenomeno”
 
“Le affermazioni della sindaca Raggi che chiede di sospendere i nuovi flussi migratori confermano l’incapacità e la mancanza di volontà di gestire il fenomeno nella città di Roma. ‘Impossibile e rischioso’, accogliere altre persone, dice lei. Ma impossibile è arrivare, nel periodo dell’anno con il picco dei flussi più elevato, senza un piano strategico e senza strutture per l’accoglienza dei migranti; rischioso, a maggior ragione, sia per chi arriva che per i residenti, è non attrezzare la città in vista dei nuovi arrivi. Ci troviamo di fronte a una capitale europea che, al contrario delle altre, si fa cogliere ancora una volta impreparata e inospitale e che continua a gestire la questione dei migranti come un problema emergenziale e di ordine pubblico. Se si tratta di risollevare le sorti della campagna elettorale – in vista dei pochi ballottaggi a cui hanno avuto accesso i Cinque Stelle – lo diciamo con forza e chiarezza: è davvero una propaganda della peggior specie”.
Fassina, Sinistra Italiana: “Raggi scarica sue responsabilità di governo”
“La sindaca Raggi chiede aiuto al prefetto perché si faccia interprete presso il ministro Minniti di una moratoria su ulteriori arrivi di migranti a Roma. La Raggi ritiene rischioso ipotizzare ulteriori strutture di accoglienza. In questi mesi abbiamo più volte denunciato la continua mancanza di risposte dell’Amministrazione sull’accoglienza, la carenza di strutture e il gravissimo attacco a volontari e cittadini, come il Baobab Experience, che coprono il gap delle istituzioni. La richiesta di moratoria da parte di Virginia Raggi, rilanciata con retorica leghista sul blog di Beppe Grillo, nasconde le difficoltà elettorali del m5s. Inoltre, è una richiesta finalizzata a scaricare su altri le responsabilità delle conseguenze inevitabili della scelta della sua Amministrazione di non preparare e avviare l’attuazione di un piano di accoglienza degno di una capitale europea. Invece di sottrarsi a difficili compiti di governo, la Giunta Raggi prepari il piano necessario. Il M5s a Roma non è all’opposizione. Governa la città”.
 
Gianluca Peciola: “Quando sei in difficoltà politica, addosso a rom, ebrei…”
 
“Quando sei in difficoltà politica, addosso a rom, ebrei, migranti. L’originalità del governo Raggi sta nell’aver risparmiato gli ebrei… per ora”. Lo scrive su Facebook Gianluca Peciola, ex capogruppo Sel in Campidoglio.
 
I radicali Magi e Capriccioli: “Solo propaganda e nessuna proposta concreta”
 
“Sul fronte dei migranti non si tratta di un problema di numeri, ma di come quei numeri dovrebbero essere gestiti. Dopo il disastro di Mafia Capitale – da noi denunciato mesi prima che l’indagine scoppiasse – era necessario un cambio di marcia deciso e cambiamenti profondi, che tuttavia non sono arrivati: a cominciare dall’ultimo bando Sprar, che invece di privilegiare le buone prassi di accoglienza diffusa e finalizzata all’inserimento nel territorio ha agevolato l’assegnazione dei posti ai grandi gruppi, già noti per quanto fatto in passato, senza scardinare i monopoli esistenti. In più rimane ancora insoluta la questione dei migranti ospitati nel presidio informale di Tiburtina, che troverebbero posto nel circuito cittadino dell’accoglienza se solo ci fosse la volontà politica di intervenire”. Il risultato? si chiedono i due espinenti radicali.
“Si va avanti così, a forza di proclami irrealizzabili e irrealizzati, invece di fare proprie le proposte e le buone prassi sostenute dai cittadini: facendo venir meno anche l’elemento che – a chiacchiere – costituirebbe il cuore della retorica grillina, cioè la partecipazione popolare, pur di continuare a tenere le distanze con qualsiasi altro soggetto politico ed evitare un confronto che si riesce a interpretare solo come scontro, e mai come dialogo costruttivo”, concludono, in una nota, Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma.
 
Debora Diodati (Cri): “Mi auguro che il sindaco aiuti a gestire al meglio un sistema dell’accoglienza che necessita del contributo di tutte le Istituzioni”
 
“Credo che occuparsi di accoglienza sia elemento che deve saper coniugare aiuto umanitario e legalità. Roma, d’altro canto, vive una situazione di deficit strutturale sull’assistenza a persone fragili che comprende anche le persone migranti e che necessita di interventi organici. Per questo mi auguro che il Sindaco – a cui mi sento di proporre un incontro con le realtà del volontariato – aiuti a gestire al meglio un sistema di accoglienza che necessita del contributo di tutte le Istituzioni. E’ necessaria, infatti, un’azione di intervento ad ampio raggio sul disagio e le fragilità sociali, economiche e umane”. Così in una nota Debora Diodati, Presidente della Croce Rossa di Roma.
 
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