Migranti. 12mila sbarchi in 48 ore e si grida all’emergenza. Mattarella accusa la Ue, e il governo si accoda, minacciando la chiusura dei porti. Per SI, una scelta ipocrita e sbagliata

Migranti. 12mila sbarchi in 48 ore e si grida all’emergenza. Mattarella accusa la Ue, e il governo si accoda, minacciando la chiusura dei porti. Per SI, una scelta ipocrita e sbagliata

In visita di Stato in Canada, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato il sasso sulla situazione degli sbarchi dei migranti nei porti italiani: “Se continuasse con questi numeri la situazione diventerebbe ingestibile anche per un Paese grande e aperto come il nostro”. Mattarella ha sottolineato come “l’immigrazione sia un fenomeno epocale che non si può affrontare con i muri. Bisogna affrontarlo con serietà stroncando i trafficanti e governando gli arrivi”. Tutto questo, ha aggiunto, “può farlo solo la Ue nel suo complesso”. Per Mattarella il fenomeno migratorio “va governato assicurando la sicurezza dei cittadini”. Alcuni paesi membri non lo hanno capito, secondo Mattarella e “il Canada può aiutarci a farlo capire”.  La gravità della situazione, insomma, è evidente, proprio mentre si parla di circa 12mila sbarchi in 48 ore. Non a caso sono parole precedute, appena ieri, da un richiamo quasi polemico (un tono che Mattarella usa veramente di rado) ad un’Europa che non sa o non vuole intervenire. A Roma si sta perdendo la pazienza, o anche più, e lo dimostra la minaccia per nulla velata rivolta ai partner: se continua così saremo costretti a negare gli attracchi ai nostri porti alle navi che raccolgono i naufraghi. Al tempo stesso si nota con soddisfazione che qualcuno adesso propone un vertice dei paesi europei di approdo.

Passo formale dell’Italia verso la Commissione UE: agisca o altrimenti chiudiamo i porti

Ecco la ragione del passo formale dell’Italia nei confronti della Commissione Europea sul tema dei migranti. A quanto si apprende, il governo avrebbe dato mandato al rappresentante di Roma presso l’Ue, l’ambasciatore Maurizio Massari, di porre il tema degli sbarchi in Italia al commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos. Il messaggio consegnato alla Commissione sottolinea come la situazione che l’Italia sta affrontando sia grave e, di fronte a questa realtà, l’Europa non possa voltarsi dall’altra parte. L’appello lanciato ai partner europei parte da un presupposto: è diventato ormai insostenibile che approdino in Italia tutte le navi impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti. Nel caso l’Unione resti sorda a questo primo avviso, Roma potrebbe anche arrivare a negare l’approdo nei porti per le navi che non battono bandiera italiana e che non fanno parte di missioni europee. Questo primo passo ufficiale dell’Italia verso l’Europa rappresenta di fatto una via di mezzo fra la linea Gentiloni e quella Minniti.

Gentiloni al Congresso Cisl: “L’Europa non giri la faccia dall’altra parte”

Sul punto interviene, come aveva già fatto nei giorni scorsi, lo stesso premier Paolo Gentiloni. “Voglio dire che è un Paese intero che si sta muovendo per gestire quest’emergenza migratoria – ha sottolineato Gentiloni dal congresso della Cisl -. E’ l’Italia intera che si sta muovendo. Non per soffiare sul fuoco”. Il premier specifica che l’obiettivo è “chiedere all’Europa che la smetta di girare la faccia dall’altra parta” in quanto “non è più sostenibile”. In realtà, almeno dalla Commissione europea, a Bruxelles sembrano molto sensibili alle parole che arrivano da Roma. Lo stesso Avramopoulos, commissario europeo per l’immigrazione, ha postato su Twitter la foto del suo incontro con il diplomatico Massari e ha scritto: “Ho discusso con l’ambasciatore italiano del nostro sostegno verso il loro Paese a seguito dell’aumentato numero di arrivi. Gli Stati membri devono rendere concreti gli impegni presi nel Consiglio Ue sul Mediterraneo centrale”. D’altra parte, sul dossier migranti il governo vanta di avere le carte in regola. Sembrano infatti archiviate le polemiche dei mesi scorsi, quando dalla Ue si faceva notare che Roma non registrava i migranti in entrata nei cosiddetti ‘hotspot’ di primo approdo. Ed ora, avendo fatto ‘i compiti a casa’, l’Italia chiede che pure gli altri Paesi europei facciano la loro parte, visto che l’estate – purtroppo – promette nuovi arrivi.

Gli sbarchi continuano: circa 12mila in 48 ore

Il ministro degli Interni Marco Minniti ha rinunciato a un viaggio negli Usa per gestire l’emergenza. Sono infatti 8500 le persone raccolte dalle navi dei soccorritori in 48 ore e dirette verso i porti italiani da inizio settimana. Giovedì al porto di Reggio Calabria sbarcheranno in 1065. La nuova linea dura adottata dal governo è sostenuta anche dalla ministra della Difesa Roberta Pinotti, che ribadisce: “Abbiamo dato mandato al nostro ambasciatore di fare un passo formale verso l’Ue”, spiega. E per quanto riguarda l’ipotesi di chiudere i porti alle navi non europee si limita a precisare: “Dalla discussione che verrà fatta vedremo cosa dovrà seguire. Certamente l’Italia non può continuare a sostenere da sola gli arrivi di questi migranti”.

Opposizioni sul piede di guerra: Minniti riferisca in Parlamento. Sinistra Italiana: la chiusura dei porti sbagliata e ipocrita

Scoppia intanto la polemica politica. Sul piede di guerra le opposizioni. Forza Italia, per voce del capogruppo Renato Brunetta, richiede un’informativa urgente da parte del governo sul tema migranti e sul blocco dei porti. “Se il ministro Minniti non ritiene di dover riferire all’aula glielo chiediamo noi, ma siamo sicuri che lo farà”, ha detto. Alla richiesta si sono aggiunti Lega e FdI. Anche il M5S si è associato. Per Sinistra Italiana-Possibile chiudere i porti è una scelta “sbagliata e ipocrita” che “serve solo ad inseguire la propaganda xenofoba della Lega e del M5S”. Per questo anche SI chiede a Minniti di riferire al Parlamento prima di prendere una decisione. Proprio oggi, peraltro, è arrivato il via libera a un piano per aiutare direttamente i Paesi d’origine dei migranti. Il piano prevede lo stanziamento iniziale di 3,3 miliardi di euro che, attraverso un effetto leva, dovrebbe innescare ulteriori investimenti dai privati, arrivando fino a 44 miliardi. Non solo, il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi plaude all’ipotesi proposta oggi dai commissari Ue di legare l’esborso dei fondi comunitari al rispetto dello Stato di diritto e degli obblighi su immigrazione da parte degli Stati membri. “Finanziamenti a chi rispetta le regole dello stato di diritto, a iniziare dall’accoglienza e redistribuzione dei migranti”, sottolinea Gozi perché “la solidarietà non può e non deve essere a senso unico”.