Manifestazione Santi Apostoli dell’1 luglio, a Roma. Gestazione difficile. Con Campo progressista e Articolo1-Mdp, delegazione di Sinistra Italiana. Fratoianni a Pisapia: dieci punti per un programma. Partecipano minoranza Dem, Boldrini, Bassolino, Onida

Manifestazione Santi Apostoli dell’1 luglio, a Roma. Gestazione difficile. Con Campo progressista e Articolo1-Mdp, delegazione di Sinistra Italiana. Fratoianni a Pisapia: dieci punti per un programma. Partecipano minoranza Dem, Boldrini, Bassolino, Onida

Una gestazione difficile per una manifestazione che mette in campo le anime della sinistra, divisa, frastagliata. La piazza Santi Apostoli, quella storica dell’Ulivo, della vittoria di Romano Prodi, giorno dopo giorno ha visto crescere i partecipanti. I colori della piazza, del palco: il rosso e l’arancione, quello della lista di Pisapia alle elezioni a Milano. Apre la manifestazione un video di Claudio Amendola, poi parlano Francesca Chiavacci, presidente Arci, Valerio Onida, comitato per il no, e prenderà la parola anche Leoluca Orlando. Concludono Bersani e Pisapia.

La novità, importante, dell’ultima ora è l’annuncio della presenza di una delegazione di Sinistra italiana, composta da Loredana De Petris, Giulio Marcon, Stefano Fassina, Laura Lauri, dato dal segretario nazionale Nicola Fratoianni il quale sottolinea che “personalmente non sarò in piazza in quanto non invitato” ma esprime interesse per la manifestazione cui parteciperà, appunto, una delegazione di SI e avanza proposte di confronto per costruire un programma di alternativa. In piazza Santi Apostoli anche i Verdi: “il 1 luglio – afferma il leader Bonelli in una nota – noi Verdi saremo numerosi in piazza e con Luana Zanella sul palco per rappresentare le istanze ecologiste”.

Nata per iniziativa di Giuliano Pisapia con il suo Campo progressista, in rapporto diretto con Renzi Matteo, sostenuta da Repubblica in particolare, in vista della possibile costruzione di una coalizione di centrosinistra, è andata sempre più assumendo il carattere di una iniziativa autonoma rispetto al Pd nella crescente irritazione del segretario dei Dem. Il rifiuto di Pisapia di far parte di un listone proposto da Renzi ma la disponibilità a primarie di coalizione in cui decidere il candidato premier avevano fatto balzare sulla sedia il Renzi. I suoi “collaboratori” lo hanno ripetuto fino ad oggi, il candidato è lui e non se ne parla. Il disastro del Pd nei ballottaggi, l’arroganza con cui il signorotto di Rignano ha risposto a tutti coloro che nel Pd, vedi Franceschini, hanno mosso critiche al suo operato, sono state una risposta eloquente a chi ancora sperava in un ripensamento dell’ex premier per rilanciare il centrosinistra. Perfino Romano Prodi che si era offerto per operare come collante, il Vinavil, è stato liquidato con qualche battuta.

Discontinuità, alternativa, programma, le “parole” della manifestazione

Si è aperta una situazione nuova fin dal momento in cui Articolo1-Mdp ha aderito alla iniziativa che in origine doveva essere una assemblea poi trasformata in manifestazione. Discontinuità, alternativa, sono queste le parole chiave dello “stare insieme”. Mdp proprio in questi giorni con l’assemblea regionale del Lazio conclusa da Massimo D’Alema, uno dei fondatori del Movimento, insieme a Bersani e Enrico Rossi, il presidente della Toscana, ha detto a chiare lettere che non si scioglierà, lavorerà per diventare una grande forza di sinistra, popolare, democratica, parteciperà alla costruzione di  alleanze,  solleciterà partecipazione dal basso. Così come in un appello lanciato da iscritti di Articolo1 che ha raccolto tante adesioni di cui diamo notizia in altro articolo.

“Il messaggio – dice Roberto Speranza – è semplice: il renzismo va archiviato, superato. Punto. Certe critiche che sento dentro il Pd vanno bene, meglio tardi che mai, ma bisogna entrare nel merito: scuola, lavoro, sanità. Il nostro popolo ci ha lasciato come conseguenza di politiche sbagliate. Ora spetta a noi, fuori dal Pd, il compito di costruire un campo largo”.

Gestazione difficile, dicevamo, anche per la scelta di chi prenderà la parola. Sarà Pisapia a concludere, meglio dire l’inizio di un percorso. Interverranno Bersani, il professor Onida. Saranno presenti personalità del mondo politico, delle istituzioni a partire dalla presidente della Camera, esponenti della minoranza Dem come il ministro Orlando e Gianni Cuperlo, Bassolino, il sindaco di Palermo, Nicola Zingaretti, presidente Regione Lazio, Pippo Civati di Possibile, David Sassoli, parlamentare europeo, Pd, area vicina a Franceschini, esponenti di movimenti, associazioni, sindacati, del mondo della cultura. Tomaso Montanari e Anna Falcone, la cui partecipazione era data per certa, hanno declinato l’invito all’ultimo momento, motivando la scelta con un articolo su Huffington Post.

Sinistra italiana: discutiamo di merito invece che di formule indicando un cambiamento netto

Ci sarà come abbiamo detto all’inizio una delegazione di Sinistra Italiana annunciato dal segretario nazionale Nicola Fratoianni, notizia importante accompagnata da una presa di posizione molto chiara. “Guarderemo con molto rispetto la piazza – afferma in una dichiarazione a Sky tg24 – ma il punto è che essere alternativi al Pd oggi è condizione necessaria ma non sufficiente. Dobbiamo discutere come si declina quest’alternativa. Incontriamoci e vediamo se è possibile costruire una piattaforma su dieci punti: ad esempio su come reintrodurre l’art 18 e abolire il Jobs act, su come fare investimenti pubblici che pongano al centro la messa in sicurezza idrogeologica, il sostegno al reddito, la valorizzazione del patrimonio culturale”. Sull’opportunità di costruire un centrosinistra, Fratoianni sottolinea: “Il problema qui è che non manca il centro ma la sinistra. E serve una sinistra  coraggiosa. Vorrei discutere di merito invece che di formule – prosegue – per indicare un cambiamento molto netto e radicale rispetto alle politiche di questi anni del Pd di Matteo Renzi che, credo, abbiano prodotto un arretramento serio delle condizioni di vita degli italiani, è aumentata la precarietà. Il sistema sociale è quasi al collasso. Di fronte a questa situazione serve una proposta alternativa a quella messa in campo”.

Il Pd riunisce i circoli a Milano. Tavoli tematici mentre il partito è nella bufera

Domani intanto il Pd renziano riunisce a Milano i circoli in vista della Direzione. Alcune ore di discussione nel pomeriggio, a partire dalle 17.30, tavoli tematici tipo Leopolda con titoli che più banali non si può: casa, Pd, partito comunità, social media party, amministrazioni, giovani, democrazia e partecipazione. Sabato qualche ora per discutere “dalle parole ai fatti”, tradotto i “mille giorni” di Renzi al governo, idee per l’Italia, testimonianze di Don Ciotti sul mondo delle associazioni. E le conclusioni all’ora di pranzo. Si annuncia uno show di Renzi Matteo mentre il partito è nella bufera.

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