Legge elettorale. Ha ragione Andrea Orlando: in Commissione si profila un Cinesellum, un sistema incomprensibile e imbarazzante, e poco democratico

Legge elettorale. Ha ragione Andrea Orlando: in Commissione si profila un Cinesellum, un sistema incomprensibile e imbarazzante, e poco democratico

Il premio alla miglior battuta della giornata in tema di riforma elettorale va certamente attribuito al ministro della Giustizia Andrea Orlando, che parlando nel corso di una iniziativa in provincia di Bari ha esclamato: “Spero che rimanga il modello tedesco e non diventi un modello cinese. Abbiamo un vincolo datoci dalla direzione del partito e se ci dovessimo allontanare troppo credo sarebbe necessario rifare una discussione”. Mai previsione fu più azzeccata, viste le scelte che si profilano in Commissione Affari costituzionali della Camera, dove appunto sono in discussione i subemendamento al cosiddetto emendamento Fianellum, il disegno di riforma, abbastanza aberrante e pochissimo tedesco, o quasi per nulla tedesco, presentato dal relatore Pd Emanuele Fiano.

Commissione Affari costituzionali: dopo quattro ore di lavoro, si rinvia a domenica (anche per consentire di godersi Juve-Real Madrid)

Il risultato in Commissione è che quasi quattro ore di lavoro stop and go non hanno portato ad un solo voto sui 780 subemendamenti sulla riforma elettorale. Sono state frequenti le interruzioni e le richieste di sospensione brevi, l’ultima della quale accompagnata da un buffet in anticamera per i commissari. Il relatore Pd Emanuele Fiano ha dato notizia di una pioggia di emendamenti accantonati la cui votazione al momento è congelata. I continui rinvii hanno una ragione prevalentemente politica: non è ancora chiuso l’accordo sulla riformulazione del testo. E solo domenica si saprà se l’emendamento del Pd Ferrari sulla riscrittura di collegi e circoscrizioni che recepisce la nuova intesa Pd-M5s-Fi-Lega sarà recepita dal relatore Fiano e approvata. Fiano questa sera ne ha comunicato l’accantonamento. E subito dopo il presidente della commissione Mazziotti ha rinviato la seduta a domenica mattina alle 9, complice anche l’accordo fra i gruppi per consentire ai deputati tifosi di assistere alla finale di Champions League Juventus-Real Madrid.

D’Attorre: “senza la doppia scheda, la riduzione dei collegi è toppa peggiore del buco”

Solo domenica dunque si avrà il primo voto sul Fianellum. Manca finora, in particolare, l’ok dei 7 (su 21 deputati che compongono la delegazione dem) rappresentanti in commissione della minoranza Pd che ha sostenuto alle primarie il ministro Andrea Orlando: Cuperlo, Pollastrini, Lattuca, Meloni, Fabbri, Giorgis, Naccarato e si sta lavorando di cesello fino all’ultimo minuto per evitare sorprese al momento del voto. Per parte sua Mdp con Alfredo D’Attorre ha invitato a un supplemento di riflessione: “Con il subemendamento Pd all’emendamento Fiano riduciamo di fatto il numero di collegi uninominali dal 50 a 36-37 per cento e così realizziamo una delle finalità proprie del sistema tedesco”. Così il deputato di Sinistra italiana Alfredo D’Attorre in commissione Affari costituzionali.”Questa finalità di andare – spiega – verso un sistema completamente tedesco la condividiamo. Il problema è che lo facciamo in un modo che non consente di raggiungere l’obiettivo, e mi rivolgo ai colleghi del M5S, perché il cuore del sistema tedesco è la separazione tra il voto sul candidato e il voto alla lista. Se non abbiamo il doppio voto assicurato, cioè il voto disgiunto, la riduzione dei collegi uninominali rappresenta una toppa peggiore del buco perché riduci i candidati dei collegi uninominali e aumenti i candidati dei listini circoscrizionali che vanno da 1 a 6. Una convergenza ampia e importante è possibile, l’intesa non è il male, non è inciucio. Ma questa convergenza non si fa incrociando semplicemente le convenienze. Evitiamo scorciatoie e pasticci”.

Gli emendamenti accantonati dal relatore, dalle pluricandidature al riequilibrio di genere al voto disgiunto

Accantonato dunque l’emendamento del Pd che taglia i collegi uninominali da 303 a 225 ( ai quali si aggiungono gli 8 delle regioni Trentino e Val D’Aosta che votano con il Mattarellum). Su richiesta di Fi il relatore Emanuele Fiano ha proposto di accantonarlo per “ulteriore approfondimento”. Per Forza Italia Francesco Paolo Sisto ha evidenziato la necessità di un “approfondimento” non per l’impostazione dell’emendamento, ma nella parte in cui esso definisce direttamente i collegi riproponendo quelli usati per il Senato con il Mattarellum. Il relatore Emanuele Fiano (Pd) ha accantonato gli emendamenti sulle pluricandidature di M5S e del Pd a prima firma di Gianni Cuperlo e Giuseppe Lauricella, due deputati dell’area vicina ad Andrea Orlando. Questi emendamenti prevedono o la cancellazione delle pluricandidature o la riduzione. Fiano ha invece respinto le proposte che fissano un numero più alto di candidature, come per esempio l’emendamento di Misuraca. Accantonato, inoltre, l’emendamento decisivo del M5S a prima firma Danilo Toninelli che prevede il voto disgiunto, uno dei pilastri del sistema tedesco. Così come è stato deciso di accantonare tutti gli emendamenti che riguardano la raccolta delle firme per la sottoscrizione delle liste che prevede anche il metodo digitale, e tutte le proposte di modifica che prevedono la parità di genere.

Insomma, si è preso atto che dopo la partita di finale di Champions, la notte porta consiglio. Ma quello che si profila è davvero un Cinesellum, un sistema caotico e imbarazzante, col quale viene non solo capestata la volontà dell’elettore e si riporta ai capi partito la decisione sugli eletti, ma nessuno conosce né le dinamiche del voto nei collegi (ridotti per convenienza a meno del 50%, a proposito di sistema tedesco tradito), né le dinamiche di attribuzione dei seggi. In ogni caso, una cosa sembra certa: il modello tedesco è stato sepolto definitivamente.